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CONVEGNO - Space Economy, satelliti e Osservazione della Terra per prevenire i rischi ambientali e gestire le emergenze: gli Stati Generali a Napoli
06.11.2026 18:27 di Napoli Magazine
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Lo spazio al servizio della sicurezza del territorio e della gestione delle emergenze
La dodicesima tappa degli Stati Generali “Spazio Italia 2.0” si è focalizzata sul ruolo dei dati satellitari e delle tecnologie di Osservazione della Terra nella prevenzione dei rischi ambientali e climatici, dal monitoraggio del territorio e del mare all’importante supporto alle attività di protezione civile
Come rafforzare la capacità di prevenire e gestire i rischi ambientali e climatici attraverso le tecnologie spaziali, facendo leva sul valore dei dati satellitari per il monitoraggio del territorio e la gestione delle emergenze: è stato questo il tema al centro della tappa odierna degli Stati Generali della Space Economy – “Spazio Italia 2.0, che si è svolta a Napoli, presso Palazzo Zapata, negli spazi della Sala Comencini.
L’iniziativa, ideata dall’On. Andrea Mascaretti, ideatore e promotore degli Stati Generali della Space Economy, deputato di Fratelli d’Italia e Presidente dell’Intergruppo parlamentare per la Space Economy, promossa da IPSE e organizzata da Inrete – Relazioni Istituzionali e Comunicazione, si è svolta in collaborazione con ASI, Fondazione PwC Italia e SDA Bocconi SEE Lab, con la partecipazione della Regione Campania e del DAC - Distretto Tecnologico Aerospaziale della Campania. Tra gli sponsor della tappa anche Telespazio, Thales Alenia Space Italia, Argotec e RINA, La sessione di lavoro ha riunito rappresentanti delle Istituzioni, del mondo accademico, degli enti di ricerca, delle autorità competenti nella gestione delle emergenze e delle imprese del settore aerospaziale. 
In apertura dei lavori è intervenuto, tramite videocollegamento, il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin dichiarando: “I servizi spaziali di osservazione della Terra rappresentano oggi uno strumento fondamentale per la conoscenza, il monitoraggio e la gestione delle dinamiche ambientali e climatiche. Grazie all'impiego di satelliti e all'integrazione con dati rilevati a terra, tali servizi consentono di acquisire informazioni omogenee, aggiornate e continuative sullo stato del territorio, dell'atmosfera e degli ecosistemi. I servizi spaziali permettono di superare un approccio prevalentemente reattivo e di affermare un modello fondato sulla prevenzione e sulla manutenzione programmata. La disponibilità di informazioni aggiornate migliora la capacità di individuare tempestivamente le vulnerabilità, valutare gli effetti degli eventi climatici estremi e concentrare risorse e interventi nelle aree maggiormente esposte. Il MASE incrocia il settore delle attività spaziali principalmente per gli aspetti legati al monitoraggio ambientale, all'approvvigionamento di materie prime critiche e alle sinergie industriali per la transizione ecologica. I dati satellitari vengono impiegati dal MASE e dall'Istituto Superiore  per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) per scopi istituzionali legati al controllo del dissesto idrogeologico, al monitoraggio delle emissioni di gas serra e alla gestione delle emergenze climatiche. Nel contesto delle applicazioni satellitari all'osservazione del territorio assume particolare rilievo il progetto SIM – Sistema Integrato di Monitoraggio, il principale investimento del MASE volto a trasformare una pluralità di dati e tecnologie in servizi operativi a supporto delle amministrazioni e dei territori. Sul piano operativo, il SIM consente alle amministrazioni di disporre di quadri conoscitivi aggiornati e di servizi applicativi utilizzabili nelle attività ordinarie di pianificazione, vigilanza e gestione delle emergenze: l’integrazione di immagini satellitari, rilievi aerei e sensori a terra permette di confrontare nel tempo lo stato del territorio, individuare variazioni anomale e indirizzare sopralluoghi e interventi nelle aree prioritarie. Il SIM rappresenta quindi un punto di incontro concreto tra Space Economy e transizione ecologica: un’infrastruttura conoscitiva pubblica che rafforza la resilienza climatica, migliora la capacità amministrativa e valorizza le competenze tecnologiche e industriali del Paese”. 
