Il feretro di Alex Zanardi è arrivato alle ore 11:00 alla basilica di Santa Giustina di Padova per la celebrazione dei funerali del campione scomparso. Oltre 2.000 persone hanno riempito la chiesa sin dalle ore 9 di questa mattina. Tra i presenti Gianni Morandi, Bebe Vio, arrivata assieme all'ex presidente del Coni, Giovanni Malagò, Alberto Tomba e il sindaco di Bologna, Matteo Lepore. All'arrivo in Prato della Valle è scattato un lungo applauso, ripetuto a più riprese in chiesa, dove la bara è stata preceduta da un lungo corteo aperto dagli atleti di Obiettivo3 e chiuso dai familiari di Zanardi. In chiesa anche il ministro dello Sport Abodi, Giovanni Malagò, il presidente del Veneto Alberto Stefani e il presidente del Consiglio regionale veneto, Luca Zaia. Sotto l'altare è stata portata l'handbike dell'atleta bolognese, che normalmente è custodita al museo della Medicina poco distante. Tra i primi ad arrivare sono stati i ragazzi di Obiettivo3, l'associazione che Zanardi ha creato per promuovere la handbike, il presidente della Fia Stefano Domenicali, Jorg Kottmeier responsabile di Bmw Motosport, Luca Pancalli già presidente del Comitato italiano paralimpico, Gian Carlo Minardi, l'atleta paralimpica Giusi Versace. C'è anche l'ex calciatore paraguaiano del Vicenza Julio Gonzalez, che a seguito di un incidente nel 2005 subì l'amputazione di un braccio. "Zanardi venne a trovarmi in ospedale, mi diede una carica pazzesca", ha raccontato. "Sono orgoglioso di avere avuto un amico come Alex, che non mi ha aiutato a diventare un prete migliore, ma non mi importava: mi ha aiutato a diventare un uomo migliore, questo mi importa", ha detto don Marco Pozza, il parroco del carcere Due Palazzi di Padova, prima di celebrare il rito funebre. "Alex siamo tutti noi? Dipende, se oggi sapremo cogliere questa eredità e farla nostra oppure se oggi la vivremo come uno show", ha aggiunto. "Alex anche da morto continuerà a parlare di obiettivi", ha poi detto detto don Pozza nell'omelia. "Mi dispiace per la morte, pensava di averlo bevuto ma neanche stavolta ha fatto bene i conti - ha detto il parroco del Due Palazzi - Si è presa il corpo, ma l'anima le è sfuggita. In corsia di sorpasso è andata a infilarsi dentro la carne e le storie dei ragazzi di Obiettivo3. Era un uomo che sapeva usare il congiuntivo, una porta aperta". E oggi "chi ama l'indicativo piange l'atleta, chi ha il coraggio di usare il congiuntivo rimpiange l'uomo e gli dice grazie". Ha infine immaginato così l'incontro tra Zanardi e Dio: "Guarderà in faccia il Signore e non saprà cosa dirgli. E lui gli dirà 'Però, Zanardi da Castel Maggiore...". Una citazione del titolo dell'autobiografia del campione bolognese.
di Napoli Magazine
05/05/2026 - 12:24
Il feretro di Alex Zanardi è arrivato alle ore 11:00 alla basilica di Santa Giustina di Padova per la celebrazione dei funerali del campione scomparso. Oltre 2.000 persone hanno riempito la chiesa sin dalle ore 9 di questa mattina. Tra i presenti Gianni Morandi, Bebe Vio, arrivata assieme all'ex presidente del Coni, Giovanni Malagò, Alberto Tomba e il sindaco di Bologna, Matteo Lepore. All'arrivo in Prato della Valle è scattato un lungo applauso, ripetuto a più riprese in chiesa, dove la bara è stata preceduta da un lungo corteo aperto dagli atleti di Obiettivo3 e chiuso dai familiari di Zanardi. In chiesa anche il ministro dello Sport Abodi, Giovanni Malagò, il presidente del Veneto Alberto Stefani e il presidente del Consiglio regionale veneto, Luca Zaia. Sotto l'altare è stata portata l'handbike dell'atleta bolognese, che normalmente è custodita al museo della Medicina poco distante. Tra i primi ad arrivare sono stati i ragazzi di Obiettivo3, l'associazione che Zanardi ha creato per promuovere la handbike, il presidente della Fia Stefano Domenicali, Jorg Kottmeier responsabile di Bmw Motosport, Luca Pancalli già presidente del Comitato italiano paralimpico, Gian Carlo Minardi, l'atleta paralimpica Giusi Versace. C'è anche l'ex calciatore paraguaiano del Vicenza Julio Gonzalez, che a seguito di un incidente nel 2005 subì l'amputazione di un braccio. "Zanardi venne a trovarmi in ospedale, mi diede una carica pazzesca", ha raccontato. "Sono orgoglioso di avere avuto un amico come Alex, che non mi ha aiutato a diventare un prete migliore, ma non mi importava: mi ha aiutato a diventare un uomo migliore, questo mi importa", ha detto don Marco Pozza, il parroco del carcere Due Palazzi di Padova, prima di celebrare il rito funebre. "Alex siamo tutti noi? Dipende, se oggi sapremo cogliere questa eredità e farla nostra oppure se oggi la vivremo come uno show", ha aggiunto. "Alex anche da morto continuerà a parlare di obiettivi", ha poi detto detto don Pozza nell'omelia. "Mi dispiace per la morte, pensava di averlo bevuto ma neanche stavolta ha fatto bene i conti - ha detto il parroco del Due Palazzi - Si è presa il corpo, ma l'anima le è sfuggita. In corsia di sorpasso è andata a infilarsi dentro la carne e le storie dei ragazzi di Obiettivo3. Era un uomo che sapeva usare il congiuntivo, una porta aperta". E oggi "chi ama l'indicativo piange l'atleta, chi ha il coraggio di usare il congiuntivo rimpiange l'uomo e gli dice grazie". Ha infine immaginato così l'incontro tra Zanardi e Dio: "Guarderà in faccia il Signore e non saprà cosa dirgli. E lui gli dirà 'Però, Zanardi da Castel Maggiore...". Una citazione del titolo dell'autobiografia del campione bolognese.