A "1 Football Club", su 1 Station Radio, è intervenuta Rosa Monopoli, giornalista del quotidiano Il Mattino.
Dopo tutto quello che il Napoli ha fatto per Conte, questo risultato in Champions possiamo definirlo un fallimento?
“Assolutamente sì. Ho letto vari post in questi giorni, ho letto vari commenti, quelli dei tifosi e dei colleghi, insomma, siamo sempre aggiornati su tutto quello che succede e su quello che scrive la gente. È un fallimento, perché non è stato solo sfortunato il Napoli nell’ultima partita, questo è il risultato di tutto il percorso che ha fatto in Champions e per i soldi che la società ha speso, per i giocatori messi a disposizione di Conte, è inaccettabile vedere il Napoli trentesimo su 36 squadre in Europa. Quindi sì, assolutamente fallimentare".
Al netto di questi risultati, vediamo ancora una grandissima parte della piazza schierata a favore di Antonio Conte. Che cosa ha fatto per meritarsi tutto questo rispetto?
“Sicuramente ha fatto tanto, però sappiamo che in Europa Antonio Conte non è mai riuscito a raggiungere determinati obiettivi, questa è una delle sue pecche. L’Europa, il mondo calcistico europeo, non è solo il campionato, che sia quello italiano o quello inglese, per esempio. Poi c’è un altro aspetto, spesso Conte ci attacca. È lui che prova a distorcere la realtà. In conferenza stampa, a volte, ci dà colpe di cui noi non possiamo far parte. Noi giornalisti facciamo il nostro lavoro, analizziamo, prendiamo una notizia e la riportiamo, oppure analizziamo un fatto. Il tifoso legge e vede e se esprime un parere negativo non lo fa perché ha letto una nostra notizia, ma perché quella è la realtà. Noi al massimo amplifichiamo ciò che accade, siamo mediatori, facilitiamo la comunicazione. A me dispiace che Conte a volte ci attribuisca responsabilità che non abbiamo. Dice che per colpa nostra i tifosi non accettano una determinata situazione o gli danno colpe che lui non ha, ma non è così. Ha questo carattere che fa vedere come forte, ma secondo me dietro si nasconde un uomo abbastanza fragile. Perché non regge la pressione e non regge il confronto. Spesso usa questo gioco di parole: ‘Io amo i tifosi del Napoli, io voglio il supporto dei tifosi del Napoli, siete voi che distorcete la realtà’. Ma non è così. Poi il tifoso intelligente capisce, vede qual è la realtà. Conte può dire quello che vuole, però poi deve confrontarsi con la realtà".
Conte come uomo fragile, perché di fronte alle critiche risponde sempre male. Ma le chiedo un commento, non si può rispondere sempre male. Noi giornalisti andiamo lì con educazione e il suo comportamento spesso è inaccettabile. Che ne pensa?
“Oggi sono così, parlo come se stessi parlando non di un allenatore, ma di un uomo. Per carità, non voglio andare sul personale, però spesso ho assistito a scene in cui c’è stata poca umanità nelle risposte. Noi vogliamo chiarezza, facciamo domande sulla tattica, sulle questioni della società e tu che cosa ci perdi a rispondere in maniera più tranquilla, più placata? Nel post gara contro il Chelsea, anziché chiedere scusa o dare delle motivazioni, si è appellato ai calendari dicendo che il Napoli avrebbe giocato di nuovo dopo tre giorni, quando su 36 squadre impegnate in Champions ben 14 giocheranno di nuovo di sabato. Come dobbiamo leggere queste dichiarazioni?”.
Ha provato ancora una volta a sviare l’attenzione?
“Esatto. Il problema è sempre quello, la rosa è corta, l’infermeria è piena. Il problema non è che il Napoli giochi sabato alle 18:00. Il problema è che gioca sabato alle 18:00 con gli stessi uomini. Questo è".
Dal punto di vista del mercato, credi che il Napoli in questi ultimi giorni riuscirà a fare qualcosa?
“Sì, io credo di sì. Sia Manna, sia Conte, anche prima che iniziasse il mercato sono stati chiari almeno su questo. La priorità è agire in attacco, prendere un attaccante. Poi escono i nomi, si parla di scambi, si parla di Pasquale Mazzocchi, di Hamed Junior Traorè, si ritorna su Ademola Lookman sì, però magari a giugno. Adesso la priorità è l’attacco. Quindi si spera di riuscire a chiudere un colpo lì davanti e dovrebbero farlo, perché, d’altronde, Conte in conferenza l’ha detto, se ci fosse stato Kevin De Bruyne, se ci fosse stato un altro tipo di giocatore, Antonio Vergara non avrebbe giocato e chissà se giocherà".
Quindi anche i cinque minuti giocati da Vergara fino a gennaio vanno ascritti alle responsabilità di Antonio Conte?
“Vergara lo scopriamo oggi perché aveva giocato solo cinque minuti fino a gennaio, per scelta di Conte. Assolutamente sì".
di Napoli Magazine
30/01/2026 - 14:07
A "1 Football Club", su 1 Station Radio, è intervenuta Rosa Monopoli, giornalista del quotidiano Il Mattino.
