Calcio
L'ANALISI - Parlato: "Toto Ct: Ancelotti candidato numero uno per storia e mentalità"
18.04.2026 11:49 di Napoli Magazine
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Il giornalista Manuel Parlato su manuelparlato.it: "Il calcio italiano ha perso la sua identità? Secondo Carlo Ancelotti, oggi commissario tecnico del Brasile, la risposta è sì. In una recente intervista, l’allenatore italiano ha tracciato un’analisi lucida e senza filtri sul momento difficile della Serie A, evidenziando un divario sempre più ampio con i grandi club europei. Serie A in crisi: il problema è il ritmo Il primo punto sollevato da Ancelotti riguarda l’intensità del gioco. Non si tratta solo di velocità atletica, ma soprattutto di ritmo mentale e partecipazione costante: “La differenza fondamentale riguarda il ritmo, anche mentale. Il calcio italiano ha perso proprio questo”. Nei principali campionati europei e in Champions League, le squadre mantengono livelli altissimi di pressione e continuità. In Italia, invece, il gioco appare spesso più lento e prevedibile, penalizzando la competitività internazionale. Difesa italiana: da punto di forza a limite Storicamente, il calcio italiano si è sempre distinto per la sua solidità difensiva. Oggi però, secondo Ancelotti, questa qualità si è indebolita: “La mentalità difensiva ci ha garantito vittorie in passato. Se non la recuperiamo, continueremo a soffrire”, ha dichiarato il tecnico. Un cambiamento significativo, considerando che proprio la difesa era uno dei marchi di fabbrica del calcio italiano. Troppa tattica, meno identità Un altro aspetto critico è l’eccesso di tatticismo. Per Ancelotti, il controllo esasperato degli schemi ha finito per snaturare il gioco: Il risultato è un calcio più rigido e meno efficace, soprattutto contro squadre europee abituate a ritmi più alti e maggiore libertà di espressione. Il gap economico e l’addio dei grandi campioni Non è solo una questione tecnica. La Serie A paga anche un ritardo economico rispetto ad altri campionati: Questo ha portato a una conseguenza diretta: i grandi calciatori stranieri non scelgono più l’Italia. Un problema che incide anche sulla crescita dei giovani: “Se i campioni non vengono più, da chi imparano i giovani italiani?” Champions League: spettacolo o segnale d’allarme? Ancelotti ha citato anche le recenti partite europee, ricche di gol e spettacolo. Tuttavia, dietro il divertimento si nasconde un problema: Un calcio più offensivo, sì, ma anche meno equilibrato. Conclusione: serve un cambio di rotta La diagnosi di Carlo Ancelotti è chiara: il calcio italiano deve ritrovare la propria identità per tornare competitivo. Intensità, solidità difensiva e capacità di attrarre talenti sono le chiavi per colmare il gap con le grandi d’Europa. Senza un’inversione di tendenza, la Serie A rischia di restare indietro ancora a lungo".

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L'ANALISI - Parlato: "Toto Ct: Ancelotti candidato numero uno per storia e mentalità"

di Napoli Magazine

18/04/2026 - 11:49

Il giornalista Manuel Parlato su manuelparlato.it: "Il calcio italiano ha perso la sua identità? Secondo Carlo Ancelotti, oggi commissario tecnico del Brasile, la risposta è sì. In una recente intervista, l’allenatore italiano ha tracciato un’analisi lucida e senza filtri sul momento difficile della Serie A, evidenziando un divario sempre più ampio con i grandi club europei. Serie A in crisi: il problema è il ritmo Il primo punto sollevato da Ancelotti riguarda l’intensità del gioco. Non si tratta solo di velocità atletica, ma soprattutto di ritmo mentale e partecipazione costante: “La differenza fondamentale riguarda il ritmo, anche mentale. Il calcio italiano ha perso proprio questo”. Nei principali campionati europei e in Champions League, le squadre mantengono livelli altissimi di pressione e continuità. In Italia, invece, il gioco appare spesso più lento e prevedibile, penalizzando la competitività internazionale. Difesa italiana: da punto di forza a limite Storicamente, il calcio italiano si è sempre distinto per la sua solidità difensiva. Oggi però, secondo Ancelotti, questa qualità si è indebolita: “La mentalità difensiva ci ha garantito vittorie in passato. Se non la recuperiamo, continueremo a soffrire”, ha dichiarato il tecnico. Un cambiamento significativo, considerando che proprio la difesa era uno dei marchi di fabbrica del calcio italiano. Troppa tattica, meno identità Un altro aspetto critico è l’eccesso di tatticismo. Per Ancelotti, il controllo esasperato degli schemi ha finito per snaturare il gioco: Il risultato è un calcio più rigido e meno efficace, soprattutto contro squadre europee abituate a ritmi più alti e maggiore libertà di espressione. Il gap economico e l’addio dei grandi campioni Non è solo una questione tecnica. La Serie A paga anche un ritardo economico rispetto ad altri campionati: Questo ha portato a una conseguenza diretta: i grandi calciatori stranieri non scelgono più l’Italia. Un problema che incide anche sulla crescita dei giovani: “Se i campioni non vengono più, da chi imparano i giovani italiani?” Champions League: spettacolo o segnale d’allarme? Ancelotti ha citato anche le recenti partite europee, ricche di gol e spettacolo. Tuttavia, dietro il divertimento si nasconde un problema: Un calcio più offensivo, sì, ma anche meno equilibrato. Conclusione: serve un cambio di rotta La diagnosi di Carlo Ancelotti è chiara: il calcio italiano deve ritrovare la propria identità per tornare competitivo. Intensità, solidità difensiva e capacità di attrarre talenti sono le chiavi per colmare il gap con le grandi d’Europa. Senza un’inversione di tendenza, la Serie A rischia di restare indietro ancora a lungo".