Calcio
IL PENSIERO - Vaccaro: "Sfida Conte-Gasperini, il tecnico del Napoli è avanti per storia e curriculum, bisogna essere onesti, Roma in forma, ma i partenopei partiranno favoriti"
12.02.2026 12:15 di Napoli Magazine
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A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Pino Vaccaro, giornalista di 7Gold. Di seguito, un estratto dell’intervista.

La Roma domenica sarà ospite allo stadio Diego Armando Maradona. Le chiedo: chi arriva meglio a questa gara?

“Se uno si ferma un attimo potrebbe dire banalmente la Roma, perché il Napoli arriva dall’eliminazione in Coppa Italia contro il Como e da una partita complicata a Genova contro il Genoa. Quindi qualcuno potrebbe pensare che ci arrivi meglio la Roma. In realtà il Napoli gioca in casa, al Maradona ha ottenuto otto vittorie e diversi pareggi e in campionato nessuno ha ancora vinto a Napoli. Se guardiamo anche l’Inter capolista, ha già perso due partite, tra cui il derby. Quindi immaginare di fare risultato al Maradona è molto complicato. Roma, oggi, più in forma del Napoli, ma i partenopei partiranno favoriti domenica".

La Roma, per certi versi, è sugli stessi livelli del Napoli in alcune zone di campo. È più facile sistemare l’attacco o la difesa?

“Per me in questo momento la forza della Roma è paradossalmente la difesa. Se non sbaglio è una delle migliori della Serie A per gol subiti. È una squadra che difficilmente sbraca, in campionato non perde mai con più di un gol di scarto. Anche l’ultima sconfitta contro la Juventus è arrivata per 2-1, quindi sempre di misura. Il terzetto difensivo, con Mancini e Ndicka punti fermi e con l’alternanza di Hermoso, sta dando grandi risposte a Gasperini. È una squadra molto solida, con un portiere di grande affidabilità. Davanti magari non ha un centravanti di primissimo livello, però a gennaio si è rinforzata con l’arrivo di Malen, che è un giocatore importante. Però la vera forza resta la solidità difensiva".

Il calcio sta diventando sempre più matematico e legato al VAR. Dato che non ce ne libereremo, come si può migliorare?

“Secondo me bisogna partire da un presupposto diverso, il VAR è un grandissimo strumento. Più tecnologia c’è, più c’è trasparenza. Il problema non è la tecnologia, ma l’interpretazione e i protocolli. È lì che bisogna lavorare. Il fuorigioco, per esempio, è oggettivo, lì non dovremmo complicarci la vita. Invece su tante situazioni, come l’interferenza sulla visuale del portiere, si entra nell’interpretazione. Sui falli di mano poi si apre un mondo, ogni episodio diventa discutibile. Il termine ‘rigorino’ è una scappatoia, perché o è rigore o non lo è. Con tutti questi tocchi e sfioramenti, si lascia sempre spazio alla polemica. Come Genoa-Napoli, per me quello non è un rigore da concedere".

Tra Conte e Gasperini, oggi, chi è il migliore e perché?

“Per storia e curriculum Antonio Conte è davanti. Non sono un suo tifoso a prescindere, ma bisogna essere onesti, quello che ha vinto pesa. Questo non significa che non si possano evidenziare dei limiti, ad esempio in Europa o nella gestione del doppio impegno. Essere un grande allenatore non vuol dire essere perfetto. Gasperini ha fatto qualcosa di straordinario con l’Atalanta, portandola stabilmente in Champions League e vincendo anche l’Europa League, che è stata un’impresa enorme. Però, a oggi, per carriera complessiva, Conte è ancora davanti".

Oggi diverse fonti parlano di una possibile permanenza di Conte a Napoli anche nella prossima stagione. Sarebbe una scelta giusta?

“Se ti siedi a un tavolo e decidi di prolungare il rapporto, secondo me ha senso. L’importante è non restare nell’equivoco, arrivando a fine stagione con un allenatore in bilico. Io con Conte andrei avanti, ma solo se c’è l’idea di proseguire un progetto tecnico coerente con le sue idee. Altrimenti diventa un pasticcio. È vero che con il tempo i cicli possono logorarsi, però stiamo parlando di un grande allenatore. Cambiare significherebbe anche modificare caratteristiche della rosa, perché un tecnico come Vincenzo Italiano, per esempio, ha principi diversi. Quindi la cosa fondamentale è essere coerenti e trasparenti, senza creare ambiguità".

