Fabio Pisacane, allenatore del Cagliari, è intervenuto ai microfoni di DAZN dopo la vittoria contro la Juventus: "Indubbiamente sono felice, la squadra ha messo dentro spirito, ordine e sacrificio, tutto quello che il nostro popolo ci chiede. Se poi riesci a vincere contro una grande squadra come la Juve tutto è amplificato. Devo fare i complimenti alla squadra perché sono stati stoici. Si lavora per sognare. Nella mia esultanza c'era la volontà di non deludere un popolo, la pazienza che hanno avuto quando non arrivavano quando non arrivavano i risultati è significativa e questo mi rende doppiamente riconoscente verso di loro. Mina è un bravissimo ragazzo, per conoscerlo andrebbe visto ogni giorno: è cresciuto nei vicoli della Colombia e questo è il suo modo di vivere il calcio, è un ragazzo buono con ambizione. E' un leader, quest'anno l'amarezza è di non averlo avuto con continuità, sono felice per lui perché so quanto ci tenesse a far bene contro la Juventus. Nella disputa tra giochisti e risultatisti mi metto nel mezzo. Non mi piace essere integralista, ma variare in base a chi ho. Siamo falcidiati dagli infortuni, oggi si è aggiunto anche Zappa. Ogni allenatore deve avere una sua idea e non giudicato se il risultato viene centrato o meno. Io sto nel mezzo, perché mi piace essere sia giochista che risultatista, dipende dalle situazioni".
di Napoli Magazine
17/01/2026 - 23:32
Fabio Pisacane, allenatore del Cagliari, è intervenuto ai microfoni di DAZN dopo la vittoria contro la Juventus: "Indubbiamente sono felice, la squadra ha messo dentro spirito, ordine e sacrificio, tutto quello che il nostro popolo ci chiede. Se poi riesci a vincere contro una grande squadra come la Juve tutto è amplificato. Devo fare i complimenti alla squadra perché sono stati stoici. Si lavora per sognare. Nella mia esultanza c'era la volontà di non deludere un popolo, la pazienza che hanno avuto quando non arrivavano quando non arrivavano i risultati è significativa e questo mi rende doppiamente riconoscente verso di loro. Mina è un bravissimo ragazzo, per conoscerlo andrebbe visto ogni giorno: è cresciuto nei vicoli della Colombia e questo è il suo modo di vivere il calcio, è un ragazzo buono con ambizione. E' un leader, quest'anno l'amarezza è di non averlo avuto con continuità, sono felice per lui perché so quanto ci tenesse a far bene contro la Juventus. Nella disputa tra giochisti e risultatisti mi metto nel mezzo. Non mi piace essere integralista, ma variare in base a chi ho. Siamo falcidiati dagli infortuni, oggi si è aggiunto anche Zappa. Ogni allenatore deve avere una sua idea e non giudicato se il risultato viene centrato o meno. Io sto nel mezzo, perché mi piace essere sia giochista che risultatista, dipende dalle situazioni".