Non sono mancati i saluti istituzionali, del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso attraverso un videomessaggio. 
Ha preso poi la parola l’On. Andrea Mascaretti: “Il lavoro che stiamo portando avanti insieme, Parlamento, Governo, Regioni, imprese e mondo della ricerca, è essenziale per trasformare le capacità spaziali italiane in strumenti al servizio dei cittadini e dei territori. La sessione degli Stati Generali della Space economy di oggi a Napoli ne è un esempio di straordinaria importanza, con il ministro Pichetto Fratin, il presidente Fico, il ministro Urso e i parlamentari dell’Intergruppo per la Space Economy abbiamo lavorato sui sistemi di monitoraggio satellitare a tutela del territorio e dell’ambiente, che rappresentano un patrimonio unico del nostro Paese. L’Osservazione della Terra è uno strumento strategico per il monitoraggio climatico, la tutela dell’ambiente e la gestione delle emergenze. I satelliti COSMO-SkyMed consentono di monitorare il territorio e il mare di giorno e di notte, anche con condizioni meteorologiche avverse. I servizi di e-GEOS permettono di individuare e caratterizzare sversamenti di petrolio in mare, fornendo informazioni utili alle autorità per intervenire. Con IRIDE sono stati avviati i primi servizi geospaziali per la Pubblica Amministrazione: tra questi, la mappatura delle aree percorse da incendi e il monitoraggio di accumuli di rifiuti potenzialmente illeciti e scarichi nei corpi idrici, con l’attivazione progressiva di ulteriori servizi. L’esperienza di Planetek con le regioni dimostra inoltre come le immagini satellitari possano supportare l’individuazione di possibili illeciti nella gestione dei rifiuti. Integrati con le verifiche sul campo, questi dati aiutano le autorità a orientare gli interventi e a contenere i danni ambientali. Grazie alla nostra industria spaziale, le politiche nazionali e regionali potranno contare su strumenti sempre più potenti per proteggere il nostro patrimonio naturale”.
 
È’ stato poi il momento dell’intervento del Presidente della Regione Campania, Roberto Fico che ha dichiarato: “L’ecosistema campano della Space Economy può contare su una filiera industriale qualificata e su un sistema di ricerca e innovazione di eccellenza. Si tratta di un patrimonio di competenze che vogliamo continuare a valorizzare, rafforzando la collaborazione tra istituzioni, università, centri di ricerca e imprese. L’innovazione tecnologica rappresenta, al tempo stesso, un motore di sviluppo economico e occupazionale e una risorsa strategica per affrontare le sfide ambientali e territoriali. L'utilizzo dei dati satellitari e le tecniche di Osservazione della Terra offrono importanti opportunità per le politiche pubbliche. La Regione Campania già ne fa uso in diversi ambiti, dal monitoraggio ambientale alla prevenzione dei rischi e alla gestione delle emergenze. Queste applicazioni consentono di conoscere meglio le caratteristiche e le dinamiche del territorio, anticipare le criticità e rendere più tempestivi ed efficaci gli interventi. Continueremo a investire nella ricerca scientifica e nello sviluppo di soluzioni innovative e sostenibili, affinché le prospettive offerte dalla Space Economy si traducano in maggiore sicurezza per i cittadini e crescita delle nostre comunità”.
L’Assessora della Regione Campania con delega all'Ambiente, al Ciclo integrato delle acque, alle Politiche abitative e alle Pari Opportunità, Claudia Pecoraro ha dichiarato: “La Space Economy rappresenta una grande opportunità di innovazione e sviluppo per la Campania, che può contare su importanti competenze scientifiche, universitarie e industriali nel settore aerospaziale. L'utilizzo dei dati satellitari e delle tecnologie di osservazione della Terra può diventare uno strumento fondamentale per il monitoraggio ambientale, la prevenzione dei rischi naturali e la tutela delle nostre risorse. La sfida è trasformare la ricerca e l'innovazione in strumenti concreti a disposizione delle istituzioni, mettendo la tecnologia al servizio della sicurezza dei territori, della sostenibilità ambientale e della qualità della vita delle nostre comunità”.
