Andy Burnham supera le "linee rosse"" del Labour sulla Brexit e apre alla possibilità che il Regno Unito rientri a pieno titolo nella UE. Londra potrebbe "fare il passo decisivo", ha affermato il premier britannico illustrando, in una serie di interviste dopo il suo appassionato discorso al congresso del partito, una delle opzioni per il futuro delle relazioni bilaterali del suo Paese con l'Unione europea.
Si tratta - ha fatto subito notare il Guardian - di un cambiamento significativo rispetto alla posizione con cui il partito laburista britannico affrontato le elezioni del 2024. Il programma elettorale del Labour, infatti, escludeva esplicitamente il ritorno nel mercato unico o nell'unione doganale dell'Ue, così come il ripristino della libera circolazione di uomini e merci. Tra le opzioni sul tavolo per le relazioni a lungo termine con l'Ue, da illustrare in concomitanza con il vertice Regno Unito-Ue previsto a novembre, dopo che le dimissioni del suo predecessore Keir Starmer ne avevano provocato il rinvio, Burnham ha spiegato che il governo potrebbe mantenere gli accordi attuali, puntare a un'unione doganale, tornare nel mercato unico o aderire pienamente all'Ue.
"Potremmo restare come siamo. È sicuramente un'opzione, se si ritiene che questa sia la posizione giusta. Potremmo valutare quanto detto da George Osborne (l'ex ministro delle Finanze britannico, ndr) su un'unione doganale, guardare alle proposte dei Liberal Democratici sul mercato unico emerse durante il loro congresso, oppure fare il passo decisivo", ha affermato Burnham ammettendo che "esistono chiaramente delle opzioni da prendere in considerazione" e che "dobbiamo valutare cosa sia fattibile, nonché i vantaggi e gli svantaggi di ciascuna di esse".
Di sicuro, ha proseguito, "non è soddisfacente lasciare la questione in sospeso". Un'unione doganale avvicinerebbe notevolmente la Gran Bretagna all'Ue per quanto riguarda il commercio di merci. Londra e l'Ue applicherebbero le stesse tariffe alle importazioni provenienti da Paesi terzi, eliminando le barriere commerciali che le imprese hanno dovuto affrontare dopo la Brexit. Tuttavia, ciò non riporterebbe di per sé la Gran Bretagna all'interno del più ampio mercato unico né eliminerebbe tutti i controlli alle frontiere, mentre un eventuale rientro nel mercato unico rappresenterebbe un passo significativo, poiché il Paese dovrebbe accettare un maggiore allineamento alle norme dell'Ue.
Durante il suo discorso al congresso del Labour a Liverpool, Burnham aveva sostenuto che l'uscita dall'Ue ha indebolito la cooperazione della Gran Bretagna con i Paesi europei in materia di migrazione e aveva affermato che il prossimo vertice servirà a valutare come le due parti possano collaborare più strettamente. "Non garantiremo alla Gran Bretagna il percorso chiaro di cui abbiamo bisogno per il resto del secolo finché non avremo definito una relazione a lungo termine con quello che rimane il nostro mercato più importante - aveva premesso Burnham -. Non posso affermare con onestà che la situazione attuale sia soddisfacente. La Brexit ha fatto più danni che benefici. Dobbiamo ripristinare livelli più elevati di crescita e prosperità. Pertanto - aveva spiegato -, coglierò l'occasione per illustrare a voi e al Paese quali ritengo siano le diverse opzioni per le relazioni a lungo termine della Gran Bretagna con i nostri partner europei.
Esistono diverse opzioni e verificherò se sia possibile trovare un consenso su una di esse", aveva aggiunto. Burnham non si è sbilanciato su quale opzione preferisca, tuttavia, l'ambasciatore britannico in Italia Stephen Hickey, parlando del vertice Gb-Ue nel corso di un incontro con i giornalisti a Villa Wolkonsky, ha accennato al fatto che "il Regno Unito ha un primo ministro che è istintivamente europeista".
L'apertura di Burnham non è stata ancora commentata ufficialmente dai vertici delle Istituzioni Ue. Nel corso di un loro incontro a Madrid, il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez e il presidente francese Emmanuel Macron l'hanno accolta però calorosamente. "La Brexit è stata una perdita enorme, sia per i britannici che per l'intero progetto europeo.
Pertanto, se il Regno Unito dovesse prendere una decisione nella direzione" di un ritorno all'Unione europea, "allora la Spagna la accoglierebbe con favore e darebbe il bentornato a una nazione sorella con la quale la Spagna ha ottimi rapporti in tutti i settori, compreso quello umano", ha affermato Sanchez. "Se gli inglesi vogliono fare un primo passo in questa direzione, penso che sia un'ottima notizia sia per il loro Paese sia per gli europei", ha osservato Macron sottolineando anch'egli che il messaggio della Francia ai britannici sarebbe "bentornati".
Nel frattempo il processo di riavvicinamento sembra già iniziato, seppure a passi impercettibili. Per il vertice di novembre la Ue ha autorizzato discussioni su una maggiore integrazione dei mercati dell'energia elettrica con il Regno Unito, mentre proseguono i negoziati sul commercio agroalimentare e sulla mobilità giovanile. Inoltre, il prossimo anno, la Gran Bretagna parteciperà nuovamente al programma Erasmus+.
di Napoli Magazine
30/09/2026 - 20:59
Andy Burnham supera le "linee rosse"" del Labour sulla Brexit e apre alla possibilità che il Regno Unito rientri a pieno titolo nella UE. Londra potrebbe "fare il passo decisivo", ha affermato il premier britannico illustrando, in una serie di interviste dopo il suo appassionato discorso al congresso del partito, una delle opzioni per il futuro delle relazioni bilaterali del suo Paese con l'Unione europea.
