Ai microfoni de Il Bello del Calcio per la rubrica “Il Diario di Dimaro”, Ciccio Marolda ha parlato di Allegri, del legame tra la città e il club nell'anno del Centenario e di tanto altro.
Su Allegri: "Non c'è dubbio che sia uno dei migliori in circolazione. Dopo Conte, mi sembra che ci sia un'aria più rilassata, meno pesante, e questo può fare bene".
Sul rapporto con De Laurentiis: "Sono due personalità forti, e in questi casi ti puoi aspettare due cose: o un'esplosione positiva o un contrasto forte, e mi auguro che questo contrasto non ci sia. Direi che Allegri ha sposato il progetto di De Laurentiis, non mi sembra che gli abbia prospettato delle spese folli".
Sui risultati e sulla Champions: "Credo che ad Allegri siano state chieste due cose: continuare sulla scia della qualificazione in Champions, che è una forma di autofinanziamento a cui il club non può rinunciare, e poi di fare meglio in Europa, perché credo che quel 30° posto su 36 non sia andato giù al Napoli".
Sul Centenario: "Sono cento anni di connubio con la città: c'è una passione che è nata subito e che non si ferma. Il primo presidente, Giorgio Ascarelli, è stato molto coraggioso. Facendo un salto di cento anni, oggi c'è De Laurentiis e il Napoli si è stabilizzato ai vertici del calcio italiano ed europeo, penso che sia sotto gli occhi di tutti. E penso che questo percorso si possa applicare anche alla città: oggi viviamo una Napoli diversa".
Sul ritiro di Dimaro: "Come ho detto, l'atmosfera sembra positiva. Ci sono però due cose che non mi piacciono ancora. La prima riguarda le uscite: il Napoli sapeva da tempo che, prima di operare, doveva sfoltire la rosa. E non può rischiare di arrivare a fine mercato rincorrendo ancora l'idea di piazzare giocatori, piuttosto che prenderne. Poi c'è questa coda sciagurata dell'infortunio di Buongiorno: non si può scoprire dopo due mesi che doveva operarsi, questo è grave".
di Napoli Magazine
25/07/2026 - 15:02
Ai microfoni de Il Bello del Calcio per la rubrica “Il Diario di Dimaro”, Ciccio Marolda ha parlato di Allegri, del legame tra la città e il club nell'anno del Centenario e di tanto altro.
Su Allegri: "Non c'è dubbio che sia uno dei migliori in circolazione. Dopo Conte, mi sembra che ci sia un'aria più rilassata, meno pesante, e questo può fare bene".
Sul rapporto con De Laurentiis: "Sono due personalità forti, e in questi casi ti puoi aspettare due cose: o un'esplosione positiva o un contrasto forte, e mi auguro che questo contrasto non ci sia. Direi che Allegri ha sposato il progetto di De Laurentiis, non mi sembra che gli abbia prospettato delle spese folli".
Sui risultati e sulla Champions: "Credo che ad Allegri siano state chieste due cose: continuare sulla scia della qualificazione in Champions, che è una forma di autofinanziamento a cui il club non può rinunciare, e poi di fare meglio in Europa, perché credo che quel 30° posto su 36 non sia andato giù al Napoli".
Sul Centenario: "Sono cento anni di connubio con la città: c'è una passione che è nata subito e che non si ferma. Il primo presidente, Giorgio Ascarelli, è stato molto coraggioso. Facendo un salto di cento anni, oggi c'è De Laurentiis e il Napoli si è stabilizzato ai vertici del calcio italiano ed europeo, penso che sia sotto gli occhi di tutti. E penso che questo percorso si possa applicare anche alla città: oggi viviamo una Napoli diversa".
Sul ritiro di Dimaro: "Come ho detto, l'atmosfera sembra positiva. Ci sono però due cose che non mi piacciono ancora. La prima riguarda le uscite: il Napoli sapeva da tempo che, prima di operare, doveva sfoltire la rosa. E non può rischiare di arrivare a fine mercato rincorrendo ancora l'idea di piazzare giocatori, piuttosto che prenderne. Poi c'è questa coda sciagurata dell'infortunio di Buongiorno: non si può scoprire dopo due mesi che doveva operarsi, questo è grave".