Il bambino di due anni trapiantato con un cuore danneggiato, ricoverato all'Ospedale Monaldi di Napoli, avrà da venerdì un nuovo percorso che prevede l'alleviamento delle sofferenze. Non è l'eutanasia ma ferma l'accanimento terapeutico. Lo ha detto il legale della famiglia del piccolo, Francesco Petruzzi, ai medici dell'Ospedale partenopeo, confermando all'Ansa quando annunciato in diretta tv alla trasmissione Dritto e Rovescio su Rete 4. "Abbiamo preso questa decisione - ha spiegato sempre all'Ansa - dopo essere stati del medico legale, che ha visionato la documentazione e ha detto che la cosa più umana da fare è ora chiedere questa procedura".
"Oggi abbiamo preso le cartelle cliniche e i pareri del gruppo interdisciplinare, li abbiamo sottoposti al nostro team medico legale, al dottor Luca Scognamiglio. Un altro elemento è che, una volta tolta la sedazione, il bambino non si è svegliato. Avendo valutato che vi è sicuramente una prognosi certamente e senza ombra di dubbio infausta, un paio di ore fa ho mandato una pec al Monaldi dove per volontà della famiglia abbiamo fatto una richiesta di Pcc, che è la pianificazione condivisa delle cure, un istituto introdotto nel 2017", ha spiegato ancora l'avvocato intervenendo alla trasmissione televisiva.
"Ci tengo a precisare, non è eutanasia, ma per evitare l'accanimento terapeutico, è volto a spostare tutta la terapia clinica dalla guarigione soltanto all'alleviamento delle sofferenze", ha aggiunto. "Il Monaldi, dopo un'ora dalla pec, ha accettato e venerdì ci sarà il primo accesso dove parteciperanno i genitori, il medico legale di parte, e inizieranno a pianificare tutto il percorso terapeutico solo per alleviare il dolore", ha concluso il legale.
di Napoli Magazine
20/02/2026 - 12:13
Il bambino di due anni trapiantato con un cuore danneggiato, ricoverato all'Ospedale Monaldi di Napoli, avrà da venerdì un nuovo percorso che prevede l'alleviamento delle sofferenze. Non è l'eutanasia ma ferma l'accanimento terapeutico. Lo ha detto il legale della famiglia del piccolo, Francesco Petruzzi, ai medici dell'Ospedale partenopeo, confermando all'Ansa quando annunciato in diretta tv alla trasmissione Dritto e Rovescio su Rete 4. "Abbiamo preso questa decisione - ha spiegato sempre all'Ansa - dopo essere stati del medico legale, che ha visionato la documentazione e ha detto che la cosa più umana da fare è ora chiedere questa procedura".
"Oggi abbiamo preso le cartelle cliniche e i pareri del gruppo interdisciplinare, li abbiamo sottoposti al nostro team medico legale, al dottor Luca Scognamiglio. Un altro elemento è che, una volta tolta la sedazione, il bambino non si è svegliato. Avendo valutato che vi è sicuramente una prognosi certamente e senza ombra di dubbio infausta, un paio di ore fa ho mandato una pec al Monaldi dove per volontà della famiglia abbiamo fatto una richiesta di Pcc, che è la pianificazione condivisa delle cure, un istituto introdotto nel 2017", ha spiegato ancora l'avvocato intervenendo alla trasmissione televisiva.
"Ci tengo a precisare, non è eutanasia, ma per evitare l'accanimento terapeutico, è volto a spostare tutta la terapia clinica dalla guarigione soltanto all'alleviamento delle sofferenze", ha aggiunto. "Il Monaldi, dopo un'ora dalla pec, ha accettato e venerdì ci sarà il primo accesso dove parteciperanno i genitori, il medico legale di parte, e inizieranno a pianificare tutto il percorso terapeutico solo per alleviare il dolore", ha concluso il legale.