Calcio
IL COMMENTO - Chiariello: "Il Napoli ha una squadra forte, ma la sfida con la Fiorentina sarà fondamentale"
16.09.2026 21:13 di Napoli Magazine
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Il giornalista Umberto Chiariello, nel suo editoriale su Radio Napoli Centrale, ha analizzato il valore della rosa del Napoli: "Perdonatemi, ma voi veramente siete così convinti, siete così bravi a cambiare repentinamente idea, che il Napoli non abbia una squadra all’altezza? No, perché sto sentendo ormai questa vulgata che monta come la panna montata: che noi non siamo una squadra forte, che se Allegri la porta in Champions fa un miracolo. Questo lo dicono i fan di Allegri. Oppure, sul lato opposto, quelli che dicono: dove andiamo con un allenatore come Allegri, che non ha un gioco, che è antico, che è un dinosauro, avendo una squadra vecchia e stanca che non è in grado di salvare lui, noi e la stagione? Le due posizioni opposte convergono alla fine sul punto che noi non siamo forti come altri, perché gli altri si sono rinforzati e noi no. Io vorrei ricordare, punto primo, che il Napoli rispetto alla partenza della passata stagione ha perso solo un calciatore, Lukaku, che non ce l’aveva, quindi non ha perso niente perché il 14 agosto si era rotto. È arrivato Hojlund, per fortuna. Quindi, per fortuna. Per carità, Lukaku era un uomo importante, poi uno che si fa male dispiace sempre, anzi noi oggi siamo veramente addolorati per l’infortunio di Lukaku. Però, grazie al fatto che il Napoli dovesse trovare un sostituto, ha trovato il miglior sostituto possibile, perché io sono un fan assoluto di Højlund e sono convinto che diventerà un top player nell’arco di uno o due anni. Non abbiamo cambiato niente. Avevamo Meret e Milinkovic-Savic in porta e quelli abbiamo quest’anno. Poi le gerarchie le decidono gli allenatori. Avevamo Di Lorenzo, Rrahmani, Olivera, Spinazzola e ce li abbiamo pure quest’anno. Ah, ma ci siamo tolti Juan Jesus, Mazzocchi e Gutiérrez, che i primi tempi non giocava mai, poi è entrato, ha fatto qualcosa di buonino. L’abbiamo venduto in cifra blu, ma viva Dio che l’abbiamo venduto a 30 milioni. Cioè, ci siamo tolti le seconde linee perché erano riserve. È rimasto Beukema, è rimasto Marianucci, è rimasto Buongiorno, anche se questi due si sono infortunati e Beukema non sappiamo mai se sta bene. Abbiamo cambiato Juan Jesus con Rafa Marin, che è tornato dopo l’esperienza al Villarreal. Siamo andati meglio o siamo andati peggio? Secondo me siamo andati meglio, perché Juan Jesus ha retto finché ha potuto e poi anche lui non ha fatto benissimo. Ricordiamo Napoli-Chelsea, João Pedro che gli mangia in testa. Ricordiamo qual era la partita dove lui si fa… Ah sì, Strefezza che se lo mangia proprio, se lo brucia, dove lui fa un erroraccio e non gioca più. Abbiamo cambiato. Marianucci è andato via, è tornato, si è fatto male. Quindi abbiamo cambiato Juan Jesus con Rafa Marin e poi si è fatto male Buongiorno, è arrivato Badiashile e qui casca l’asino, perché la falla non l’abbiamo turata. Per fortuna Rafa Marin sta crescendo e facendo bene, ma Buongiorno l’anno scorso è stato protagonista di una stagione oltremodo negativa. Di certo in difesa non siamo peggio dell’anno scorso, perché il Rafa Marin attuale sta giocando in maniera assolutamente sufficiente e meno peggio del Buongiorno irriconoscibile della passata stagione. Aspettavamo la stagione del riscatto, si è fatto male, se ne parla a gennaio. Però qui ci torno. Mettiamo un asterisco importante, perché qua c’è un punto da evidenziare molto interessante e c’è qualche spettatore che prima ha detto qualcosa di molto acuto. Asterisco, ci torniamo. A centrocampo avevamo Lobotka, Gilmour, Anguissa e McTominay; abbiamo Lobotka, Gilmour, Anguissa