“Qui tutto è possibile“. Le ambizioni del Como passano tutte da queste quattro parole, confermate da Varane ai microfoni del Corriere della Sera: “Mi ha colpito la visione del club. Mi hanno trasmesso la percezione che qui ogni cosa è possibile. La squadra sette anni fa giocava tra i dilettanti e ora è quinta in classifica“.
Sul suo ruolo, l’ex difensore del Real Madrid ha dichiarato: “Quando ho smesso di giocare sono rimasto nel board del Como come ambassador, sfruttando la mia rete di contatti. Poi mi sono occupato del potenziamento del settore giovanile del club“.
Il francese ha parlato del livello del settore giovanile nel calcio italiano: “Buono. Il problema spesso è che si punta a ottenere risultati a breve termine, mentre con i giovani si dovrebbe osare ma al contempo aspettare una loro crescita completa. Non credo che qui ci sia poco coraggio con i ragazzi ma il calcio è esasperato da tatticismi: la differenza fra vincere e perdere è minima“.
Varane ha parlato anche del suo rapporto con Fabregas: “Prima di arrivare qui, come giocatore, ho parlato tanto con lui. Ha caratteristiche sue, sta facendo un lavoro enorme, creando un senso di appartenenza nei giocatori. È divertente veder giocare la sua squadra. Si vede che ha avuto ottimi maestri e che da ciascuno ha rubato qualcosa“. E sul futuro dell’allenatore spagnolo: “Diciamo che giocare in Europa il prossimo anno potrebbe essere una motivazione extra per restare. Ma noi tutti siamo focalizzati sull’obiettivo, sul qui e ora“.
Un finale di stagione tutto da vivere per il Como, tra la corsa al quarto posto e il sogno Coppa Italia: “Tutte e due, non scelgo“. In attesa di un estate in cui uno dei grandi protagonisti può essere Nico Paz, a cui Varane ha mandato un consiglio: “Gli direi di stare dove si sente più felice. Ma purtroppo né lui né noi abbiamo particolare voce in capitolo, tutto dipende dalla volontà del Real“.
Sulla crescita del Como, invece, l’ex difensore francese ha dichiarato: “Trasformarci in una squadra che sia il punto di arrivo della carriera di un giocatore“.
di Napoli Magazine
05/03/2026 - 14:06
“Qui tutto è possibile“. Le ambizioni del Como passano tutte da queste quattro parole, confermate da Varane ai microfoni del Corriere della Sera: “Mi ha colpito la visione del club. Mi hanno trasmesso la percezione che qui ogni cosa è possibile. La squadra sette anni fa giocava tra i dilettanti e ora è quinta in classifica“.
Sul suo ruolo, l’ex difensore del Real Madrid ha dichiarato: “Quando ho smesso di giocare sono rimasto nel board del Como come ambassador, sfruttando la mia rete di contatti. Poi mi sono occupato del potenziamento del settore giovanile del club“.
Il francese ha parlato del livello del settore giovanile nel calcio italiano: “Buono. Il problema spesso è che si punta a ottenere risultati a breve termine, mentre con i giovani si dovrebbe osare ma al contempo aspettare una loro crescita completa. Non credo che qui ci sia poco coraggio con i ragazzi ma il calcio è esasperato da tatticismi: la differenza fra vincere e perdere è minima“.
Varane ha parlato anche del suo rapporto con Fabregas: “Prima di arrivare qui, come giocatore, ho parlato tanto con lui. Ha caratteristiche sue, sta facendo un lavoro enorme, creando un senso di appartenenza nei giocatori. È divertente veder giocare la sua squadra. Si vede che ha avuto ottimi maestri e che da ciascuno ha rubato qualcosa“. E sul futuro dell’allenatore spagnolo: “Diciamo che giocare in Europa il prossimo anno potrebbe essere una motivazione extra per restare. Ma noi tutti siamo focalizzati sull’obiettivo, sul qui e ora“.
Un finale di stagione tutto da vivere per il Como, tra la corsa al quarto posto e il sogno Coppa Italia: “Tutte e due, non scelgo“. In attesa di un estate in cui uno dei grandi protagonisti può essere Nico Paz, a cui Varane ha mandato un consiglio: “Gli direi di stare dove si sente più felice. Ma purtroppo né lui né noi abbiamo particolare voce in capitolo, tutto dipende dalla volontà del Real“.
Sulla crescita del Como, invece, l’ex difensore francese ha dichiarato: “Trasformarci in una squadra che sia il punto di arrivo della carriera di un giocatore“.