Walter Veltroni, giornalista, scrittore ed ex vicepresidente del Consiglio, ha rilasciato un'intervista a Tuttosport in vista di Juventus-Napoli. Ecco un estratto: "Un tempo era Platini e Maradona, ora ha meno poesia e meno classe. Ma sono due grandi squadre. E sarà una bella partita, intrisa anche di quella contrapposizione giocosa, la migliore, che Cannavacciuolo ha mostrato con Chiellini nell’ultima puntata di Masterchef. La sfida tra Spalletti e Conte? Due malati di calcio, due allenatori vincenti, due capaci di capire il posto in cui un giocatore è meglio venga schierato. Due caratteri caldi, spettacolari. Che si incrociano lungo la via tra Napoli e Torino, due città nelle quali ciascuno ha lasciato il cuore. Ma sono professionisti ed è giusto che si comportino come tali. Il ritorno di Conte allo Stadium? Abbiamo vinto talmente tanto con Conte… come fai a non avere nostalgia di lui, di Allegri, di Lippi, di Trapattoni? Si ha nostalgia di quelli con i quali si è vinto. Quindi sì. Poi anche lui mi sta sempre molto simpatico perché è letteralmente dominato dal calcio, è pervaso dal calcio, è intriso di calcio. Capisce tanto di calcio. Se tu pensi come Conte trovò la Juve e come la cambiò in un solo anno, ecco quello ti dà la misura dell’allenatore. Perché a fare il grande allenatore con una grande formazione siamo bravi tutti. Fare il grande allenatore con una formazione così cosi, bisogna essere fenomeni. Turbato dal passaggio di Conte a Inter e Napoli? No, questo è sempre avvenuto. Anche Trapattoni è andato all’Inter, anche Lippi è andato all’Inter. Per gli allenatori è un po’ diverso rispetto ai calciatori. Poi, credo che uno come Conte abbia sicuramente lasciato il cuore all’Allianz Stadium, no? Mi turba di più questo fatto di vedere giocatori che passano come delle meteore e che neanche faccio in tempo a impararne il nome. Ecco, sa che in questo momento non riesco ad affezionarmi a un giocatore? Ed è la prima volta che mi capita in vita mia".
di Napoli Magazine
25/01/2026 - 10:12
Walter Veltroni, giornalista, scrittore ed ex vicepresidente del Consiglio, ha rilasciato un'intervista a Tuttosport in vista di Juventus-Napoli. Ecco un estratto: "Un tempo era Platini e Maradona, ora ha meno poesia e meno classe. Ma sono due grandi squadre. E sarà una bella partita, intrisa anche di quella contrapposizione giocosa, la migliore, che Cannavacciuolo ha mostrato con Chiellini nell’ultima puntata di Masterchef. La sfida tra Spalletti e Conte? Due malati di calcio, due allenatori vincenti, due capaci di capire il posto in cui un giocatore è meglio venga schierato. Due caratteri caldi, spettacolari. Che si incrociano lungo la via tra Napoli e Torino, due città nelle quali ciascuno ha lasciato il cuore. Ma sono professionisti ed è giusto che si comportino come tali. Il ritorno di Conte allo Stadium? Abbiamo vinto talmente tanto con Conte… come fai a non avere nostalgia di lui, di Allegri, di Lippi, di Trapattoni? Si ha nostalgia di quelli con i quali si è vinto. Quindi sì. Poi anche lui mi sta sempre molto simpatico perché è letteralmente dominato dal calcio, è pervaso dal calcio, è intriso di calcio. Capisce tanto di calcio. Se tu pensi come Conte trovò la Juve e come la cambiò in un solo anno, ecco quello ti dà la misura dell’allenatore. Perché a fare il grande allenatore con una grande formazione siamo bravi tutti. Fare il grande allenatore con una formazione così cosi, bisogna essere fenomeni. Turbato dal passaggio di Conte a Inter e Napoli? No, questo è sempre avvenuto. Anche Trapattoni è andato all’Inter, anche Lippi è andato all’Inter. Per gli allenatori è un po’ diverso rispetto ai calciatori. Poi, credo che uno come Conte abbia sicuramente lasciato il cuore all’Allianz Stadium, no? Mi turba di più questo fatto di vedere giocatori che passano come delle meteore e che neanche faccio in tempo a impararne il nome. Ecco, sa che in questo momento non riesco ad affezionarmi a un giocatore? Ed è la prima volta che mi capita in vita mia".