Non è stata solo una gara. È stato un viaggio verticale costruito hold dopo hold, in cui atleti e community hanno condiviso sfide, progressi e un’energia crescente tappa dopo tappa. Dai qualifier di Big Walls, Rockspot, Orobia e C.A.T, Red Bull Ivy ha confermato la sua identità: un format accessibile ma altamente competitivo, dove tecnica e gioco di squadra si incontrano.
Alla Solid Climbing Club di Buccinasco, la finale ha alzato il livello.
Pubblico vicino alla parete, occhi puntati sui passaggi chiave, tensione in crescita run dopo run. In gara, i migliori 15 team emersi dalle qualificazioni: stessi blocchi, nuove pressioni, margini ridotti al minimo.
Il format è quello che ha definito da Red Bull Ivy a partire dai qualifier. Al centro squadre composte da due atleti che competono in un’unica classifica senza alcuna distinzione: team maschili, femminili e misti partono tutti dalla stessa linea, condividendo la stessa sfida.
Ci sono però due vie, due approcci diversi che richiedono una strategia comune.
Da una parte, una via tutta giocata sulla velocità (6a): il cronometro scorre, il buzzer segna la fine e ogni secondo diventa decisivo. Dall’altra una via che richiede tecnica e controllo assoluto (7a), dove gli atleti devono avanzare con precisione millimetrica evitando un fascio luminoso in movimento, centimetro dopo centimetro.
Il punto di svolta arriva in cima dove il buzzer posizionato al termine del percorso giocato sulla velocità (6a) non segna solo il tempo, ma libera il compagno disattivando il fascio sulla seconda via (7a). Sincronia perfetta o errore fatale.
Ogni run diventa così un equilibrio tra ritmo, precisione e lettura del compagno.
Finale serrata, distacchi minimi, tutto deciso sul filo dei secondi.
Un format che va oltre la competizione e diventa uno spazio di incontro, confronto e crescita per appassionati di tutti i livelli.
La parete cambia, la sfida resta.
di Napoli Magazine
27/04/2026 - 14:36
Non è stata solo una gara. È stato un viaggio verticale costruito hold dopo hold, in cui atleti e community hanno condiviso sfide, progressi e un’energia crescente tappa dopo tappa. Dai qualifier di Big Walls, Rockspot, Orobia e C.A.T, Red Bull Ivy ha confermato la sua identità: un format accessibile ma altamente competitivo, dove tecnica e gioco di squadra si incontrano.
Alla Solid Climbing Club di Buccinasco, la finale ha alzato il livello.
Pubblico vicino alla parete, occhi puntati sui passaggi chiave, tensione in crescita run dopo run. In gara, i migliori 15 team emersi dalle qualificazioni: stessi blocchi, nuove pressioni, margini ridotti al minimo.
Il format è quello che ha definito da Red Bull Ivy a partire dai qualifier. Al centro squadre composte da due atleti che competono in un’unica classifica senza alcuna distinzione: team maschili, femminili e misti partono tutti dalla stessa linea, condividendo la stessa sfida.
Ci sono però due vie, due approcci diversi che richiedono una strategia comune.
Da una parte, una via tutta giocata sulla velocità (6a): il cronometro scorre, il buzzer segna la fine e ogni secondo diventa decisivo. Dall’altra una via che richiede tecnica e controllo assoluto (7a), dove gli atleti devono avanzare con precisione millimetrica evitando un fascio luminoso in movimento, centimetro dopo centimetro.
Il punto di svolta arriva in cima dove il buzzer posizionato al termine del percorso giocato sulla velocità (6a) non segna solo il tempo, ma libera il compagno disattivando il fascio sulla seconda via (7a). Sincronia perfetta o errore fatale.
Ogni run diventa così un equilibrio tra ritmo, precisione e lettura del compagno.
Finale serrata, distacchi minimi, tutto deciso sul filo dei secondi.
Un format che va oltre la competizione e diventa uno spazio di incontro, confronto e crescita per appassionati di tutti i livelli.
La parete cambia, la sfida resta.