e McTominay. Avevamo De Bruyne, che poi si è fatto male. Abbiamo De Bruyne, che non ha mai trovato il feeling con Conte, con Allegri di più. Ci siamo andati a prendere all’ultimo momento Elmas, che per larga parte del girone d’andata, fino a dicembre, non ha mai giocato. Quando poi c’è stata l’emergenza totale è tornato utile anche Elmas, ma non è che abbia fatto questa grande stagione, tanto è vero che il Napoli non l’ha riscattato ed Elmas è andato a raggiungere il suo mentore Sarri in quel di Bergamo. Il sesto centrocampista: ci siamo tolti Elmas. Mi dispiace solo per Hasa, che l’avrei tenuto e a Frosinone può farsi valere e vedere. Poteva tornare utile, essendo anche un under. Dice: “Ma tu in tutto questo ti dispiaci per Hasa?”. Sì, mi dispiaccio per Hasa. Attenzione però: a volo d’uccello ho detto che in difesa non siamo peggiorati, ma dimentico in particolare… Non è che l’ho dimenticato proprio per negligenza, volutamente, perché va focalizzato. Noi ci siamo tolti Mazzocchi, il re dello spogliatoio, per l’amor di Dio, ma in campo una presenza assolutamente ininfluente. La cifra tecnica di Mazzocchi, con tutto il rispetto, è quella dell’anno scorso, la più bassa del gruppo dei difensori e degli esterni: giocatore tecnicamente inferiore agli altri. E il Napoli lì ha preso, a una cifra assolutamente strepitosa, un milione più sei di riscatto, Favasuli, che è oggi uno degli esterni italiani più importanti, attenzionato dal CT. Favasuli, il Toro di Catanzaro, che in realtà è della provincia di Reggio Calabria, che a Catanzaro hanno salutato con un giro di campo e una standing ovation per quanto è stato bravo l’anno scorso. Under 21, Nazionale A. Baldini ora non lo manda in Nazionale A, probabilmente perché serve nello scontro diretto con la Polonia, assolutamente fondamentale per l’Under 21. Tant’è vero che Pisilli e Pio Esposito, che vanno in Nazionale A, poi correranno a dare una mano all’Under 21 di Baldini. E Favasuli fa tutta la differenza del mondo rispetto a Mazzocchi, quindi un miglioramento c’è stato. Non abbiamo turato la falla e mi piango tutti i giorni Mario Gila, ma un miglioramento c’è stato e Rafa Marin, devo dire, sta rispondendo bene. Speriamo continui. A centrocampo quelli eravamo e quelli siamo, con la speranza che stiano bene tutti, perché di McTominay l’aritmia cardiaca non ce l’aspettavamo minimamente, Anguissa ha sempre qualche problema e purtroppo è diventata una costante. Confidiamo molto, però, che De Bruyne prenda in mano la squadra, come sta provando a fare, ma dia di più. In attacco Neres c’è, Hojlund c’è, preso a fine mercato dell’anno scorso, Lang c’è perché c’era a fine mercato dell’anno scorso, Politano c’è ovviamente. Cosa si è aggiunto al Napoli dell’anno scorso? Giovane, ininfluente; Alisson Santos, preso a gennaio; Vergara, che è stata una scoperta del girone di ritorno quando non c’era più nessuno. Cioè, il Napoli ha messo nel motore rispetto all’anno scorso gli esodati Lucca e Lang, i rimandati Beukema – del mercato scorso parlo – e Milinkovic-Savic, per capire se sono realmente investimenti produttivi, ma i nuovi talenti Vergara e Alisson Santos possono dare al Napoli molto, ma molto di più. Quindi non è propriamente un Napoli identico a quello dell’anno scorso, non lo è per niente, perché ci sono giocatori che possono crescere. Vedi Rafa Marin, Lang e Lucca, che devono dimostrare qualcosa. Beukema, acquisti dell’anno scorso o di due anni fa. E quelli arrivati dopo gennaio, perché Vergara è come se fosse arrivato col mercato di gennaio. Di fatto Vergara, Alisson Santos e stiamo aspettando che rientri Neres, che tutti ce ne dimentichiamo, ma è un uomo fondamentale per le sorti del Napoli. Immagino che Allegri ne sia consapevole. La squadra non