Dopo tutto quello che il Napoli ha fatto per Conte, questo risultato in Champions possiamo definirlo un fallimento?
“Assolutamente sì. Ho letto vari post in questi giorni, ho letto vari commenti, quelli dei tifosi e dei colleghi, insomma, siamo sempre aggiornati su tutto quello che succede e su quello che scrive la gente. È un fallimento, perché non è stato solo sfortunato il Napoli nell’ultima partita, questo è il risultato di tutto il percorso che ha fatto in Champions e per i soldi che la società ha speso, per i giocatori messi a disposizione di Conte, è inaccettabile vedere il Napoli trentesimo su 36 squadre in Europa. Quindi sì, assolutamente fallimentare".
Al netto di questi risultati, vediamo ancora una grandissima parte della piazza schierata a favore di Antonio Conte. Che cosa ha fatto per meritarsi tutto questo rispetto?
“Sicuramente ha fatto tanto, però sappiamo che in Europa Antonio Conte non è mai riuscito a raggiungere determinati obiettivi, questa è una delle sue pecche. L’Europa, il mondo calcistico europeo, non è solo il campionato, che sia quello italiano o quello inglese, per esempio. Poi c’è un altro aspetto, spesso Conte ci attacca. È lui che prova a distorcere la realtà. In conferenza stampa, a volte, ci dà colpe di cui noi non possiamo far parte. Noi giornalisti facciamo il nostro lavoro, analizziamo, prendiamo una notizia e la riportiamo, oppure analizziamo un fatto. Il tifoso legge e vede e se esprime un parere negativo non lo fa perché ha letto una nostra notizia, ma perché quella è la realtà. Noi al massimo amplifichiamo ciò che accade, siamo mediatori, facilitiamo la comunicazione. A me dispiace che Conte a volte ci attribuisca responsabilità che non abbiamo. Dice che per colpa nostra i tifosi non accettano una determinata situazione o gli danno colpe che lui non ha, ma non è così. Ha questo carattere che fa vedere come forte, ma secondo me dietro si nasconde un uomo abbastanza fragile. Perché non regge la pressione e non regge il confronto. Spesso usa questo gioco di parole: ‘Io amo i tifosi del Napoli, io voglio il supporto dei tifosi del Napoli, siete voi che distorcete la realtà’. Ma non è così. Poi il tifoso intelligente capisce, vede qual è la realtà. Conte può dire quello che vuole, però poi deve confrontarsi con la realtà".
Conte come uomo fragile, perché di fronte alle critiche risponde sempre male. Ma le chiedo un commento, non si può rispondere sempre male. Noi giornalisti andiamo lì con educazione e il suo comportamento spesso è inaccettabile. Che ne pensa?
“Oggi sono così, parlo come se stessi parlando non di un allenatore, ma di un uomo. Per carità, non voglio andare sul personale, però spesso ho assistito a scene in cui c’è stata poca umanità nelle risposte. Noi vogliamo chiarezza, facciamo domande sulla tattica, sulle questioni della società e tu che cosa ci perdi a rispondere in maniera più tranquilla, più placata? Nel post gara contro il Chelsea, anziché chiedere scusa o dare delle motivazioni, si è appellato ai calendari dicendo che il Napoli avrebbe giocato di nuovo dopo tre giorni, quando su 36 squadre impegnate in Champions ben 14 giocheranno di nuovo di sabato. Come dobbiamo leggere queste dichiarazioni?”.
Ha provato ancora una volta a sviare l’attenzione?
“Esatto. Il problema è sempre quello, la rosa è corta, l’infermeria è piena. Il problema non è che il Napoli giochi sabato alle 18:00. Il problema è che gioca sabato alle 18:00 con gli stessi uomini. Questo è".
Dal punto di vista del mercato, credi che il Napoli in questi ultimi giorni riuscirà a fare qualcosa?
“Sì, io credo di sì. Sia Manna, sia Conte, anche prima che iniziasse il mercato sono stati chiari almeno su questo. La priorità è agire in attacco, prendere un attaccante. Poi escono i nomi, si parla di scambi, si parla di Pasquale Mazzocchi, di Hamed Junior Traorè, si ritorna su Ademola Lookman sì, però magari a giugno. Adesso la priorità è l’attacco. Quindi si spera di riuscire a chiudere un colpo lì davanti e dovrebbero farlo, perché, d’altronde, Conte in conferenza l’ha detto, se ci fosse stato Kevin De Bruyne, se ci fosse stato un altro tipo di giocatore, Antonio Vergara non avrebbe giocato e chissà se giocherà".
Quindi anche i cinque minuti giocati da Vergara fino a gennaio vanno ascritti alle responsabilità di Antonio Conte?
“Vergara lo scopriamo oggi perché aveva giocato solo cinque minuti fino a gennaio, per scelta di Conte. Assolutamente sì".