Calcio
IL PENSIERO - Piccari: "Allegri e Conte i nomi per la Nazionale, la permanenza di Chivu all'Inter non è scontata"
29.04.2026 11:33 di Napoli Magazine
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A "1 Football Club", programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Marco Piccari, giornalista direttore di TUTTOmercatoWEB Radio.
 
Direttore, è l'ennesimo schiaffo alla credibilità del calcio italiano: finirà tutto in una bolla di sapone oppure pensa che stavolta qualcuno pagherà?
 
"Questa situazione è nata in maniera davvero bizzarra. Partiamo dalla denuncia di un tifoso, che già di per sé è un elemento particolare. Poi si parla dell'esposto di un'assistente arbitrale che si sarebbe sentita penalizzata. Io credo che, per quello che sappiamo oggi, non siamo di fronte a una nuova Calciopoli. Io mi attengo ai fatti emersi finora: non posso fare sentenze, non è il mio ruolo. C'è qualcosa che non mi torna, mi sembra più una lotta interna al mondo arbitrale. Se qualcuno ha sbagliato è giusto che paghi, ma al momento è difficile capire la portata reale della vicenda. Ho sempre visto Gianluca Rocchi come una persona seria: può aver sbagliato nella gestione tecnica, ma faccio fatica a credere a ciò che si legge in questi giorni. Voglio capire meglio come evolverà la situazione, ma ripeto: mi sembra più una 'arbitropoli', una questione interna. Non ci sono club coinvolti, quindi non si può parlare di sanzioni a società o dirigenti. Resta comunque uno schiaffo alla credibilità del calcio italiano, su questo non c'è dubbio".
 
Ci auguriamo che tra qualche mese il suo parere non cambi, perché vorrebbe dire che la situazione è più grave di quanto sembri oggi.

"È chiaro. Dobbiamo aspettare che escano gli atti e poi commentare. Oggi faccio fatica a parlare di scandalo come Calciopoli. Rispetto chi la pensa diversamente, ma non sono d'accordo. Siamo un Paese garantista e bisogna mantenere calma".
 
Attendiamo quindi gli sviluppi delle indagini e restiamo fiduciosi.
 
"Sì, bisogna avere calma. Lo dico sempre: tra radio, tv e social invito tutti alla prudenza. Il nostro calcio è già in difficoltà e non ha bisogno di ulteriori scossoni. Aggiungo una cosa: anche se fosse vero che Rocchi è intervenuto per correggere un errore, il protocollo non lo consente e quindi sarebbe comunque sbagliato. Però bisogna anche capire la natura del gesto: se si tratta di un errore di protocollo fatto per correggere un errore evidente, allora è diverso dal parlare di illecito grave. Ma ripeto, non sappiamo ancora nulla con certezza: bisogna capire chi ha fatto cosa e con chi".
 
Torniamo a parlare di calcio giocato: l'Inter si avvia a vincere lo Scudetto, ma si parla poco di Cristian Chivu. È sicuro che resterà sulla panchina nerazzurra anche nella prossima stagione?
 
"Non è così scontato. Bisogna capire se ci sono squadre interessate o se ci sono valutazioni interne. Qualche frizione recente sembra esserci stata, anche alla luce di alcune dichiarazioni. Aurelio De Laurentiis, ad esempio, è uno che valuta sempre tutto attentamente. Chivu ha ancora un anno di contratto, ma è chiaro che bisogna capire quali siano le prospettive sia della società sia dell'allenatore. Secondo me il tecnico dovrà chiarire presto la sua posizione. C'è anche il tema della Nazionale: mi risulta che i nomi siano due, Massimiliano Allegri e Antonio Conte. È una situazione in evoluzione".
 
Come si fa però a essere così certi sui nomi per la Nazionale senza un presidente della FIGC? Dobbiamo dare per scontato che sarà Gabriele Gravina?
 
