Calcio
IL COMMENTO - Alvino: "Napoli, il vero pericolo è il disinteresse, siamo guerrieri, non dimentichiamo chi siamo"
19.10.2026 13:15 di Napoli Magazine
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Carlo Alvino, nel corso del suo editoriale “Dillo ad Alvino”, in onda alle ore 12 su Teleclub Canale 77, ha affrontato il clima di delusione che si respira nell'ambiente azzurro dopo gli ultimi risultati negativi, lanciando un appello ai tifosi affinché la rabbia non si trasformi in rassegnazione. Il commentatore ha descritto un ambiente nel quale la ricerca dei responsabili ha coinvolto praticamente ogni componente del Napoli, fino ad assumere contorni paradossali, un malcontento che si è trasferito nelle conversazioni quotidiane, lasciando progressivamente spazio alla voglia di non parlare più della squadra.
 
«In questi giorni abbiamo dato la colpa a tutti, non abbiamo salvato nessuno. Persino il buon Tommaso Starace, con il suo caffè, è finito nel calderone. Al bar, al circolo, in ufficio, la parola d'ordine è stata una sola: “Non me ne parlare”. Perché girare il coltello nella ferita fa troppo male».
 
Per Alvino, tuttavia, il sentimento più preoccupante non è la contestazione, che testimonia comunque un coinvolgimento emotivo, ma il progressivo allontanamento dei tifosi dalle vicende azzurre. Un rischio che potrebbe incidere sul legame tra la squadra e la sua gente.
 
«È proprio questo il pericolo più grande. Questo silenzio è peggio delle brutte prestazioni, è peggio delle sconfitte stesse. La minaccia reale, quella da evitare a tutti i costi, è il disinteresse che rischia di diffondersi tra di noi».
 
Da qui l'invito a non confondere le difficoltà sportive con la perdita del senso di appartenenza. Il Napoli può attraversare momenti complicati, ma il rapporto con la città e con i suoi sostenitori, secondo il giornalista, deve andare oltre l'andamento di una singola stagione.
 
«Non si può vincere sempre, non si può essere perfetti sempre. Ma è ora più che mai che la nostra identità deve farsi sentire. Siamo guerrieri e un guerriero non dimentica mai l'ideale per cui combatte».
 
L'editoriale si è concluso con un richiamo al valore della maglia e alla necessità di ritrovare quello spirito collettivo che ha sempre rappresentato una delle grandi forze dell'ambiente napoletano.
 
«Napoli e il Napoli vengono prima di tutto. Tutto il resto è solo schiuma sull'onda. E l'onda, quando arriva, si dissolve».
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IL COMMENTO - Alvino: "Napoli, il vero pericolo è il disinteresse, siamo guerrieri, non dimentichiamo chi siamo"

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19/10/2026 - 13:15

Carlo Alvino, nel corso del suo editoriale “Dillo ad Alvino”, in onda alle ore 12 su Teleclub Canale 77, ha affrontato il clima di delusione che si respira nell'ambiente azzurro dopo gli ultimi risultati negativi, lanciando un appello ai tifosi affinché la rabbia non si trasformi in rassegnazione. Il commentatore ha descritto un ambiente nel quale la ricerca dei responsabili ha coinvolto praticamente ogni componente del Napoli, fino ad assumere contorni paradossali, un malcontento che si è trasferito nelle conversazioni quotidiane, lasciando progressivamente spazio alla voglia di non parlare più della squadra.
 
«In questi giorni abbiamo dato la colpa a tutti, non abbiamo salvato nessuno. Persino il buon Tommaso Starace, con il suo caffè, è finito nel calderone. Al bar, al circolo, in ufficio, la parola d'ordine è stata una sola: “Non me ne parlare”. Perché girare il coltello nella ferita fa troppo male».
 
Per Alvino, tuttavia, il sentimento più preoccupante non è la contestazione, che testimonia comunque un coinvolgimento emotivo, ma il progressivo allontanamento dei tifosi dalle vicende azzurre. Un rischio che potrebbe incidere sul legame tra la squadra e la sua gente.
 
«È proprio questo il pericolo più grande. Questo silenzio è peggio delle brutte prestazioni, è peggio delle sconfitte stesse. La minaccia reale, quella da evitare a tutti i costi, è il disinteresse che rischia di diffondersi tra di noi».
 
Da qui l'invito a non confondere le difficoltà sportive con la perdita del senso di appartenenza. Il Napoli può attraversare momenti complicati, ma il rapporto con la città e con i suoi sostenitori, secondo il giornalista, deve andare oltre l'andamento di una singola stagione.
 
«Non si può vincere sempre, non si può essere perfetti sempre. Ma è ora più che mai che la nostra identità deve farsi sentire. Siamo guerrieri e un guerriero non dimentica mai l'ideale per cui combatte».
 
L'editoriale si è concluso con un richiamo al valore della maglia e alla necessità di ritrovare quello spirito collettivo che ha sempre rappresentato una delle grandi forze dell'ambiente napoletano.
 
«Napoli e il Napoli vengono prima di tutto. Tutto il resto è solo schiuma sull'onda. E l'onda, quando arriva, si dissolve».