A margine della presentazione della targa celebrativa dei 126 anni della Lazio, Claudio Latito ha rilasciato una lunga intervista in cui si è soffermato – nello specifico – sul futuro del Flaminio e sul mercato.
Sullo stadio il presidente biancoceleste ha dichiarato: “Se ci fossero stati problemi non avremmo presentato la documentazione. Fra avere un Flaminio in queste condizioni e uno con una situazione architettonica che molti hanno definito geniale c’è differenza. Ringrazio il sindaco, ha apprezzato e accolto l’importanza di una ristrutturazione conservativa che va a migliorare la situazione attuale”.
“Non voglio fare previsioni. Tre anni per iniziare i lavori è un tempo ragionevole, poi spero non ci siano rallentamenti. Noi eravamo convinti fosse una partenza automatica, il comune ha studiato bene le carte e capito che le nostre proposte erano ricevibili. C’è una condivisione, ora manca l’iter burocratico. Dipendesse dalla mia volontà lo farei domattina”.
Parlando del mercato, invece: “Ratkov? Sarri ha detto che non lo conosce, senza polemica. Milinkovic quando l’ho preso qualcuno lo conosceva? Noi stiamo cercando di creare una Lazio come punto di riferimento, non come punto di partenza ma di arrivo. Il mister è un fuoriclasse nel formare i giocatori, cosa c’è da formare in un giocatore di 28-30 anni? Noi stiamo ringiovanendo la rosa”.
Il presidente ha proseguito punzecchiando Raspadori: “Arriverà chi deciderò che dovrà arrivare. Due giocatori non sono voluti venire, sono stati contattati e hanno detto ‘No grazie’. Raspadori chi è? Maradona? Non ha mai giocato né all’Atletico né dove era prima. Vedremo se sarà meglio quello nostro o lui”.
“Io non devo accontentare nessuno, l’allenatore chiede i profili necessari e non i nomi specifici, e noi stiamo cercando di creare le condizioni per fare un gruppo forte senza mortificare le persone che ci sono oggi che sono speciali. Nella Lazio c’è programmazione, abbiamo una sala scouting che in Italia non ha quasi nessuno”.
di Napoli Magazine
09/01/2026 - 14:29
A margine della presentazione della targa celebrativa dei 126 anni della Lazio, Claudio Latito ha rilasciato una lunga intervista in cui si è soffermato – nello specifico – sul futuro del Flaminio e sul mercato.
Sullo stadio il presidente biancoceleste ha dichiarato: “Se ci fossero stati problemi non avremmo presentato la documentazione. Fra avere un Flaminio in queste condizioni e uno con una situazione architettonica che molti hanno definito geniale c’è differenza. Ringrazio il sindaco, ha apprezzato e accolto l’importanza di una ristrutturazione conservativa che va a migliorare la situazione attuale”.
“Non voglio fare previsioni. Tre anni per iniziare i lavori è un tempo ragionevole, poi spero non ci siano rallentamenti. Noi eravamo convinti fosse una partenza automatica, il comune ha studiato bene le carte e capito che le nostre proposte erano ricevibili. C’è una condivisione, ora manca l’iter burocratico. Dipendesse dalla mia volontà lo farei domattina”.
Parlando del mercato, invece: “Ratkov? Sarri ha detto che non lo conosce, senza polemica. Milinkovic quando l’ho preso qualcuno lo conosceva? Noi stiamo cercando di creare una Lazio come punto di riferimento, non come punto di partenza ma di arrivo. Il mister è un fuoriclasse nel formare i giocatori, cosa c’è da formare in un giocatore di 28-30 anni? Noi stiamo ringiovanendo la rosa”.
Il presidente ha proseguito punzecchiando Raspadori: “Arriverà chi deciderò che dovrà arrivare. Due giocatori non sono voluti venire, sono stati contattati e hanno detto ‘No grazie’. Raspadori chi è? Maradona? Non ha mai giocato né all’Atletico né dove era prima. Vedremo se sarà meglio quello nostro o lui”.
“Io non devo accontentare nessuno, l’allenatore chiede i profili necessari e non i nomi specifici, e noi stiamo cercando di creare le condizioni per fare un gruppo forte senza mortificare le persone che ci sono oggi che sono speciali. Nella Lazio c’è programmazione, abbiamo una sala scouting che in Italia non ha quasi nessuno”.