Il giro dei tavoli è poi entrato nel vivo, con l’intervento dell’’On. Enrica Alifano, membro dell’Intergruppo Parlamentare per la Space Economy che ha dichiarato: “Riunire in una sessione di lavoro tante realtà che si occupano di space economy è un’opportunità unica per la Campania e per le tante aziende del settore. E, non di meno per l’importanza del tema, perché investire nella space economy significa risolvere tanti problemi che riguardano la vita di tutti i giorni. Di fatto i satelliti non hanno solo il compito di esplorare lo spazio, ma ci aiutano a risolvere tante questioni “terrene”. Ora, questo incontro riguarderà in particolare il tema della tutela dell’ambiente attraverso gli apporti dei satelliti. Questi ultimi possono garantire, infatti, il monitoraggio ambientale e controllare i fattori di rischio di insulti fatti dall’uomo o da agenti atmosferici al territorio. Come? Ad esempio, riconoscere il principio di un incendio, in modo da effettuare quanto prima le operazioni di spegnimento. Sempre attraverso le informazioni che ci giungono dai satelliti è possibile prevenire frane in terreni inaccessibili a mezzi terrestri, in modo da salvaguardare chi vive a valle. Ancora, attraverso i satelliti è possibile avere una compiuta mappatura del territorio e delle stesse aree marine. Avere contezza degli effetti del cambiamento climatico sulla Terra e della velocità al quale – purtroppo – lo stesso procede, in modo da studiare strategie per ritardarne o annullarne l’impatto. Temi tutti su cui il Movimento 5 Stelle ha acceso una luce”.
Campania e Space Economy: il Distretto Aerospaziale motore di innovazione
La Campania si conferma un pilastro strategico della Space Economy italiana, posizionandosi come uno dei contesti di riferimento per lo sviluppo dell'intera filiera aerospaziale nazionale grazie alla sinergia tra imprese, università e centri di ricerca d'eccellenza. In questo scenario di continua innovazione, il DAC – Distretto Tecnologico Aerospaziale della Campania svolge un ruolo cruciale di raccordo istituzionale e industriale, catalizzando la cooperazione tra grandi player e PMI, accelerando il trasferimento tecnologico e potenziando il capitale umano attraverso programmi di alta formazione. Con una solida rete di 188 partner che unisce 24 grandi aziende, 133 piccole e medie imprese e 19 centri di ricerca, il DAC si impone come il vero motore dell’ecosistema regionale; un incubatore di progetti d'avanguardia capaci di spaziare dalle nuove piattaforme nano e microsatellitari fino ai servizi e alle applicazioni downstream ad alto valore aggiunto.
Il Presidente del DAC – Distretto Tecnologico Aerospaziale della Campania, Luigi Carrino ha dichiarato: "La Space Economy esprime pienamente il proprio valore quando le capacità scientifiche e industriali diventano servizi utili alle persone, alle imprese e ai territori. Il monitoraggio ambientale e climatico ne è un esempio concreto: i dati satellitari possono aiutarci a prevenire i rischi, gestire le risorse e orientare le decisioni pubbliche. La Campania, con le sue università, i centri di ricerca e una filiera industriale ricca di competenze, può dare un contributo significativo a questa sfida. Come DAC lavoriamo per connettere queste capacità e favorire la partecipazione delle PMI ai programmi e ai mercati dello spazio. Il merito degli Stati Generali promossi dall’Intergruppo presieduto dall’onorevole Mascaretti è portare il confronto nei territori: da questo ascolto devono nascere priorità condivise e opportunità concrete di sviluppo e di lavoro qualificato per i giovani”.
È stato poi il turno dell’Head of Space Transportation & In-Orbit Servicing di ASI Enrico Cavallini che ha dichiarato: “L’accesso allo Spazio ed i servizi in orbita sono due pilastri fondamentali per l’ecosistema spaziale Europeo e della presente e futura economia dello Spazio. Entrambi i settori rappresentano un connubio di interessi e capacità sia istituzionali che commerciali, soprattutto nell’attuale contesto geopolitico e nel sempre maggiore interesse dei capitali e privati per le attività spaziali, e sono fonte di opportunità per la crescita dell’intero ecosistema e tessuto industriale italiano, dalla grande industria fino alle startup, passando per la piccola media impresa e il settore della ricerca, e non limitandosi ai soli operatori del settore spazio. In tale scenario, in rapida evoluzione, rimane fondamentale mantenere coeso l’interesse istituzionale ed industriale italiano, in modo tale che si mantenga competitivo in ambito Europeo e mondiale; con il ruolo dell’ASI da volano e collante tra gli attori istituzionali ed industriali, ad implementare le linee strategiche del governo, con un’attenzione specifica all’innovazione, alla sostenibilità e alla formazione delle nuove generazioni”. 