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IL PENSIERO - Vaccaro: "Sfida Conte-Gasperini, il tecnico del Napoli è avanti per storia e curriculum, bisogna essere onesti, Roma in forma, ma i partenopei partiranno favoriti"

di Napoli Magazine

12/02/2026 - 12:15

A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Pino Vaccaro, giornalista di 7Gold. Di seguito, un estratto dell’intervista.

La Roma domenica sarà ospite allo stadio Diego Armando Maradona. Le chiedo: chi arriva meglio a questa gara?

“Se uno si ferma un attimo potrebbe dire banalmente la Roma, perché il Napoli arriva dall’eliminazione in Coppa Italia contro il Como e da una partita complicata a Genova contro il Genoa. Quindi qualcuno potrebbe pensare che ci arrivi meglio la Roma. In realtà il Napoli gioca in casa, al Maradona ha ottenuto otto vittorie e diversi pareggi e in campionato nessuno ha ancora vinto a Napoli. Se guardiamo anche l’Inter capolista, ha già perso due partite, tra cui il derby. Quindi immaginare di fare risultato al Maradona è molto complicato. Roma, oggi, più in forma del Napoli, ma i partenopei partiranno favoriti domenica".

La Roma, per certi versi, è sugli stessi livelli del Napoli in alcune zone di campo. È più facile sistemare l’attacco o la difesa?

“Per me in questo momento la forza della Roma è paradossalmente la difesa. Se non sbaglio è una delle migliori della Serie A per gol subiti. È una squadra che difficilmente sbraca, in campionato non perde mai con più di un gol di scarto. Anche l’ultima sconfitta contro la Juventus è arrivata per 2-1, quindi sempre di misura. Il terzetto difensivo, con Mancini e Ndicka punti fermi e con l’alternanza di Hermoso, sta dando grandi risposte a Gasperini. È una squadra molto solida, con un portiere di grande affidabilità. Davanti magari non ha un centravanti di primissimo livello, però a gennaio si è rinforzata con l’arrivo di Malen, che è un giocatore importante. Però la vera forza resta la solidità difensiva".

Il calcio sta diventando sempre più matematico e legato al VAR. Dato che non ce ne libereremo, come si può migliorare?

“Secondo me bisogna partire da un presupposto diverso, il VAR è un grandissimo strumento. Più tecnologia c’è, più c’è trasparenza. Il problema non è la tecnologia, ma l’interpretazione e i protocolli. È lì che bisogna lavorare. Il fuorigioco, per esempio, è oggettivo, lì non dovremmo complicarci la vita. Invece su tante situazioni, come l’interferenza sulla visuale del portiere, si entra nell’interpretazione. Sui falli di mano poi si apre un mondo, ogni episodio diventa discutibile. Il termine ‘rigorino’ è una scappatoia, perché o è rigore o non lo è. Con tutti questi tocchi e sfioramenti, si lascia sempre spazio alla polemica. Come Genoa-Napoli, per me quello non è un rigore da concedere".

Tra Conte e Gasperini, oggi, chi è il migliore e perché?

“Per storia e curriculum Antonio Conte è davanti. Non sono un suo tifoso a prescindere, ma bisogna essere onesti, quello che ha vinto pesa. Questo non significa che non si possano evidenziare dei limiti, ad esempio in Europa o nella gestione del doppio impegno. Essere un grande allenatore non vuol dire essere perfetto. Gasperini ha fatto qualcosa di straordinario con l’Atalanta, portandola stabilmente in Champions League e vincendo anche l’Europa League, che è stata un’impresa enorme. Però, a oggi, per carriera complessiva, Conte è ancora davanti".

Oggi diverse fonti parlano di una possibile permanenza di Conte a Napoli anche nella prossima stagione. Sarebbe una scelta giusta?

“Se ti siedi a un tavolo e decidi di prolungare il rapporto, secondo me ha senso. L’importante è non restare nell’equivoco, arrivando a fine stagione con un allenatore in bilico. Io con Conte andrei avanti, ma solo se c’è l’idea di proseguire un progetto tecnico coerente con le sue idee. Altrimenti diventa un pasticcio. È vero che con il tempo i cicli possono logorarsi, però stiamo parlando di un grande allenatore. Cambiare significherebbe anche modificare caratteristiche della rosa, perché un tecnico come Vincenzo Italiano, per esempio, ha principi diversi. Quindi la cosa fondamentale è essere coerenti e trasparenti, senza creare ambiguità".