"Gli do una percentuale molto alta in questo momento. Poi vedremo, ma gli indizi portano in quella direzione. Anche la posizione del CONI contro il commissariamento è un segnale importante. Considerando anche la presenza di Giovanni Malagò in questo contesto, direi che sono elementi che fanno pensare. Non è un dettaglio da poco".
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IL PENSIERO - Piccari: "Allegri e Conte i nomi per la Nazionale, la permanenza di Chivu all'Inter non è scontata"

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29/04/2026 - 11:33

A "1 Football Club", programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Marco Piccari, giornalista direttore di TUTTOmercatoWEB Radio.
 
Direttore, è l'ennesimo schiaffo alla credibilità del calcio italiano: finirà tutto in una bolla di sapone oppure pensa che stavolta qualcuno pagherà?
 
"Questa situazione è nata in maniera davvero bizzarra. Partiamo dalla denuncia di un tifoso, che già di per sé è un elemento particolare. Poi si parla dell'esposto di un'assistente arbitrale che si sarebbe sentita penalizzata. Io credo che, per quello che sappiamo oggi, non siamo di fronte a una nuova Calciopoli. Io mi attengo ai fatti emersi finora: non posso fare sentenze, non è il mio ruolo. C'è qualcosa che non mi torna, mi sembra più una lotta interna al mondo arbitrale. Se qualcuno ha sbagliato è giusto che paghi, ma al momento è difficile capire la portata reale della vicenda. Ho sempre visto Gianluca Rocchi come una persona seria: può aver sbagliato nella gestione tecnica, ma faccio fatica a credere a ciò che si legge in questi giorni. Voglio capire meglio come evolverà la situazione, ma ripeto: mi sembra più una 'arbitropoli', una questione interna. Non ci sono club coinvolti, quindi non si può parlare di sanzioni a società o dirigenti. Resta comunque uno schiaffo alla credibilità del calcio italiano, su questo non c'è dubbio".
 
Ci auguriamo che tra qualche mese il suo parere non cambi, perché vorrebbe dire che la situazione è più grave di quanto sembri oggi.

"È chiaro. Dobbiamo aspettare che escano gli atti e poi commentare. Oggi faccio fatica a parlare di scandalo come Calciopoli. Rispetto chi la pensa diversamente, ma non sono d'accordo. Siamo un Paese garantista e bisogna mantenere calma".
 
Attendiamo quindi gli sviluppi delle indagini e restiamo fiduciosi.
 
"Sì, bisogna avere calma. Lo dico sempre: tra radio, tv e social invito tutti alla prudenza. Il nostro calcio è già in difficoltà e non ha bisogno di ulteriori scossoni. Aggiungo una cosa: anche se fosse vero che Rocchi è intervenuto per correggere un errore, il protocollo non lo consente e quindi sarebbe comunque sbagliato. Però bisogna anche capire la natura del gesto: se si tratta di un errore di protocollo fatto per correggere un errore evidente, allora è diverso dal parlare di illecito grave. Ma ripeto, non sappiamo ancora nulla con certezza: bisogna capire chi ha fatto cosa e con chi".
 
Torniamo a parlare di calcio giocato: l'Inter si avvia a vincere lo Scudetto, ma si parla poco di Cristian Chivu. È sicuro che resterà sulla panchina nerazzurra anche nella prossima stagione?
 
"Non è così scontato. Bisogna capire se ci sono squadre interessate o se ci sono valutazioni interne. Qualche frizione recente sembra esserci stata, anche alla luce di alcune dichiarazioni. Aurelio De Laurentiis, ad esempio, è uno che valuta sempre tutto attentamente. Chivu ha ancora un anno di contratto, ma è chiaro che bisogna capire quali siano le prospettive sia della società sia dell'allenatore. Secondo me il tecnico dovrà chiarire presto la sua posizione. C'è anche il tema della Nazionale: mi risulta che i nomi siano due, Massimiliano Allegri e Antonio Conte. È una situazione in evoluzione".
 
Come si fa però a essere così certi sui nomi per la Nazionale senza un presidente della FIGC? Dobbiamo dare per scontato che sarà Gabriele Gravina?
 
"Gli do una percentuale molto alta in questo momento. Poi vedremo, ma gli indizi portano in quella direzione. Anche la posizione del CONI contro il commissariamento è un segnale importante. Considerando anche la presenza di Giovanni Malagò in questo contesto, direi che sono elementi che fanno pensare. Non è un dettaglio da poco".