Durante il dibattito è intervenuto anche l’Head of Sales & Business Development di Argotec, Gianluca Cerrone che ha dichiarato: “Il valore dell’Osservazione della Terra oggi non risiede soltanto nella capacità di vedere ciò che accade sul nostro Pianeta, ma soprattutto nella velocità con cui possiamo trasformare ciò che osserviamo in conoscenza e supportare chi è chiamato a prendere decisioni. Monitoraggio ambientale, prevenzione dei rischi, protezione e soccorso, controllo delle infrastrutture e degli asset nazionali sono ambiti in cui lo Spazio può diventare un alleato quotidiano delle Istituzioni. Con ArgoMIND vogliamo compiere un ulteriore passo avanti: avere un sistema operativo intelligente direttamente a bordo dei satelliti, in grado di utilizzare AI, agenti e algoritmi ottimizzati per elaborare i dati già in orbita e trasmettere a Terra solo le informazioni effettivamente rilevanti. La prospettiva è quella di costellazioni intelligenti, autonome e interconnesse, in cui satelliti e sensori possano cooperare: uno Spazio sempre più vicino alla Terra e alle esigenze concrete di cittadini, territori e Istituzioni”.
Ai lavori hanno preso parte anche il Global Strategy and Innovation di RINA, Edoardo Ferrante; il Competence Center System Engineering di Thales Alenia Space Italia, Diego Calabrese e l’Head of Algorithms, Applications & Prototyping di e-GEOS, Filippo Britti.
 
Gli sponsor e i partner degli Stati Generali della Space Economy 2026
Gli “Stati Generali della Space Economy – Spazio Italia 2.0” sono realizzati anche grazie al sostegno di Amazon LEO, Argotec, Cassa Depositi e Prestiti, ELT GROUP, Leonardo, Telespazio, Thales Alenia Space Italia, OHB Italia e RINA, e dei partner Pirelli, Fondazione Fiera Milano e Unione Industriali Torino. Apogeo e Inrete Digital sono partner tecnici, mentre Fortune Italia è media partner dell’evento.
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di Napoli Magazine

06/11/2026 - 18:27

Lo spazio al servizio della sicurezza del territorio e della gestione delle emergenze
La dodicesima tappa degli Stati Generali “Spazio Italia 2.0” si è focalizzata sul ruolo dei dati satellitari e delle tecnologie di Osservazione della Terra nella prevenzione dei rischi ambientali e climatici, dal monitoraggio del territorio e del mare all’importante supporto alle attività di protezione civile
Come rafforzare la capacità di prevenire e gestire i rischi ambientali e climatici attraverso le tecnologie spaziali, facendo leva sul valore dei dati satellitari per il monitoraggio del territorio e la gestione delle emergenze: è stato questo il tema al centro della tappa odierna degli Stati Generali della Space Economy – “Spazio Italia 2.0, che si è svolta a Napoli, presso Palazzo Zapata, negli spazi della Sala Comencini.
L’iniziativa, ideata dall’On. Andrea Mascaretti, ideatore e promotore degli Stati Generali della Space Economy, deputato di Fratelli d’Italia e Presidente dell’Intergruppo parlamentare per la Space Economy, promossa da IPSE e organizzata da Inrete – Relazioni Istituzionali e Comunicazione, si è svolta in collaborazione con ASI, Fondazione PwC Italia e SDA Bocconi SEE Lab, con la partecipazione della Regione Campania e del DAC - Distretto Tecnologico Aerospaziale della Campania. Tra gli sponsor della tappa anche Telespazio, Thales Alenia Space Italia, Argotec e RINA, La sessione di lavoro ha riunito rappresentanti delle Istituzioni, del mondo accademico, degli enti di ricerca, delle autorità competenti nella gestione delle emergenze e delle imprese del settore aerospaziale. 
