Calcio
IL PENSIERO - Valentini: "Ho fatto 7 edizioni del campionato del Mondo e non voglio neanche pensare che arrivi un altro fallimento, l'Italia è la squadra di tutti noi"
31.03.2026 13:49 di Napoli Magazine
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A Stile TV nel corso della trasmissione “Salite sulla giostra” di Raffaele Auriemma è intervenuto Antonello Valentini, ex direttore generale FIGC. Ecco le sue dichiarazioni: “Ho fatto 7 edizioni del campionato del Mondo e non voglio neanche pensare che arrivi un altro fallimento. Lo sport italiano è ai massimi livelli mondiali, l’unico che zoppica è il calcio, ma ha una tradizione da difendere con i denti. L’Italia non è la squadra di Gravina, di Gattuso, ti tizio o di caio, è la squadra di tutti noi, degli italiani e dobbiamo fargli sentire fiducia, calore, entusiasmo e sostegno e mi auguro non ci siano sorprese. Andiamo in un ambiente che definire ostile è un eufemismo e vorrei sapere dalla Fifa e dalla Uefa che fanno le pulci in tanti stadi italiani e ci fanno giocare sin uno stadio di 8mila persone, fatiscente con un terreno di gioco che è meglio la Pozzolana, con l’erba alta per rallentare la velocità della palla. Se non c’è lo stadio adatto ed in regola, bisogna giocare in un campo neutro. Ci sono stadi ed impianti di serie C e di B che sono molto meglio dello stadio di Zenica, che hanno erba artificiale e un terreno contatto. E’ una partita da dentro o fuori e le squadre si giocano la qualificazione ai Mondiali e quindi una gara che al di là degli aspetti economici, interessa a tutti noi. E’ una partita da tripla, ma io ho giocato il 2 fisso. Quello che untò manca è la fantasia, l’inventiva. Certo, se hai se hai in campo Pirlo, Del Piero o Totti le probabilità di trovare soluzioni diverse si moltiplicano, bisogna trovare fuori gli attributi e l’orgoglio dei giocatori italiani che devono dimostrare attaccamento alla maglia. Nel 2006, Lippi poteva scegliere in Serie A il 70% dei calciatori, il 30 non lo era, ora la percentuale è invertita per cui bisogna scegliere tra il 30% dei calciatori di serie A selezionabili. Noi stiamo esaltando, io per primo, il Como che dall’inizio del campionato ha utilizzato 1 italiano, in uno spezzone a settembre e 10 minuti nell’ultima partita perchè Fabregas si è reso conto delle critiche. e stiamo parlando del Como che andrà pure in Champions, ma non è il Napoli, il Milan o l’Inter. Bisogna essere chiari, la Federazione ha varato un piano per la tutela del vivaio, la crescita del talento italiano, ma la Federazione dal 2010 ha creato il club Italia”.

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IL PENSIERO - Valentini: "Ho fatto 7 edizioni del campionato del Mondo e non voglio neanche pensare che arrivi un altro fallimento, l'Italia è la squadra di tutti noi"

di Napoli Magazine

31/03/2026 - 13:49

A Stile TV nel corso della trasmissione “Salite sulla giostra” di Raffaele Auriemma è intervenuto Antonello Valentini, ex direttore generale FIGC. Ecco le sue dichiarazioni: “Ho fatto 7 edizioni del campionato del Mondo e non voglio neanche pensare che arrivi un altro fallimento. Lo sport italiano è ai massimi livelli mondiali, l’unico che zoppica è il calcio, ma ha una tradizione da difendere con i denti. L’Italia non è la squadra di Gravina, di Gattuso, ti tizio o di caio, è la squadra di tutti noi, degli italiani e dobbiamo fargli sentire fiducia, calore, entusiasmo e sostegno e mi auguro non ci siano sorprese. Andiamo in un ambiente che definire ostile è un eufemismo e vorrei sapere dalla Fifa e dalla Uefa che fanno le pulci in tanti stadi italiani e ci fanno giocare sin uno stadio di 8mila persone, fatiscente con un terreno di gioco che è meglio la Pozzolana, con l’erba alta per rallentare la velocità della palla. Se non c’è lo stadio adatto ed in regola, bisogna giocare in un campo neutro. Ci sono stadi ed impianti di serie C e di B che sono molto meglio dello stadio di Zenica, che hanno erba artificiale e un terreno contatto. E’ una partita da dentro o fuori e le squadre si giocano la qualificazione ai Mondiali e quindi una gara che al di là degli aspetti economici, interessa a tutti noi. E’ una partita da tripla, ma io ho giocato il 2 fisso. Quello che untò manca è la fantasia, l’inventiva. Certo, se hai se hai in campo Pirlo, Del Piero o Totti le probabilità di trovare soluzioni diverse si moltiplicano, bisogna trovare fuori gli attributi e l’orgoglio dei giocatori italiani che devono dimostrare attaccamento alla maglia. Nel 2006, Lippi poteva scegliere in Serie A il 70% dei calciatori, il 30 non lo era, ora la percentuale è invertita per cui bisogna scegliere tra il 30% dei calciatori di serie A selezionabili. Noi stiamo esaltando, io per primo, il Como che dall’inizio del campionato ha utilizzato 1 italiano, in uno spezzone a settembre e 10 minuti nell’ultima partita perchè Fabregas si è reso conto delle critiche. e stiamo parlando del Como che andrà pure in Champions, ma non è il Napoli, il Milan o l’Inter. Bisogna essere chiari, la Federazione ha varato un piano per la tutela del vivaio, la crescita del talento italiano, ma la Federazione dal 2010 ha creato il club Italia”.