Massimiliano Allegri, tecnico del Milan, ha rilasciato alcune dichiarazioni in conferenza stampa alla vigilia del match con il Verona. Ecco le sue parole: "Nel girone di ritorno abbiamo subito troppe gol e nelle ultime non abbiamo segnato. Arriviamo a questa partita in un momento difficile, che va affrontato con totale serenità tornando a fare le cose in maniera ordinata. Nelle ultime abbiamo preso contropiedi fatali che ci hanno fatto subire gol, dobbiamo evitarlo. Ne mancano 6, domani può essere importante per l'obiettivo. Serve grande ripartenza e grande ordine. Le parole di Gabbia? Mi hanno fatto molto piacer le parole di Matteo, siamo arrivati qua tutti insime, ma sono i giocatori che ci fanno vincere le partite, io li posso solo aiutare. Questo è un momento fondamentale per la stagione, perché è quello in cui si deve raggiugere l'obiettivo. Serve rimanere ordinati e tranquilli, serve sernità e dimostrare i valori tecnici e soprattutto morali che abbiamo. Abbiamo tutti a disposizione, in questo finale di stagione l'obiettivo finale di squadra deve essere superiore a tutti quelli individuali. Fischi a Leao? Credo che un po' di fischi gli siano serviti, ha capito che non tutto è sempre facile. Non gli era mai capitato prima di essere fischiato ed è sicuramente un momento di crescita. Ha capito e avrà una bella reazione. Ha avuto una buona settimana di allenamento, così come gli altri. Conferma dei big l'anno prossimo? Mi hanno insegnato che sopra a tutti c'è sempre il club, il Milan è più grande di tutti noi. Bisogna solo pensare a oggi, a quello che è questo momento. In estate la società ha lavorato molto bene, abbiamo una rosa di ottimi giocatori, qualcuno straordinario che fa parte di grandi nazionali. La base è buona, per rinforzarla bisogna arrivare in Champions. Quindi prima arriviamo in Champions, poi programmiamo il futuro. La mia permanenza? In queste settimane parlano tutti, tranne i miei amici di Livorno che parlano d'altro. Tutti gli anni si arriva in questo periodo e si parla di tutti. Quello va di lì, quello va di là. Anche questo è il bello del calcio, ma la cosa che conta è il risultato finale, attraverso le prestazione che a volte fai meglio e altre fai peggio, il nostro obiettivo però è chiaro. Rassicurare i tifosi? Credo che la mia storia di allenatore parli da solo, poi sono vecchio e ripetitivo. Tanti cambiamenti non sono nel mio dna, ho fatto 4 anni al Milan, 8 alla Juve, poi sono tornato qua. Mi piace stare all'interno di un'azienda, poi vedere gli errori fatti e da lì ripartire. Prima però pensiamo all'obiettivo, perché non siamo ancora in Champions. Nel calcio tutto ruota attorno al risultato. Noi abbiamo una responsabilità, che è quella di posizionare il Milanin Europa, altrimenti è difficile che la società si sviluppi in un'altra modo. Se perdi è un giramento di scatole, pensa per la società quando non arrivi all'obiettivo. La forza di una società, e di conseguenza di una squadra, è di riconoscere e lavorare sui propri limiti. Se uno li riconosce può ottenere risultati migliori. Negli ultimi vent'anni i vincitori della Champions League sono la prima, la seconda, la terza o la quarta per fatturato. Se non ci arivi per forza economica devi lavorare sulla squadra, noi abbiamo lavorato sui nostri limiti, e non è una vergogna, e questi erano diventati i nostri punti di forza. Poi se puoi spendere meno hai anche margine d'errore ridotto. Non dico che il Milan possa vincere la Champions. L'ambizione quella ma la realtà adesso è un'altra e bisogna lavorare sui propri limiti. Tutti i discorsi sono rinviati alla fine, quando avremo raggiunto l'obiettivo, che può arrivare anche all'ultima giornata. Dopo 3 sconfitte in 4 partite ci siamo fatti delle domane, ma la realtà è che domani alle 3 l'arbitro fischia e inizia la partita. Normale che in questo momento si possano perdere delle certezze, ma il valore di un giocatore non cambia nel corso di una stagione".
