Calcio
JUVENTUS - Spalletti: "Il mercato perfetto non esiste, dobbiamo vincere, ma ora pensiamo al percorso"
03.09.2026 13:25 di Napoli Magazine
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Archiviato il calciomercato, è tempo di bilanci prima di pensare unicamente al campo. Quello di Luciano Spalletti sul mercato della Juventus è positivo: "Non esiste più il mercato perfetto, esiste il mercato possibile - ha detto l'allenatore ai microfoni di Sky Sport -. C'è un lavoro di scouting che va a individuare calciatori che piacciono per diverse caratteristiche. Poi c'è la situazione che capita in modo improvviso, a cui devi saperti adattare come in campo: a volte fai un piano di azione e gli altri sono più bravi, devi adattarti a quello che succede nelle dinamiche. I nostri direttori sono stati molto bravi a inserirsi nei contesti giusti e ad adattarsi a quello che offriva il mercato. Abbiamo coperto le nostre necessità di ruolo e portato a casa diversi calciatori. È stato un lavoro lungo, per certi versi difficile, perché non hai la possibilità di scegliere e prendere quello che vuoi fin dall'inizio: devi essere bravo a coprire quei ruoli e a portare calciatori funzionali che alzino il livello della squadra, perché quella è la cosa fondamentale. Avere inserito calciatori dalla Premier League, abituati a un calcio veloce, fisico, dove le possibilità di pensiero si riducono molto, è qualcosa che porterà il livello della nostra squadra più in alto".

L'ultimo colpo, in ordine cronologico, è stato l'arrivo di Nick Woltemade: "Di solito chi ha la sua fisicità e la sua altezza è più finalizzatore e meno relazionale con la squadra, più attaccante di area. Invece lui è molto bravo nel venire a giocare con la squadra, è leggero nella tecnica, conosce il calcio, sa venire a palleggiare sulla trequarti e poi attaccare gli spazi in modo improvviso. Ha fisicità, quindi il colpo di testa e la finalizzazione dentro l'area sono materia che, gli piaccia o no, dovrà imparare a memoria, perché lui ama venire a giocare al calcio. È bravo a reggere botta fisicamente, e da quando l'ho conosciuto sorride continuamente: è felicissimo di essere qui, e questa è già una cosa importante". Nuovi arrivati che dovrannno sopperire alle assenze pesanti di Yildiz e Thuram: "Sono perdite importanti che limitano quello che abbiamo costruito. Yildiz, inutile girarci intorno, è il calciatore più forte che abbiamo a disposizione. Lo aspettiamo a braccia aperte, ci fa piacere che l'operazione sia andata bene. Khephren ci ha colto un po' di sorpresa, eravamo convinti di averlo messo nelle condizioni di darci tutto con le sue qualità, che sono moltissime e difficili da trovare in altri calciatori. Per questo Sarr potrebbe avere queste caratteristiche: rompe il fraseggio, conosce tutte le zone del campo, lo vedi arrivare a duemila all'ora sulla linea difensiva avversaria, lo vedi in ripiego sulla linea difensiva a fare contrasto. Ha fisicità, copertura di campo ampia, qualità tecnica e sa inserirsi nel gioco di squadra".

In più, Spalletti potrà contare su Nico Gonzalez, Koopmeiners e Douglas Luiz, partiti alla grande dopo un passato opaco in bianconero: "In tutte le aziende si parla di gestione delle risorse. Anche noi dobbiamo essere bravi a gestirle, a capire i calciatori e a metterli nelle condizioni di esprimere le loro capacità. Nico Gonzalez è un calciatore che sa giocare corto e poi esplodere sul lungo, sa abbinare comportamenti diversi in contesti diversi. Quando siamo venuti addosso ha recuperato la palla del secondo gol con una pressione importantissima, e di solito non è facile trovare negli attaccanti questa disponibilità a fare cose che non danno premio immediato. Quando è entrato domenica sembrava dire: o la vinciamo tutti insieme, o ci penso io. È caratterialmente fatto così, e ha l'abitudine a partite di alto livello che viene dalla Nazionale e dal Mondiale. Douglas Luiz è uguale: conosce il gioco, si porta dietro competitività, forza e velocità della Premier League, pensavo avesse poco raggio d'azione e invece me lo trovo alla bandierina, continuo a doverlo frenare perché il suo ruolo richiede anche attenzione alle ripartenze avversarie. Koopmeiners va lasciato un po' tranquillo: ha conoscenze di gioco totale, lo hanno usato da trequartista, io da centrocampista basso, sa dare palla e inserirsi, sceglie traiettorie e corridoi con una pulizia e una forza di passaggio che sono la base dei calciatori forti. Domenica ha tirato tra le gambe dell'avversario e la palla è passata di lì. Bisogna aiutarlo a riconoscere le proprie grandi potenzialità".

Presto, però, per parlare di obiettivo Scudetto: "L'obiettivo per noi riguarda la profondità del nostro percorso. Vogliamo trovare motivazioni quotidiane, giorno dopo giorno, che facciano la differenza nella ricerca dell'obiettivo finale. Da un punto di vista di titoli bisogna creare quella pressione, i bambini quando ti aspettano fuori dal cancello ti dicono quello che dicono tutti: bisogna vincere. Ho capito che bisogna vincere. Però intanto creiamo un contesto di lavoro corretto, perché si vincerà fra sette, otto mesi se sarà possibile contendere qualcosa a qualcuno. In questi mesi conta il percorso, conta il modo di lavorare, conta come entri la mattina nello spogliatoio e come trasferisci agli altri la voglia di sviluppare cose che ti aiutino a vincere la prossima partita. Senza un lavoro sano e serio non c'è spazio per la superficialità nel nostro club e nella nostra squadra".

