A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio è intervenuto Bruno Longhi: "Quando ho cominciato il mio percorso lavorativo il Napoli era una provinciale di lusso. Ieri spulciando tra le date non ricordavo che aveva vinto la Coppa Italia contro il Verona. Non se ne parlava all'epoca. C'era Savoldi. Era una dimensione molto più piccola. A San Siro poteva vincere anche il Catanzaro. Oggi il Napoli è entrata nel novero delle grandi. Ormai è abituata alla Champions League. Lo Scudetto con Spalletti è stata una cavalcata trionfale, poi con Conte hai vinto sgomitando. Se vediamo la classifica dei plurivincitori, in questa era moderna, alle spalle delle tre grandi c'è proprio il Napoli. Allegri dà continuità o spezza la catena con Conte? Io ero in trasmissione a Mediaset quando Conte lasciò la Juventus. La prima considerazione che feci fu sul fatto che la Juve perdeva un grande allenatore, ma ne arrivava uno altrettanto bravo e libero come Allegri. Cosa può portare il Centenario al Napoli? Il centenario è una cifra. Celebrare i 100 anni è celebrare solo una data. Ma la vita del Napoli viene celebrata in un periodo storico in cui il club dice di esserci. De Bruyne e Lukaku? Non abbiamo la disponibilità economica delle squadre all'estero. Dobbiamo tenere d'occhio i conti, dobbiamo lavorare in questo senso. Se non hai i conti a posto non funzioni. De Laurentiis è uno dei pochi italiani a gestire una società di Serie A. Io sono stato un grande ammiratore di Lukaku, ricordo che con Conte fece il massimo all'Inter. Però Lukaku nel giro di 5-6 anni ha avuto problemi di convivenza, problemi in famiglia, è diventato pesante. Non voglio essere colui che fa le veci di un ds o l'allenatore, però bisogna fare delle riflessioni attente. Su De Bruyne invece il discorso è che è un fuoriclasse. Però abbiamo visto il fratello non in bellissima copia. La Nazionale? La patata è bollente. Abbiamo avuto le dimissioni di Gravina, ma Malagò non vuole prendersi la responsabilità del nuovo ct della Nazionale. In caso di fallimento vedrebbe tutte le colpe cadere su di lui. La volontà di andare su Maldini c'è stata, ma lui è molto perplesso perché è molto lontano da quel ruolo svolto al Milan. E finché non si sblocca questa situazione, non si sblocca quella dell'allenatore. La Serie A vuole Conte, Malagò è più orientato verso Mancini. Vediamo se vincerà una linea o l'altra. Ci siamo un po' incartati e mi sembra abbastanza strano. Una volta ci si aspettava subito il nuovo ct dopo qualche giorno dalla nomina del presidente federale. Oggi siamo ancora in un cespuglio di ipotesi e non se ne esce fuori".
di Napoli Magazine
01/07/2026 - 16:26
A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio è intervenuto Bruno Longhi: "Quando ho cominciato il mio percorso lavorativo il Napoli era una provinciale di lusso. Ieri spulciando tra le date non ricordavo che aveva vinto la Coppa Italia contro il Verona. Non se ne parlava all'epoca. C'era Savoldi. Era una dimensione molto più piccola. A San Siro poteva vincere anche il Catanzaro. Oggi il Napoli è entrata nel novero delle grandi. Ormai è abituata alla Champions League. Lo Scudetto con Spalletti è stata una cavalcata trionfale, poi con Conte hai vinto sgomitando. Se vediamo la classifica dei plurivincitori, in questa era moderna, alle spalle delle tre grandi c'è proprio il Napoli. Allegri dà continuità o spezza la catena con Conte? Io ero in trasmissione a Mediaset quando Conte lasciò la Juventus. La prima considerazione che feci fu sul fatto che la Juve perdeva un grande allenatore, ma ne arrivava uno altrettanto bravo e libero come Allegri. Cosa può portare il Centenario al Napoli? Il centenario è una cifra. Celebrare i 100 anni è celebrare solo una data. Ma la vita del Napoli viene celebrata in un periodo storico in cui il club dice di esserci. De Bruyne e Lukaku? Non abbiamo la disponibilità economica delle squadre all'estero. Dobbiamo tenere d'occhio i conti, dobbiamo lavorare in questo senso. Se non hai i conti a posto non funzioni. De Laurentiis è uno dei pochi italiani a gestire una società di Serie A. Io sono stato un grande ammiratore di Lukaku, ricordo che con Conte fece il massimo all'Inter. Però Lukaku nel giro di 5-6 anni ha avuto problemi di convivenza, problemi in famiglia, è diventato pesante. Non voglio essere colui che fa le veci di un ds o l'allenatore, però bisogna fare delle riflessioni attente. Su De Bruyne invece il discorso è che è un fuoriclasse. Però abbiamo visto il fratello non in bellissima copia. La Nazionale? La patata è bollente. Abbiamo avuto le dimissioni di Gravina, ma Malagò non vuole prendersi la responsabilità del nuovo ct della Nazionale. In caso di fallimento vedrebbe tutte le colpe cadere su di lui. La volontà di andare su Maldini c'è stata, ma lui è molto perplesso perché è molto lontano da quel ruolo svolto al Milan. E finché non si sblocca questa situazione, non si sblocca quella dell'allenatore. La Serie A vuole Conte, Malagò è più orientato verso Mancini. Vediamo se vincerà una linea o l'altra. Ci siamo un po' incartati e mi sembra abbastanza strano. Una volta ci si aspettava subito il nuovo ct dopo qualche giorno dalla nomina del presidente federale. Oggi siamo ancora in un cespuglio di ipotesi e non se ne esce fuori".