è per niente scarsa. Dice: “Ma è anziana”. Ma fino a un certo punto è anziana. I portieri sono sotto i 30 anni, che è la soglia minima di anzianità. I portieri non sono anziani, hanno 29 anni. Di Lorenzo, Rrahmani e Spinazzola sono tre grandi anziani, ma Rafa Marin e Favasuli non sono affatto anziani. C’è un mix. A centrocampo sono anziani? Sì, De Bruyne, Anguissa, Lobotka, lo stesso McTominay che arriva ai 30 anni. Ma Gilmour e Vergara anziani non sono, come non sono anziani Alisson, Giovane e Højlund. E sono di mezzo tempo, come si suol dire, Lucca e Lang. Ora io mi sono stancato anche di dire Lucca e Lang, Lucca e Lang. Sono due casi diversi. Lucca è un problema. Lucca è un serio problema per il Napoli, perché se Lucca non conferma le premesse udinesi, in questo momento non appare da Napoli. Però questo tiro a bersaglio non fa che farlo rendere peggio, perché lui poi vuole spaccare il mondo e fa cose inaudite. Ma Lang no. Lang è un calciatore internazionale. Io sono convinto che se a Lang gli dai tre, quattro, cinque partite di fila, Lang ti dimostra che è un giocatore forte. Lang è uno che ha fatto 16 gol nell’ultima stagione prima che l’abbiamo comprato. A Napoli non segna mai? Un gol l’ha fatto. Ma gli vogliamo dare un po’ di fiducia a questo ragazzo? Ma quello fa il rapper, e chi se ne frega. Ma quello viene punito perché sbrocca. E vabbè, avrà un carattere un po’ più difficile, più complicato, più che difficile. Ma vogliamo vedere se Lang non è un giocatore di livello internazionale per come l’abbiamo pagato e preso? Lui e Neres hanno una certa allure. Io torno a dire che vorrei vedere De Bruyne e Neres alle spalle di Hojlund, con Vergara primo cambio, e mi piacerebbe vedere Favasuli e Spinazzola sulle fasce, con McTominay e Lobotka lì in mezzo, come in Supercoppa. Perché il Napoli di Conte, il più bel Napoli di Conte che ci ha lasciato, è quello lì, quello della Supercoppa, quello che ha letteralmente asfaltato Milan e Bologna. Io penso che Allegri possa arrivare a quel livello lì. È ovvio che Firenze è un crocevia. Un Napoli che non esce bene da Firenze, con la Fiorentina che cresce: tre settimane di polemiche arroventate che ci aspettano, che Dio ce ne scampi e liberi. Un Napoli che pareggia a Firenze lascia tutti seccati, perplessi. Non si può poi criticare troppo, ma neanche troppo poco. Quel limbo maledetto che è come il Purgatorio di Dante, che dei tre canti è quello peggiore, è quello più noioso, tra l’Inferno, che sicuramente è il capolavoro, e il Paradiso. Il Purgatorio è veramente una sbobba per chi sui banchi di scuola l’ha studiato. Poi per gli amanti di Dante, per i cultori di Dante, sto dicendo una blasfemia, ovviamente. Allora, l’Inferno se perdiamo, il Purgatorio il pareggio e, ovviamente, la classe operaia va in Paradiso, come un vecchio film con Gian Maria Volonté. Sarebbe una bella vittoria a Firenze, perché poi Frosinone e Venezia, fai il filotto, ti gasi. A Villarreal magari non la perdi e allora sì che Napoli-Roma assume un senso. Ma per arrivarci c’è da mangiare tanto, tanto pane nero e avere soprattutto, in questo momento, tanta calma. Quella che manca a questo ambiente. L’arrivo di Allegri non ha calmato le acque, semmai le ha agitate ancora di più. Per fortuna sono agitazioni esterne alla squadra, perché l’ambiente della squadra invece è meglio di quello che è fuori, è più tranquillo. Perché dopo Conte, che ha sfibrato il gruppo, Allegri sta usando una medicina diversa, anche se non è certamente Allegri uno tutto salamelecchi e sorrisi. E i giocatori se ne sono accorti nell’intervallo di Napoli-Bologna. Ripartiamo dal secondo tempo, dalla sfuriata di Allegri e vediamo se questo Napoli è scarso, come sento dire, o è forte, come io penso profondamente”.

