Calcio
RAI - Santoro: "Il Napoli è pronto a completare le operazioni Lucca e Lang, anche senza risorse ci sarà intervento drastico per l'attacco"
20.01.2026 13:06 di Napoli Magazine
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A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Dario Santoro, giornalista collaboratore di Rainews. Di seguito, un estratto dell’intervista.

A che punto siamo con le cessioni di Lang e Lucca, in direzione Turchia e Inghilterra?

“Il Napoli adesso è davvero pronto a completare queste operazioni. È chiaro che, su Lang e Lucca, io dico che la colpa principale sia della società, sono stati due flop e due delusioni ben oltre le aspettative. Non mi capacito di come sia stato possibile prendere due giocatori senza chiedere alcun tipo di informazione ai club in cui hanno giocato prima. Sarebbe bastato anche solo chiamare l’Ajax, per esempio, per avere qualche informazione, perché nel calcio le voci, i contatti e le soffiate sono fondamentali per evitare disastri del genere. Adesso ti ritrovi a doverli vendere a gennaio, nella speranza che queste trattative vadano in porto. Su Lucca, poi, penso che la colpa maggiore sia dell’allenatore che lo ha voluto fortemente, nonostante avesse già dimostrato atteggiamenti poco sportivi e scorretti, ricordiamo, ad esempio, il rigore “scippato” a Thauvin a Udine. È una cosa che si porterà dietro ancora a lungo. Con un carattere del genere, secondo me, era un profilo da evitare in una piazza e in uno spogliatoio importanti come Napoli. Quindi adesso correre ai ripari è obbligatorio".

Lucca era un calciatore tatticamente adatto al Napoli?

“Io credo di no. Per il gioco che ha il Napoli, tatticamente sarebbe servito solo se la squadra avesse sfruttato di più le palle alte, cosa che in realtà non ha mai fatto, nemmeno quando Lucca è entrato. Il Napoli è una squadra abituata a giocare palla bassa, anche per la statura media dei giocatori, che in gran parte sono brevilinei, a eccezione magari di qualche difensore o di un centrocampista più alto. Il Napoli, negli ultimi anni, non è mai stato una squadra che gioca tanto su palla alta, con Lucca avrebbe dovuto stravolgere la tipologia di gioco, cosa che non ha mai fatto".

Con le eventuali entrate economiche delle due cessioni, secondo lei il Napoli quale reparto e quale ruolo dovrebbe andare a rinforzare maggiormente?

“Sicuramente l’attacco. Non entreranno grandi risorse economiche, però lì il Napoli deve intervenire in modo drastico, non ha più ricambi e abbiamo capito che Lukaku, almeno fino a metà febbraio, difficilmente sarà al 100% e disponibile con continuità".

Ci sono tantissimi infortuni muscolari in casa Napoli, siamo arrivati addirittura a quota 23. A chi dobbiamo attribuire la responsabilità di tutti questi infortuni? All’allenatore?

“Ho seguito con attenzione l’intervista fatta al dottor Raffaele Canonico, perché Antonio Conte per settimane ha continuato a non prendersi responsabilità, nemmeno in minima parte, di quello che sta accadendo. Ha sempre invitato i giornalisti, nelle conferenze stampa, ad ascoltare il medico. Il problema è che il medico, di solito, non rilascia comunicazioni, non parla. Però, visto quanto se n’è discusso, alla fine un’intervista è arrivata. Se la ascolti, è un’intervista piena di frasi tecniche, specifiche, da persone competenti, ma non chiarisce davvero la situazione. Quindi mi chiedo, è un problema dello staff sanitario, che non comunica a Conte le condizioni reali dei giocatori? Perché se un calciatore entra e dopo mezz’ora esce per infortunio, allora o non stava bene prima, oppure lo hai rischiato. Se non stava bene, di chi è la colpa? Dell’allenatore che lo ha voluto rischiare o dello staff medico che non ha spiegato la reale situazione?”

Quanto incidono i metodi di lavoro di Conte, considerando che quest’anno ci sono tre competizioni?