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JUVENTUS - Spalletti: "Il mercato perfetto non esiste, dobbiamo vincere, ma ora pensiamo al percorso"

di Napoli Magazine

03/09/2026 - 13:25

Archiviato il calciomercato, è tempo di bilanci prima di pensare unicamente al campo. Quello di Luciano Spalletti sul mercato della Juventus è positivo: "Non esiste più il mercato perfetto, esiste il mercato possibile - ha detto l'allenatore ai microfoni di Sky Sport -. C'è un lavoro di scouting che va a individuare calciatori che piacciono per diverse caratteristiche. Poi c'è la situazione che capita in modo improvviso, a cui devi saperti adattare come in campo: a volte fai un piano di azione e gli altri sono più bravi, devi adattarti a quello che succede nelle dinamiche. I nostri direttori sono stati molto bravi a inserirsi nei contesti giusti e ad adattarsi a quello che offriva il mercato. Abbiamo coperto le nostre necessità di ruolo e portato a casa diversi calciatori. È stato un lavoro lungo, per certi versi difficile, perché non hai la possibilità di scegliere e prendere quello che vuoi fin dall'inizio: devi essere bravo a coprire quei ruoli e a portare calciatori funzionali che alzino il livello della squadra, perché quella è la cosa fondamentale. Avere inserito calciatori dalla Premier League, abituati a un calcio veloce, fisico, dove le possibilità di pensiero si riducono molto, è qualcosa che porterà il livello della nostra squadra più in alto".

L'ultimo colpo, in ordine cronologico, è stato l'arrivo di Nick Woltemade: "Di solito chi ha la sua fisicità e la sua altezza è più finalizzatore e meno relazionale con la squadra, più attaccante di area. Invece lui è molto bravo nel venire a giocare con la squadra, è leggero nella tecnica, conosce il calcio, sa venire a palleggiare sulla trequarti e poi attaccare gli spazi in modo improvviso. Ha fisicità, quindi il colpo di testa e la finalizzazione dentro l'area sono materia che, gli piaccia o no, dovrà imparare a memoria, perché lui ama venire a giocare al calcio. È bravo a reggere botta fisicamente, e da quando l'ho conosciuto sorride continuamente: è felicissimo di essere qui, e questa è già una cosa importante". Nuovi arrivati che dovrannno sopperire alle assenze pesanti di Yildiz e Thuram: "Sono perdite importanti che limitano quello che abbiamo costruito. Yildiz, inutile girarci intorno, è il calciatore più forte che abbiamo a disposizione. Lo aspettiamo a braccia aperte, ci fa piacere che l'operazione sia andata bene. Khephren ci ha colto un po' di sorpresa, eravamo convinti di averlo messo nelle condizioni di darci tutto con le sue qualità, che sono moltissime e difficili da trovare in altri calciatori. Per questo Sarr potrebbe avere queste caratteristiche: rompe il fraseggio, conosce tutte le zone del campo, lo vedi arrivare a duemila all'ora sulla linea difensiva avversaria, lo vedi in ripiego sulla linea difensiva a fare contrasto. Ha fisicità, copertura di campo ampia, qualità tecnica e sa inserirsi nel gioco di squadra".

In più, Spalletti potrà contare su Nico Gonzalez, Koopmeiners e Douglas Luiz, partiti alla grande dopo un passato opaco in bianconero: "In tutte le aziende si parla di gestione delle risorse. Anche noi dobbiamo essere bravi a gestirle, a capire i calciatori e a metterli nelle condizioni di esprimere le loro capacità. Nico Gonzalez è un calciatore che sa giocare corto e poi esplodere sul lungo, sa abbinare comportamenti diversi in contesti diversi. Quando siamo venuti addosso ha recuperato la palla del secondo gol con una pressione importantissima, e di solito non è facile trovare negli attaccanti questa disponibilità a fare cose che non danno premio immediato. Quando è entrato domenica sembrava dire: o la vinciamo tutti insieme, o ci penso io. È caratterialmente fatto così, e ha l'abitudine a partite di alto livello che viene dalla Nazionale e dal Mondiale. Douglas Luiz è uguale: conosce il gioco, si porta dietro competitività, forza e velocità della Premier League, pensavo avesse poco raggio d'azione e invece me lo trovo alla bandierina, continuo a doverlo frenare perché il suo ruolo richiede anche attenzione alle ripartenze avversarie. Koopmeiners va lasciato un po' tranquillo: ha conoscenze di gioco totale, lo hanno usato da trequartista, io da centrocampista basso, sa dare palla e inserirsi, sceglie traiettorie e corridoi con una pulizia e una forza di passaggio che sono la base dei calciatori forti. Domenica ha tirato tra le gambe dell'avversario e la palla è passata di lì. Bisogna aiutarlo a riconoscere le proprie grandi potenzialità".

Presto, però, per parlare di obiettivo Scudetto: "L'obiettivo per noi riguarda la profondità del nostro percorso. Vogliamo trovare motivazioni quotidiane, giorno dopo giorno, che facciano la differenza nella ricerca dell'obiettivo finale. Da un punto di vista di titoli bisogna creare quella pressione, i bambini quando ti aspettano fuori dal cancello ti dicono quello che dicono tutti: bisogna vincere. Ho capito che bisogna vincere. Però intanto creiamo un contesto di lavoro corretto, perché si vincerà fra sette, otto mesi se sarà possibile contendere qualcosa a qualcuno. In questi mesi conta il percorso, conta il modo di lavorare, conta come entri la mattina nello spogliatoio e come trasferisci agli altri la voglia di sviluppare cose che ti aiutino a vincere la prossima partita. Senza un lavoro sano e serio non c'è spazio per la superficialità nel nostro club e nella nostra squadra".