In apertura dei lavori è intervenuto, tramite videocollegamento, il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin dichiarando: “I servizi spaziali di osservazione della Terra rappresentano oggi uno strumento fondamentale per la conoscenza, il monitoraggio e la gestione delle dinamiche ambientali e climatiche. Grazie all'impiego di satelliti e all'integrazione con dati rilevati a terra, tali servizi consentono di acquisire informazioni omogenee, aggiornate e continuative sullo stato del territorio, dell'atmosfera e degli ecosistemi. I servizi spaziali permettono di superare un approccio prevalentemente reattivo e di affermare un modello fondato sulla prevenzione e sulla manutenzione programmata. La disponibilità di informazioni aggiornate migliora la capacità di individuare tempestivamente le vulnerabilità, valutare gli effetti degli eventi climatici estremi e concentrare risorse e interventi nelle aree maggiormente esposte. Il MASE incrocia il settore delle attività spaziali principalmente per gli aspetti legati al monitoraggio ambientale, all'approvvigionamento di materie prime critiche e alle sinergie industriali per la transizione ecologica. I dati satellitari vengono impiegati dal MASE e dall'Istituto Superiore  per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) per scopi istituzionali legati al controllo del dissesto idrogeologico, al monitoraggio delle emissioni di gas serra e alla gestione delle emergenze climatiche. Nel contesto delle applicazioni satellitari all'osservazione del territorio assume particolare rilievo il progetto SIM – Sistema Integrato di Monitoraggio, il principale investimento del MASE volto a trasformare una pluralità di dati e tecnologie in servizi operativi a supporto delle amministrazioni e dei territori. Sul piano operativo, il SIM consente alle amministrazioni di disporre di quadri conoscitivi aggiornati e di servizi applicativi utilizzabili nelle attività ordinarie di pianificazione, vigilanza e gestione delle emergenze: l’integrazione di immagini satellitari, rilievi aerei e sensori a terra permette di confrontare nel tempo lo stato del territorio, individuare variazioni anomale e indirizzare sopralluoghi e interventi nelle aree prioritarie. Il SIM rappresenta quindi un punto di incontro concreto tra Space Economy e transizione ecologica: un’infrastruttura conoscitiva pubblica che rafforza la resilienza climatica, migliora la capacità amministrativa e valorizza le competenze tecnologiche e industriali del Paese”. 
Non sono mancati i saluti istituzionali, del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso attraverso un videomessaggio. 
Ha preso poi la parola l’On. Andrea Mascaretti: “Il lavoro che stiamo portando avanti insieme, Parlamento, Governo, Regioni, imprese e mondo della ricerca, è essenziale per trasformare le capacità spaziali italiane in strumenti al servizio dei cittadini e dei territori. La sessione degli Stati Generali della Space economy di oggi a Napoli ne è un esempio di straordinaria importanza, con il ministro Pichetto Fratin, il presidente Fico, il ministro Urso e i parlamentari dell’Intergruppo per la Space Economy abbiamo lavorato sui sistemi di monitoraggio satellitare a tutela del territorio e dell’ambiente, che rappresentano un patrimonio unico del nostro Paese. L’Osservazione della Terra è uno strumento strategico per il monitoraggio climatico, la tutela dell’ambiente e la gestione delle emergenze. I satelliti COSMO-SkyMed consentono di monitorare il territorio e il mare di giorno e di notte, anche con condizioni meteorologiche avverse. I servizi di e-GEOS permettono di individuare e caratterizzare sversamenti di petrolio in mare, fornendo informazioni utili alle autorità per intervenire. Con IRIDE sono stati avviati i primi servizi geospaziali per la Pubblica Amministrazione: tra questi, la mappatura delle aree percorse da incendi e il monitoraggio di accumuli di rifiuti potenzialmente illeciti e scarichi nei corpi idrici, con l’attivazione progressiva di ulteriori servizi. L’esperienza di Planetek con le regioni dimostra inoltre come le immagini satellitari possano supportare l’individuazione di possibili illeciti nella gestione dei rifiuti. Integrati con le verifiche sul campo, questi dati aiutano le autorità a orientare gli interventi e a contenere i danni ambientali. Grazie alla nostra industria spaziale, le politiche nazionali e regionali potranno contare su strumenti sempre più potenti per proteggere il nostro patrimonio naturale”.
