Calcio
CONI - Buonfiglio: "Italia? Il prossimo c.t. deve essere italiano, Malagò? Nessuno farebbe meglio di lui"
22.07.2026 19:31 di Napoli Magazine
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Il presidente del CONI Luciano Buonfiglio ha affrontato al Corriere i principali temi legati al presente e al futuro dello sport italiano, soffermandosi in particolare sulla Nazionale e sul nuovo corso della FIGC guidato da Giovanni Malagò. Dal futuro commissario tecnico agli investimenti nello sport, passando per la giustizia sportiva e i grandi eventi, il numero uno del CONI ha espresso la propria visione.

Tra gli argomenti affrontati anche il possibile arrivo di Pep Guardiola sulla panchina azzurra, la fiducia nei confronti di Malagò e il ruolo che il sistema sportivo italiano dovrà ricoprire nei prossimi anni.

Buonfiglio non ha dubbi sulla direzione da seguire per la Nazionale: "Non voglio dare consigli a Malagò che nel ruolo di nuovo presidente della Figc è partito alla grande. La sola cosa che chiedo a Giovanni è di designare un commissario tecnico italiano". Il presidente del CONI ha poi spiegato la propria posizione: "La stragrande maggioranza dei nostri allenatori di Serie A è italiana: è con loro che si dovrà confrontare il ct. Sono bravi, professionali, sono frutto della nostra tradizione. Perché tagliarli fuori?". Parole di grande stima anche nei confronti del neo presidente federale: "Nessuno potrebbe far meglio di lui in federazione. Quando Giovanni punta un obiettivo lo raggiunge, ha un'enorme attenzione per gli atleti e un'incredibile rete di relazioni. Poi conosce il calcio alla perfezione".

Ripensando all'ultimo Mondiale, Buonfiglio ha ammesso di aver vissuto la competizione con rammarico: "Ogni partita mi ricordava i nostri successi del passato, ma anche la situazione attuale. Pensavo all'esclusione della Nazionale e ai risultati modesti dei club italiani a livello internazionale. C'è tanto lavoro da fare". Netta anche la presa di posizione sulle pressioni esercitate da Donald Trump nei confronti della FIFA per il caso Balogun: "È stato un intervento vergognoso che ha delegittimato chi era deputato a gestire il Mondiale. Un'ingerenza inaccettabile da parte del capo dello Stato del Paese organizzatore".

Pur evitando confronti diretti con il calcio, Buonfiglio ha rivendicato il metodo di lavoro del CONI: "Non voglio dare lezioni a nessuno, ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Al Centro di Preparazione Olimpica collaborano ventitré federazioni diverse, investiamo molto su ricerca e sviluppo e c'è uno spirito di gruppo straordinario". Tra gli esempi citati anche un episodio con Marcell Jacobs, definito un modello per i più giovani, oltre ai grandi appuntamenti che attendono l'Italia: dalle Olimpiadi invernali agli Europei di calcio del 2032, passando per la candidatura ai Mondiali di atletica e quella ai Giochi Olimpici di Roma 2036.

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CONI - Buonfiglio: "Italia? Il prossimo c.t. deve essere italiano, Malagò? Nessuno farebbe meglio di lui"

di Napoli Magazine

22/07/2026 - 19:31

Il presidente del CONI Luciano Buonfiglio ha affrontato al Corriere i principali temi legati al presente e al futuro dello sport italiano, soffermandosi in particolare sulla Nazionale e sul nuovo corso della FIGC guidato da Giovanni Malagò. Dal futuro commissario tecnico agli investimenti nello sport, passando per la giustizia sportiva e i grandi eventi, il numero uno del CONI ha espresso la propria visione.

Tra gli argomenti affrontati anche il possibile arrivo di Pep Guardiola sulla panchina azzurra, la fiducia nei confronti di Malagò e il ruolo che il sistema sportivo italiano dovrà ricoprire nei prossimi anni.

Buonfiglio non ha dubbi sulla direzione da seguire per la Nazionale: "Non voglio dare consigli a Malagò che nel ruolo di nuovo presidente della Figc è partito alla grande. La sola cosa che chiedo a Giovanni è di designare un commissario tecnico italiano". Il presidente del CONI ha poi spiegato la propria posizione: "La stragrande maggioranza dei nostri allenatori di Serie A è italiana: è con loro che si dovrà confrontare il ct. Sono bravi, professionali, sono frutto della nostra tradizione. Perché tagliarli fuori?". Parole di grande stima anche nei confronti del neo presidente federale: "Nessuno potrebbe far meglio di lui in federazione. Quando Giovanni punta un obiettivo lo raggiunge, ha un'enorme attenzione per gli atleti e un'incredibile rete di relazioni. Poi conosce il calcio alla perfezione".

Ripensando all'ultimo Mondiale, Buonfiglio ha ammesso di aver vissuto la competizione con rammarico: "Ogni partita mi ricordava i nostri successi del passato, ma anche la situazione attuale. Pensavo all'esclusione della Nazionale e ai risultati modesti dei club italiani a livello internazionale. C'è tanto lavoro da fare". Netta anche la presa di posizione sulle pressioni esercitate da Donald Trump nei confronti della FIFA per il caso Balogun: "È stato un intervento vergognoso che ha delegittimato chi era deputato a gestire il Mondiale. Un'ingerenza inaccettabile da parte del capo dello Stato del Paese organizzatore".

Pur evitando confronti diretti con il calcio, Buonfiglio ha rivendicato il metodo di lavoro del CONI: "Non voglio dare lezioni a nessuno, ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Al Centro di Preparazione Olimpica collaborano ventitré federazioni diverse, investiamo molto su ricerca e sviluppo e c'è uno spirito di gruppo straordinario". Tra gli esempi citati anche un episodio con Marcell Jacobs, definito un modello per i più giovani, oltre ai grandi appuntamenti che attendono l'Italia: dalle Olimpiadi invernali agli Europei di calcio del 2032, passando per la candidatura ai Mondiali di atletica e quella ai Giochi Olimpici di Roma 2036.