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16/09/2026 - 21:13

Il giornalista Umberto Chiariello, nel suo editoriale su Radio Napoli Centrale, ha analizzato il valore della rosa del Napoli: "Perdonatemi, ma voi veramente siete così convinti, siete così bravi a cambiare repentinamente idea, che il Napoli non abbia una squadra all’altezza? No, perché sto sentendo ormai questa vulgata che monta come la panna montata: che noi non siamo una squadra forte, che se Allegri la porta in Champions fa un miracolo. Questo lo dicono i fan di Allegri. Oppure, sul lato opposto, quelli che dicono: dove andiamo con un allenatore come Allegri, che non ha un gioco, che è antico, che è un dinosauro, avendo una squadra vecchia e stanca che non è in grado di salvare lui, noi e la stagione? Le due posizioni opposte convergono alla fine sul punto che noi non siamo forti come altri, perché gli altri si sono rinforzati e noi no. Io vorrei ricordare, punto primo, che il Napoli rispetto alla partenza della passata stagione ha perso solo un calciatore, Lukaku, che non ce l’aveva, quindi non ha perso niente perché il 14 agosto si era rotto. È arrivato Hojlund, per fortuna. Quindi, per fortuna. Per carità, Lukaku era un uomo importante, poi uno che si fa male dispiace sempre, anzi noi oggi siamo veramente addolorati per l’infortunio di Lukaku. Però, grazie al fatto che il Napoli dovesse trovare un sostituto, ha trovato il miglior sostituto possibile, perché io sono un fan assoluto di Højlund e sono convinto che diventerà un top player nell’arco di uno o due anni. Non abbiamo cambiato niente. Avevamo Meret e Milinkovic-Savic in porta e quelli abbiamo quest’anno. Poi le gerarchie le decidono gli allenatori. Avevamo Di Lorenzo, Rrahmani, Olivera, Spinazzola e ce li abbiamo pure quest’anno. Ah, ma ci siamo tolti Juan Jesus, Mazzocchi e Gutiérrez, che i primi tempi non giocava mai, poi è entrato, ha fatto qualcosa di buonino. L’abbiamo venduto in cifra blu, ma viva Dio che l’abbiamo venduto a 30 milioni. Cioè, ci siamo tolti le seconde linee perché erano riserve. È rimasto Beukema, è rimasto Marianucci, è rimasto Buongiorno, anche se questi due si sono infortunati e Beukema non sappiamo mai se sta bene. Abbiamo cambiato Juan Jesus con Rafa Marin, che è tornato dopo l’esperienza al Villarreal. Siamo andati meglio o siamo andati peggio? Secondo me siamo andati meglio, perché Juan Jesus ha retto finché ha potuto e poi anche lui non ha fatto benissimo. Ricordiamo Napoli-Chelsea, João Pedro che gli mangia in testa. Ricordiamo qual era la partita dove lui si fa… Ah sì, Strefezza che se lo mangia proprio, se lo brucia, dove lui fa un erroraccio e non gioca più. Abbiamo cambiato. Marianucci è andato via, è tornato, si è fatto male. Quindi abbiamo cambiato Juan Jesus con Rafa Marin e poi si è fatto male Buongiorno, è arrivato Badiashile e qui casca l’asino, perché la falla non l’abbiamo turata. Per fortuna Rafa Marin sta crescendo e facendo bene, ma Buongiorno l’anno scorso è stato protagonista di una stagione oltremodo negativa. Di certo in difesa non siamo peggio dell’anno scorso, perché il Rafa Marin attuale sta giocando in maniera assolutamente sufficiente e meno peggio del Buongiorno irriconoscibile della passata stagione. Aspettavamo la stagione del riscatto, si è fatto male, se ne parla a gennaio. Però qui ci torno. Mettiamo un asterisco importante, perché qua c’è un punto da evidenziare molto interessante e c’è qualche spettatore che prima ha detto qualcosa di molto acuto. Asterisco, ci torniamo. A centrocampo avevamo Lobotka, Gilmour, Anguissa e McTominay; abbiamo Lobotka, Gilmour, Anguissa e McTominay. Avevamo De Bruyne, che poi si è fatto male. Abbiamo De Bruyne, che