 
È’ stato poi il momento dell’intervento del Presidente della Regione Campania, Roberto Fico che ha dichiarato: “L’ecosistema campano della Space Economy può contare su una filiera industriale qualificata e su un sistema di ricerca e innovazione di eccellenza. Si tratta di un patrimonio di competenze che vogliamo continuare a valorizzare, rafforzando la collaborazione tra istituzioni, università, centri di ricerca e imprese. L’innovazione tecnologica rappresenta, al tempo stesso, un motore di sviluppo economico e occupazionale e una risorsa strategica per affrontare le sfide ambientali e territoriali. L'utilizzo dei dati satellitari e le tecniche di Osservazione della Terra offrono importanti opportunità per le politiche pubbliche. La Regione Campania già ne fa uso in diversi ambiti, dal monitoraggio ambientale alla prevenzione dei rischi e alla gestione delle emergenze. Queste applicazioni consentono di conoscere meglio le caratteristiche e le dinamiche del territorio, anticipare le criticità e rendere più tempestivi ed efficaci gli interventi. Continueremo a investire nella ricerca scientifica e nello sviluppo di soluzioni innovative e sostenibili, affinché le prospettive offerte dalla Space Economy si traducano in maggiore sicurezza per i cittadini e crescita delle nostre comunità”.
L’Assessora della Regione Campania con delega all'Ambiente, al Ciclo integrato delle acque, alle Politiche abitative e alle Pari Opportunità, Claudia Pecoraro ha dichiarato: “La Space Economy rappresenta una grande opportunità di innovazione e sviluppo per la Campania, che può contare su importanti competenze scientifiche, universitarie e industriali nel settore aerospaziale. L'utilizzo dei dati satellitari e delle tecnologie di osservazione della Terra può diventare uno strumento fondamentale per il monitoraggio ambientale, la prevenzione dei rischi naturali e la tutela delle nostre risorse. La sfida è trasformare la ricerca e l'innovazione in strumenti concreti a disposizione delle istituzioni, mettendo la tecnologia al servizio della sicurezza dei territori, della sostenibilità ambientale e della qualità della vita delle nostre comunità”.
Il giro dei tavoli è poi entrato nel vivo, con l’intervento dell’’On. Enrica Alifano, membro dell’Intergruppo Parlamentare per la Space Economy che ha dichiarato: “Riunire in una sessione di lavoro tante realtà che si occupano di space economy è un’opportunità unica per la Campania e per le tante aziende del settore. E, non di meno per l’importanza del tema, perché investire nella space economy significa risolvere tanti problemi che riguardano la vita di tutti i giorni. Di fatto i satelliti non hanno solo il compito di esplorare lo spazio, ma ci aiutano a risolvere tante questioni “terrene”. Ora, questo incontro riguarderà in particolare il tema della tutela dell’ambiente attraverso gli apporti dei satelliti. Questi ultimi possono garantire, infatti, il monitoraggio ambientale e controllare i fattori di rischio di insulti fatti dall’uomo o da agenti atmosferici al territorio. Come? Ad esempio, riconoscere il principio di un incendio, in modo da effettuare quanto prima le operazioni di spegnimento. Sempre attraverso le informazioni che ci giungono dai satelliti è possibile prevenire frane in terreni inaccessibili a mezzi terrestri, in modo da salvaguardare chi vive a valle. Ancora, attraverso i satelliti è possibile avere una compiuta mappatura del territorio e delle stesse aree marine. Avere contezza degli effetti del cambiamento climatico sulla Terra e della velocità al quale – purtroppo – lo stesso procede, in modo da studiare strategie per ritardarne o annullarne l’impatto. Temi tutti su cui il Movimento 5 Stelle ha acceso una luce”.
Campania e Space Economy: il Distretto Aerospaziale motore di innovazione
La Campania si conferma un pilastro strategico della Space Economy italiana, posizionandosi come uno dei contesti di riferimento per lo sviluppo dell'intera filiera aerospaziale nazionale grazie alla sinergia tra imprese, università e centri di ricerca d'eccellenza. In questo scenario di continua innovazione, il DAC – Distretto Tecnologico Aerospaziale della Campania svolge un ruolo cruciale di raccordo istituzionale e industriale, catalizzando la cooperazione tra grandi player e PMI, accelerando il trasferimento tecnologico e potenziando il capitale umano attraverso programmi di alta formazione. Con una solida rete di 188 partner che unisce 24 grandi aziende, 133 piccole e medie imprese e 19 centri di ricerca, il DAC si impone come il vero motore dell’ecosistema regionale; un incubatore di progetti d'avanguardia capaci di spaziare dalle nuove piattaforme nano e microsatellitari fino ai servizi e alle applicazioni downstream ad alto valore aggiunto.