di Napoli Magazine
18/04/2026 - 12:32
Massimiliano Allegri, tecnico del Milan, ha rilasciato alcune dichiarazioni in conferenza stampa alla vigilia del match con il Verona. Ecco le sue parole: "Nel girone di ritorno abbiamo subito troppe gol e nelle ultime non abbiamo segnato. Arriviamo a questa partita in un momento difficile, che va affrontato con totale serenità tornando a fare le cose in maniera ordinata. Nelle ultime abbiamo preso contropiedi fatali che ci hanno fatto subire gol, dobbiamo evitarlo. Ne mancano 6, domani può essere importante per l'obiettivo. Serve grande ripartenza e grande ordine. Le parole di Gabbia? Mi hanno fatto molto piacer le parole di Matteo, siamo arrivati qua tutti insime, ma sono i giocatori che ci fanno vincere le partite, io li posso solo aiutare. Questo è un momento fondamentale per la stagione, perché è quello in cui si deve raggiugere l'obiettivo. Serve rimanere ordinati e tranquilli, serve sernità e dimostrare i valori tecnici e soprattutto morali che abbiamo. Abbiamo tutti a disposizione, in questo finale di stagione l'obiettivo finale di squadra deve essere superiore a tutti quelli individuali. Fischi a Leao? Credo che un po' di fischi gli siano serviti, ha capito che non tutto è sempre facile. Non gli era mai capitato prima di essere fischiato ed è sicuramente un momento di crescita. Ha capito e avrà una bella reazione. Ha avuto una buona settimana di allenamento, così come gli altri. Conferma dei big l'anno prossimo? Mi hanno insegnato che sopra a tutti c'è sempre il club, il Milan è più grande di tutti noi. Bisogna solo pensare a oggi, a quello che è questo momento. In estate la società ha lavorato molto bene, abbiamo una rosa di ottimi giocatori, qualcuno straordinario che fa parte di grandi nazionali. La base è buona, per rinforzarla bisogna arrivare in Champions. Quindi prima arriviamo in Champions, poi programmiamo il futuro. La mia permanenza? In queste settimane parlano tutti, tranne i miei amici di Livorno che parlano d'altro. Tutti gli anni si arriva in questo periodo e si parla di tutti. Quello va di lì, quello va di là. Anche questo è il bello del calcio, ma la cosa che conta è il risultato finale, attraverso le prestazione che a volte fai meglio e altre fai peggio, il nostro obiettivo però è chiaro. Rassicurare i tifosi? Credo che la mia storia di allenatore parli da solo, poi sono vecchio e ripetitivo. Tanti cambiamenti non sono nel mio dna, ho fatto 4 anni al Milan, 8 alla Juve, poi sono tornato qua. Mi piace stare all'interno di un'azienda, poi vedere gli errori fatti e da lì ripartire. Prima però pensiamo all'obiettivo, perché non siamo ancora in Champions. Nel calcio tutto ruota attorno al risultato. Noi abbiamo una responsabilità, che è quella di posizionare il Milanin Europa, altrimenti è difficile che la società si sviluppi in un'altra modo. Se perdi è un giramento di scatole, pensa per la società quando non arrivi all'obiettivo. La forza di una società, e di conseguenza di una squadra, è di riconoscere e lavorare sui propri limiti. Se uno li riconosce può ottenere risultati migliori. Negli ultimi vent'anni i vincitori della Champions League sono la prima, la seconda, la terza o la quarta per fatturato. Se non ci arivi per forza economica devi lavorare sulla squadra, noi abbiamo lavorato sui nostri limiti, e non è una vergogna, e questi erano diventati i nostri punti di forza. Poi se puoi spendere meno hai anche margine d'errore ridotto. Non dico che il Milan possa vincere la Champions. L'ambizione quella ma la realtà adesso è un'altra e bisogna lavorare sui propri limiti. Tutti i discorsi sono rinviati alla fine, quando avremo raggiunto l'obiettivo, che può arrivare anche all'ultima giornata. Dopo 3 sconfitte in 4 partite ci siamo fatti delle domane, ma la realtà è che domani alle 3 l'arbitro fischia e inizia la partita. Normale che in questo momento si possano perdere delle certezze, ma il valore di un giocatore non cambia nel corso di una stagione".