non ha mai trovato il feeling con Conte, con Allegri di più. Ci siamo andati a prendere all’ultimo momento Elmas, che per larga parte del girone d’andata, fino a dicembre, non ha mai giocato. Quando poi c’è stata l’emergenza totale è tornato utile anche Elmas, ma non è che abbia fatto questa grande stagione, tanto è vero che il Napoli non l’ha riscattato ed Elmas è andato a raggiungere il suo mentore Sarri in quel di Bergamo. Il sesto centrocampista: ci siamo tolti Elmas. Mi dispiace solo per Hasa, che l’avrei tenuto e a Frosinone può farsi valere e vedere. Poteva tornare utile, essendo anche un under. Dice: “Ma tu in tutto questo ti dispiaci per Hasa?”. Sì, mi dispiaccio per Hasa. Attenzione però: a volo d’uccello ho detto che in difesa non siamo peggiorati, ma dimentico in particolare… Non è che l’ho dimenticato proprio per negligenza, volutamente, perché va focalizzato. Noi ci siamo tolti Mazzocchi, il re dello spogliatoio, per l’amor di Dio, ma in campo una presenza assolutamente ininfluente. La cifra tecnica di Mazzocchi, con tutto il rispetto, è quella dell’anno scorso, la più bassa del gruppo dei difensori e degli esterni: giocatore tecnicamente inferiore agli altri. E il Napoli lì ha preso, a una cifra assolutamente strepitosa, un milione più sei di riscatto, Favasuli, che è oggi uno degli esterni italiani più importanti, attenzionato dal CT. Favasuli, il Toro di Catanzaro, che in realtà è della provincia di Reggio Calabria, che a Catanzaro hanno salutato con un giro di campo e una standing ovation per quanto è stato bravo l’anno scorso. Under 21, Nazionale A. Baldini ora non lo manda in Nazionale A, probabilmente perché serve nello scontro diretto con la Polonia, assolutamente fondamentale per l’Under 21. Tant’è vero che Pisilli e Pio Esposito, che vanno in Nazionale A, poi correranno a dare una mano all’Under 21 di Baldini. E Favasuli fa tutta la differenza del mondo rispetto a Mazzocchi, quindi un miglioramento c’è stato. Non abbiamo turato la falla e mi piango tutti i giorni Mario Gila, ma un miglioramento c’è stato e Rafa Marin, devo dire, sta rispondendo bene. Speriamo continui. A centrocampo quelli eravamo e quelli siamo, con la speranza che stiano bene tutti, perché di McTominay l’aritmia cardiaca non ce l’aspettavamo minimamente, Anguissa ha sempre qualche problema e purtroppo è diventata una costante. Confidiamo molto, però, che De Bruyne prenda in mano la squadra, come sta provando a fare, ma dia di più. In attacco Neres c’è, Hojlund c’è, preso a fine mercato dell’anno scorso, Lang c’è perché c’era a fine mercato dell’anno scorso, Politano c’è ovviamente. Cosa si è aggiunto al Napoli dell’anno scorso? Giovane, ininfluente; Alisson Santos, preso a gennaio; Vergara, che è stata una scoperta del girone di ritorno quando non c’era più nessuno. Cioè, il Napoli ha messo nel motore rispetto all’anno scorso gli esodati Lucca e Lang, i rimandati Beukema – del mercato scorso parlo – e Milinkovic-Savic, per capire se sono realmente investimenti produttivi, ma i nuovi talenti Vergara e Alisson Santos possono dare al Napoli molto, ma molto di più. Quindi non è propriamente un Napoli identico a quello dell’anno scorso, non lo è per niente, perché ci sono giocatori che possono crescere. Vedi Rafa Marin, Lang e Lucca, che devono dimostrare qualcosa. Beukema, acquisti dell’anno scorso o di due anni fa. E quelli arrivati dopo gennaio, perché Vergara è come se fosse arrivato col mercato di gennaio. Di fatto Vergara, Alisson Santos e stiamo aspettando che rientri Neres, che tutti ce ne dimentichiamo, ma è un uomo fondamentale per le sorti del Napoli. Immagino che Allegri ne sia consapevole. La squadra non è per niente scarsa. Dice: “Ma è anziana”. Ma