Dopo 27 anni, cade il record mondiale del miglio. A Londra, davanti a 60mila spettatori che hanno riempito lo stadio per la Diamond League, il 28enne Josh Kerr ha coperto una delle distanze più amate nel mondo britannico in 3'42"66, mandando agli archivi il 3'43"13 che il campionissimo marocchino Hicham El Guerrouj mise a segno nel 1999 a Roma. Per Kerr è l'ennesima consacrazione dopo il doppio oro mondiale indoor sui 3.000, il titolo mondiale nei 1500 del 2023 e l'argento olimpico (sempre sui 1.500) a Parigi. Dopo il titolo iridato dello scorso inverno, il mezzofondista scozzese aveva lanciato il progetto 222: correre il miglio in 222 secondi, 3'42" appunto. Al netto dei centesimi l'obiettivo è raggiunto, per la gioia dello sponsor Brooks che pianta una bandierina in un panorama di primati mondiali dominato da Nike, con qualche incursione di Adidas. E un altro primato storico, uno dei più longevi dell'atletica, caduto sotto i colpi della corsa ai record nell'epoca delle superscarpe. Con la comparsa delle piastre di carbonio, i produttori hanno lanciato una serie di iniziative e investimenti per abbattere muri storici. Il primo fu il Breaking 2 per portare Eliud Kipchoge sotto le due ore nella maratona e, da lì, è nata una modalità di storytelling che ha trasformato le campagne di comunicazione dei grandi marchi. Dietro, una preparazione maniacale sia dell'atleta - Kerr, si dice, ha passato ore in camera ipobarica per simulare l'altitudine a 3.000 metri - sia dello sponsor, che oggi ha fornito allo scozzese delle scarpe su misura, basate sulla sua biomeccanica di corsa, con piastra di carbonio e tomaia personalizzate. In pista anche l'ormai consueta lepre luminosa. Poi c'è l'uomo, che ha coperto oltre quattro giri di pista a 26 chilometri all'ora. L'ultima tornata "è stata semplicemente incredibile. Eravamo solo io, le mie scarpe e la pista", ha raccontato lo scozzese. Il record del mondo torna nel Regno Unito dopo quasi 33 anni, riportando le lancette ai tempi dei duelli tra Steve Cram, Sebastian Coe e Steve Ovett. Ma loro erano inglesi, così come Roger Bannister che 72 anni fa fu il primo a scendere sotto i 4 minuti. Nelle altre gare di giornata, Larissa Iapichino ha dovuto inchinarsi nel salto in lungo (6,82) a Malaika Mihambo (7'04) e Claire Bryant (6,94), mentre nell'asta Sam Kendricks ha avuto la meglio su Mondo Duplantis costretto a fermarsi da un risentimento alla coscia che tiene il mondo dell'atletica col fiato sospeso alla vigilia degli Europei.
di Napoli Magazine
18/07/2026 - 20:10
Dopo 27 anni, cade il record mondiale del miglio. A Londra, davanti a 60mila spettatori che hanno riempito lo stadio per la Diamond League, il 28enne Josh Kerr ha coperto una delle distanze più amate nel mondo britannico in 3'42"66, mandando agli archivi il 3'43"13 che il campionissimo marocchino Hicham El Guerrouj mise a segno nel 1999 a Roma. Per Kerr è l'ennesima consacrazione dopo il doppio oro mondiale indoor sui 3.000, il titolo mondiale nei 1500 del 2023 e l'argento olimpico (sempre sui 1.500) a Parigi. Dopo il titolo iridato dello scorso inverno, il mezzofondista scozzese aveva lanciato il progetto 222: correre il miglio in 222 secondi, 3'42" appunto. Al netto dei centesimi l'obiettivo è raggiunto, per la gioia dello sponsor Brooks che pianta una bandierina in un panorama di primati mondiali dominato da Nike, con qualche incursione di Adidas. E un altro primato storico, uno dei più longevi dell'atletica, caduto sotto i colpi della corsa ai record nell'epoca delle superscarpe. Con la comparsa delle piastre di carbonio, i produttori hanno lanciato una serie di iniziative e investimenti per abbattere muri storici. Il primo fu il Breaking 2 per portare Eliud Kipchoge sotto le due ore nella maratona e, da lì, è nata una modalità di storytelling che ha trasformato le campagne di comunicazione dei grandi marchi. Dietro, una preparazione maniacale sia dell'atleta - Kerr, si dice, ha passato ore in camera ipobarica per simulare l'altitudine a 3.000 metri - sia dello sponsor, che oggi ha fornito allo scozzese delle scarpe su misura, basate sulla sua biomeccanica di corsa, con piastra di carbonio e tomaia personalizzate. In pista anche l'ormai consueta lepre luminosa. Poi c'è l'uomo, che ha coperto oltre quattro giri di pista a 26 chilometri all'ora. L'ultima tornata "è stata semplicemente incredibile. Eravamo solo io, le mie scarpe e la pista", ha raccontato lo scozzese. Il record del mondo torna nel Regno Unito dopo quasi 33 anni, riportando le lancette ai tempi dei duelli tra Steve Cram, Sebastian Coe e Steve Ovett. Ma loro erano inglesi, così come Roger Bannister che 72 anni fa fu il primo a scendere sotto i 4 minuti. Nelle altre gare di giornata, Larissa Iapichino ha dovuto inchinarsi nel salto in lungo (6,82) a Malaika Mihambo (7'04) e Claire Bryant (6,94), mentre nell'asta Sam Kendricks ha avuto la meglio su Mondo Duplantis costretto a fermarsi da un risentimento alla coscia che tiene il mondo dell'atletica col fiato sospeso alla vigilia degli Europei.