Il Presidente del DAC – Distretto Tecnologico Aerospaziale della Campania, Luigi Carrino ha dichiarato: "La Space Economy esprime pienamente il proprio valore quando le capacità scientifiche e industriali diventano servizi utili alle persone, alle imprese e ai territori. Il monitoraggio ambientale e climatico ne è un esempio concreto: i dati satellitari possono aiutarci a prevenire i rischi, gestire le risorse e orientare le decisioni pubbliche. La Campania, con le sue università, i centri di ricerca e una filiera industriale ricca di competenze, può dare un contributo significativo a questa sfida. Come DAC lavoriamo per connettere queste capacità e favorire la partecipazione delle PMI ai programmi e ai mercati dello spazio. Il merito degli Stati Generali promossi dall’Intergruppo presieduto dall’onorevole Mascaretti è portare il confronto nei territori: da questo ascolto devono nascere priorità condivise e opportunità concrete di sviluppo e di lavoro qualificato per i giovani”.
È stato poi il turno dell’Head of Space Transportation & In-Orbit Servicing di ASI Enrico Cavallini che ha dichiarato: “L’accesso allo Spazio ed i servizi in orbita sono due pilastri fondamentali per l’ecosistema spaziale Europeo e della presente e futura economia dello Spazio. Entrambi i settori rappresentano un connubio di interessi e capacità sia istituzionali che commerciali, soprattutto nell’attuale contesto geopolitico e nel sempre maggiore interesse dei capitali e privati per le attività spaziali, e sono fonte di opportunità per la crescita dell’intero ecosistema e tessuto industriale italiano, dalla grande industria fino alle startup, passando per la piccola media impresa e il settore della ricerca, e non limitandosi ai soli operatori del settore spazio. In tale scenario, in rapida evoluzione, rimane fondamentale mantenere coeso l’interesse istituzionale ed industriale italiano, in modo tale che si mantenga competitivo in ambito Europeo e mondiale; con il ruolo dell’ASI da volano e collante tra gli attori istituzionali ed industriali, ad implementare le linee strategiche del governo, con un’attenzione specifica all’innovazione, alla sostenibilità e alla formazione delle nuove generazioni”. 
Durante il dibattito è intervenuto anche l’Head of Sales & Business Development di Argotec, Gianluca Cerrone che ha dichiarato: “Il valore dell’Osservazione della Terra oggi non risiede soltanto nella capacità di vedere ciò che accade sul nostro Pianeta, ma soprattutto nella velocità con cui possiamo trasformare ciò che osserviamo in conoscenza e supportare chi è chiamato a prendere decisioni. Monitoraggio ambientale, prevenzione dei rischi, protezione e soccorso, controllo delle infrastrutture e degli asset nazionali sono ambiti in cui lo Spazio può diventare un alleato quotidiano delle Istituzioni. Con ArgoMIND vogliamo compiere un ulteriore passo avanti: avere un sistema operativo intelligente direttamente a bordo dei satelliti, in grado di utilizzare AI, agenti e algoritmi ottimizzati per elaborare i dati già in orbita e trasmettere a Terra solo le informazioni effettivamente rilevanti. La prospettiva è quella di costellazioni intelligenti, autonome e interconnesse, in cui satelliti e sensori possano cooperare: uno Spazio sempre più vicino alla Terra e alle esigenze concrete di cittadini, territori e Istituzioni”.
Ai lavori hanno preso parte anche il Global Strategy and Innovation di RINA, Edoardo Ferrante; il Competence Center System Engineering di Thales Alenia Space Italia, Diego Calabrese e l’Head of Algorithms, Applications & Prototyping di e-GEOS, Filippo Britti.
 
Gli sponsor e i partner degli Stati Generali della Space Economy 2026
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