fino a un certo punto è anziana. I portieri sono sotto i 30 anni, che è la soglia minima di anzianità. I portieri non sono anziani, hanno 29 anni. Di Lorenzo, Rrahmani e Spinazzola sono tre grandi anziani, ma Rafa Marin e Favasuli non sono affatto anziani. C’è un mix. A centrocampo sono anziani? Sì, De Bruyne, Anguissa, Lobotka, lo stesso McTominay che arriva ai 30 anni. Ma Gilmour e Vergara anziani non sono, come non sono anziani Alisson, Giovane e Højlund. E sono di mezzo tempo, come si suol dire, Lucca e Lang. Ora io mi sono stancato anche di dire Lucca e Lang, Lucca e Lang. Sono due casi diversi. Lucca è un problema. Lucca è un serio problema per il Napoli, perché se Lucca non conferma le premesse udinesi, in questo momento non appare da Napoli. Però questo tiro a bersaglio non fa che farlo rendere peggio, perché lui poi vuole spaccare il mondo e fa cose inaudite. Ma Lang no. Lang è un calciatore internazionale. Io sono convinto che se a Lang gli dai tre, quattro, cinque partite di fila, Lang ti dimostra che è un giocatore forte. Lang è uno che ha fatto 16 gol nell’ultima stagione prima che l’abbiamo comprato. A Napoli non segna mai? Un gol l’ha fatto. Ma gli vogliamo dare un po’ di fiducia a questo ragazzo? Ma quello fa il rapper, e chi se ne frega. Ma quello viene punito perché sbrocca. E vabbè, avrà un carattere un po’ più difficile, più complicato, più che difficile. Ma vogliamo vedere se Lang non è un giocatore di livello internazionale per come l’abbiamo pagato e preso? Lui e Neres hanno una certa allure. Io torno a dire che vorrei vedere De Bruyne e Neres alle spalle di Hojlund, con Vergara primo cambio, e mi piacerebbe vedere Favasuli e Spinazzola sulle fasce, con McTominay e Lobotka lì in mezzo, come in Supercoppa. Perché il Napoli di Conte, il più bel Napoli di Conte che ci ha lasciato, è quello lì, quello della Supercoppa, quello che ha letteralmente asfaltato Milan e Bologna. Io penso che Allegri possa arrivare a quel livello lì. È ovvio che Firenze è un crocevia. Un Napoli che non esce bene da Firenze, con la Fiorentina che cresce: tre settimane di polemiche arroventate che ci aspettano, che Dio ce ne scampi e liberi. Un Napoli che pareggia a Firenze lascia tutti seccati, perplessi. Non si può poi criticare troppo, ma neanche troppo poco. Quel limbo maledetto che è come il Purgatorio di Dante, che dei tre canti è quello peggiore, è quello più noioso, tra l’Inferno, che sicuramente è il capolavoro, e il Paradiso. Il Purgatorio è veramente una sbobba per chi sui banchi di scuola l’ha studiato. Poi per gli amanti di Dante, per i cultori di Dante, sto dicendo una blasfemia, ovviamente. Allora, l’Inferno se perdiamo, il Purgatorio il pareggio e, ovviamente, la classe operaia va in Paradiso, come un vecchio film con Gian Maria Volonté. Sarebbe una bella vittoria a Firenze, perché poi Frosinone e Venezia, fai il filotto, ti gasi. A Villarreal magari non la perdi e allora sì che Napoli-Roma assume un senso. Ma per arrivarci c’è da mangiare tanto, tanto pane nero e avere soprattutto, in questo momento, tanta calma. Quella che manca a questo ambiente. L’arrivo di Allegri non ha calmato le acque, semmai le ha agitate ancora di più. Per fortuna sono agitazioni esterne alla squadra, perché l’ambiente della squadra invece è meglio di quello che è fuori, è più tranquillo. Perché dopo Conte, che ha sfibrato il gruppo, Allegri sta usando una medicina diversa, anche se non è certamente Allegri uno tutto salamelecchi e sorrisi. E i giocatori se ne sono accorti nell’intervallo di Napoli-Bologna. Ripartiamo dal secondo tempo, dalla sfuriata di Allegri e vediamo se questo Napoli è scarso, come sento dire, o è forte, come io penso profondamente”.