Cesc Fabregas, allenatore del Como, ha parlato nel corso di un’intervista concessa al Telegraph soffermandosi sul suo futuro: “La Premier League è il campionato migliore al mondo. Sono sempre stato molto, molto chiaro su questo, lo avvertivo da giocatore, lo sento oggi come allenatore e come tifoso. Ma quando ero al Chelsea un giorno José Mourinho mi disse “ho ancora 30 anni di lavoro davanti a me”. Quindi potrei restare qui a Como per 10 anni e potrei comunque arrivare in Premier League fra 12 o 15 anni. Il calcio è talmente imprevedibile, cambia tutto in un secondo. Un giorno sei il migliore e quello dopo il peggiore, quindi godiamoci il momento. Mi piace godermi il momento, è meraviglioso quello che stiamo vivendo qui e vediamo cosa ci riserva il futuro. Prendo io tutte le decisioni calcistiche e sono molto felice e fortunato di avere un presidente che si fida così tanto del mio giudizio. Questo per me è davvero importante. Il direttore sportivo sta con me quotidianamente e abbiamo la stessa visione del calcio. Per quanto riguarda i giocatori da prendere, lavoriamo con le statistiche, abbiamo il nostro scouting e cose del genere, ma è necessario che io per primo sia convinto del giocatore, che ci creda”.
di Napoli Magazine
04/05/2026 - 20:27
Cesc Fabregas, allenatore del Como, ha parlato nel corso di un’intervista concessa al Telegraph soffermandosi sul suo futuro: “La Premier League è il campionato migliore al mondo. Sono sempre stato molto, molto chiaro su questo, lo avvertivo da giocatore, lo sento oggi come allenatore e come tifoso. Ma quando ero al Chelsea un giorno José Mourinho mi disse “ho ancora 30 anni di lavoro davanti a me”. Quindi potrei restare qui a Como per 10 anni e potrei comunque arrivare in Premier League fra 12 o 15 anni. Il calcio è talmente imprevedibile, cambia tutto in un secondo. Un giorno sei il migliore e quello dopo il peggiore, quindi godiamoci il momento. Mi piace godermi il momento, è meraviglioso quello che stiamo vivendo qui e vediamo cosa ci riserva il futuro. Prendo io tutte le decisioni calcistiche e sono molto felice e fortunato di avere un presidente che si fida così tanto del mio giudizio. Questo per me è davvero importante. Il direttore sportivo sta con me quotidianamente e abbiamo la stessa visione del calcio. Per quanto riguarda i giocatori da prendere, lavoriamo con le statistiche, abbiamo il nostro scouting e cose del genere, ma è necessario che io per primo sia convinto del giocatore, che ci creda”.