Si tratta - ha fatto subito notare il Guardian - di un cambiamento significativo rispetto alla posizione con cui il partito laburista britannico affrontato le elezioni del 2024. Il programma elettorale del Labour, infatti, escludeva esplicitamente il ritorno nel mercato unico o nell'unione doganale dell'Ue, così come il ripristino della libera circolazione di uomini e merci. Tra le opzioni sul tavolo per le relazioni a lungo termine con l'Ue, da illustrare in concomitanza con il vertice Regno Unito-Ue previsto a novembre, dopo che le dimissioni del suo predecessore Keir Starmer ne avevano provocato il rinvio, Burnham ha spiegato che il governo potrebbe mantenere gli accordi attuali, puntare a un'unione doganale, tornare nel mercato unico o aderire pienamente all'Ue.
"Potremmo restare come siamo. È sicuramente un'opzione, se si ritiene che questa sia la posizione giusta. Potremmo valutare quanto detto da George Osborne (l'ex ministro delle Finanze britannico, ndr) su un'unione doganale, guardare alle proposte dei Liberal Democratici sul mercato unico emerse durante il loro congresso, oppure fare il passo decisivo", ha affermato Burnham ammettendo che "esistono chiaramente delle opzioni da prendere in considerazione" e che "dobbiamo valutare cosa sia fattibile, nonché i vantaggi e gli svantaggi di ciascuna di esse".
Di sicuro, ha proseguito, "non è soddisfacente lasciare la questione in sospeso". Un'unione doganale avvicinerebbe notevolmente la Gran Bretagna all'Ue per quanto riguarda il commercio di merci. Londra e l'Ue applicherebbero le stesse tariffe alle importazioni provenienti da Paesi terzi, eliminando le barriere commerciali che le imprese hanno dovuto affrontare dopo la Brexit. Tuttavia, ciò non riporterebbe di per sé la Gran Bretagna all'interno del più ampio mercato unico né eliminerebbe tutti i controlli alle frontiere, mentre un eventuale rientro nel mercato unico rappresenterebbe un passo significativo, poiché il Paese dovrebbe accettare un maggiore allineamento alle norme dell'Ue.
Durante il suo discorso al congresso del Labour a Liverpool, Burnham aveva sostenuto che l'uscita dall'Ue ha indebolito la cooperazione della Gran Bretagna con i Paesi europei in materia di migrazione e aveva affermato che il prossimo vertice servirà a valutare come le due parti possano collaborare più strettamente. "Non garantiremo alla Gran Bretagna il percorso chiaro di cui abbiamo bisogno per il resto del secolo finché non avremo definito una relazione a lungo termine con quello che rimane il nostro mercato più importante - aveva premesso Burnham -. Non posso affermare con onestà che la situazione attuale sia soddisfacente. La Brexit ha fatto più danni che benefici. Dobbiamo ripristinare livelli più elevati di crescita e prosperità. Pertanto - aveva spiegato -, coglierò l'occasione per illustrare a voi e al Paese quali ritengo siano le diverse opzioni per le relazioni a lungo termine della Gran Bretagna con i nostri partner europei.
Esistono diverse opzioni e verificherò se sia possibile trovare un consenso su una di esse", aveva aggiunto. Burnham non si è sbilanciato su quale opzione preferisca, tuttavia, l'ambasciatore britannico in Italia Stephen Hickey, parlando del vertice Gb-Ue nel corso di un incontro con i giornalisti a Villa Wolkonsky, ha accennato al fatto che "il Regno Unito ha un primo ministro che è istintivamente europeista".
L'apertura di Burnham non è stata ancora commentata ufficialmente dai vertici delle Istituzioni Ue. Nel corso di un loro incontro a Madrid, il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez e il presidente francese Emmanuel Macron l'hanno accolta però calorosamente. "La Brexit è stata una perdita enorme, sia per i britannici che per l'intero progetto europeo.
Pertanto, se il Regno Unito dovesse prendere una decisione nella direzione" di un ritorno all'Unione europea, "allora la Spagna la accoglierebbe con favore e darebbe il bentornato a una nazione sorella con la quale la Spagna ha ottimi rapporti in tutti i settori, compreso quello umano", ha affermato Sanchez. "Se gli inglesi vogliono fare un primo passo in questa direzione, penso che sia un'ottima notizia sia per il loro Paese sia per gli europei", ha osservato Macron sottolineando anch'egli che il messaggio della Francia ai britannici sarebbe "bentornati".
Nel frattempo il processo di riavvicinamento sembra già iniziato, seppure a passi impercettibili. Per il vertice di novembre la Ue ha autorizzato discussioni su una maggiore integrazione dei mercati dell'energia elettrica con il Regno Unito, mentre proseguono i negoziati sul commercio agroalimentare e sulla mobilità giovanile. Inoltre, il prossimo anno, la Gran Bretagna parteciperà nuovamente al programma Erasmus+.