Poco
Tanto
Mediamente
"Davvero un brutto momento, ben peggiore di quanto avesse fatto trasparire prima di aprirsi in un'intervista pubblicata da 'The Athletic', è stato per Tadej Pogacar quello seguito alla rovinosa caduta a fine agosto in una tappa della Vuelta. "Sono semplicemente felice di essere vivo, o di riuscire a stare in piedi", ammette il fuoriclasse sloveno, rivelando di aver subito in quell'occasione la frattura di tre vertebre, e non di una sola, come era emerso in una prima diagnosi, insieme una frattura scomposta della clavicola sinistra e una commozione cerebrale. "Due settimane dopo la caduta ho fatto una nuova Tac e ho scoperto che c'erano altre due vertebre fratturate" nella parte alta della schiena, subito sotto l'ultima vertebra cervicale che si sapeva fosse rotta. Ma oltre alle fratture, Pogacar ha sofferto all'inizio della convalescenza, trascorsa a Monte Carlo, dove risiede, con problemi di vertigini e problemi di nausea e coordinazione, a causa dell'orecchio interno finito fuori asse: "Non riuscivo nemmeno a farmi una doccia. Avevo le vertigini non appena mi alzavo o abbassavo la testa. Ero totalmente esausto, è stato davvero durissimo. Inoltre non stavo bene mentalmente. Ero davvero giù, quasi depresso e passavo giornate intere senza voler fare nulla". Tornato in sella, ammette anche di provare una certa apprensione durante le discese. "Se dovessi cadere di nuovo, la situazione potrebbe diventare davvero problematica", afferma, pur assicurando di non avvertire "più alcun fastidio" fisico. "Ho la sensazione di aver ritrovato un buon ritmo, sia nell'allenamento che nel percorso di recupero".
di Napoli Magazine
31/10/2026 - 16:02
"Davvero un brutto momento, ben peggiore di quanto avesse fatto trasparire prima di aprirsi in un'intervista pubblicata da 'The Athletic', è stato per Tadej Pogacar quello seguito alla rovinosa caduta a fine agosto in una tappa della Vuelta. "Sono semplicemente felice di essere vivo, o di riuscire a stare in piedi", ammette il fuoriclasse sloveno, rivelando di aver subito in quell'occasione la frattura di tre vertebre, e non di una sola, come era emerso in una prima diagnosi, insieme una frattura scomposta della clavicola sinistra e una commozione cerebrale. "Due settimane dopo la caduta ho fatto una nuova Tac e ho scoperto che c'erano altre due vertebre fratturate" nella parte alta della schiena, subito sotto l'ultima vertebra cervicale che si sapeva fosse rotta. Ma oltre alle fratture, Pogacar ha sofferto all'inizio della convalescenza, trascorsa a Monte Carlo, dove risiede, con problemi di vertigini e problemi di nausea e coordinazione, a causa dell'orecchio interno finito fuori asse: "Non riuscivo nemmeno a farmi una doccia. Avevo le vertigini non appena mi alzavo o abbassavo la testa. Ero totalmente esausto, è stato davvero durissimo. Inoltre non stavo bene mentalmente. Ero davvero giù, quasi depresso e passavo giornate intere senza voler fare nulla". Tornato in sella, ammette anche di provare una certa apprensione durante le discese. "Se dovessi cadere di nuovo, la situazione potrebbe diventare davvero problematica", afferma, pur assicurando di non avvertire "più alcun fastidio" fisico. "Ho la sensazione di aver ritrovato un buon ritmo, sia nell'allenamento che nel percorso di recupero".