“I metodi di lavoro di Conte sono probabilmente elevatissimi, molto intensi, come lo erano già l’anno scorso. Però l’anno scorso avevi una sola partita a settimana. Io non voglio criticare Conte perché è un tecnico vincente, però mi chiedo una cosa, se nella parte finale della scorsa stagione il Napoli era in calo a livello di gioco, energia e fisicità, rischiando anche di buttare via punti importanti, allora perché quest’anno ha insistito sulle stesse metodologie massacranti, con tre competizioni? È una domanda legittima".

Facciamo un passo indietro e analizziamo la sessione estiva di mercato: forse pochi promossi e tanti dubbi, con anche qualche bocciatura. Come giudica l’ultimo lavoro fatto da Manna sul mercato?

“Lo ribadisco, per me ci sono tanti flop. Anche Beukema, per esempio, è un calciatore che ha 27 anni ed era stato finora solo al Bologna, non è che avesse respirato aria internazionale o avesse un curriculum da top club. Quando lo vai a pagare 30 milioni, secondo me è un’operazione sbagliata, è un giocatore buono, discreto, ma con forti amnesie difensive, e le ha dimostrate in questa stagione. Su Lang e Lucca ti ho già risposto e credo di essere stato anche molto duro. Milinkovic-Savic, invece, è tra i promossi, anche perché nel momento in cui era infortunato non c’erano alternative. Però, se devo dirla tutta, a me questo tipo di portiere che tra i pali ogni tanto combina qualche frittata non fa impazzire. Gli altri li conosciamo, Elmas sapevamo che giocatore fosse. Su De Bruyne si sapeva che fosse a rischio fisicamente e già in estate, nel precampionato, si era presentato in una condizione discutibile, anche in sovrappeso, sotto gli occhi di tutti. Io, purtroppo, dal primo momento questo mercato del Napoli non l’ho mai promosso del tutto, anche se è stato ricco di acquisti e anche strapagati. Per me l’unico incolpevole è Aurelio De Laurentiis, che ha assecondato le volontà dell’allenatore e dello staff e ha messo a disposizione tantissimi soldi. Quindi l’unico incolpevole è De Laurentiis, tutti gli altri hanno responsabilità".

Le è piaciuto Vergara dal primo minuto?

“Vado controcorrente: non mi ha fatto impazzire. Si vedeva un passo inferiore rispetto agli altri e nei duelli individuali contro il Sassuolo ha faticato tante volte a girarsi con la palla al piede. Lui era partito trequartista, quasi da regista offensivo e quando si abbassava per ricevere palla veniva marcato bene, intercettato spesso. Ha avuto difficoltà nella prima giocata e ha commesso qualche errore. Non lo promuovo a pieni voti, ma gli auguro tutto il bene possibile perché è un ragazzo speciale, che ha sudato tantissimo per arrivare fin qui. Stasera molto probabilmente, lo vedremo anche in Champions, speriamo che possa regalarci una prestazione più sfrontata, con classe, e che possa emergere quanto prima". 

In vista della partita di questa sera contro il Copenaghen, che gara si aspetta?

“Una gara molto equilibrata. Il Napoli, nelle ultime partite, non è più una squadra che riesce a spingere tanto e fuori casa, in uno stadio del Nord Europa, serviranno fiato, energia e fisicità. Prevarrà chi vince i duelli e chi tiene più intensità, non aspettiamoci grandi montagne russe. Poi è chiaro che il Napoli dovrà far prevalere la qualità tecnica". 

Che undici si aspetta stasera da parte di Antonio Conte?

“Credo che l’undici di stasera avrà poche sorprese, perché il Napoli ha pochissime rotazioni. Ci saranno anche alcuni giovani della Primavera, tra panchina e convocati. In porta Milinkovic-Savic. In difesa Buongiorno e gli altri titolari. A centrocampo ci saranno le solite scelte obbligate, con Di Lorenzo che può essere adattato in più ruoli. Sulle fasce Spinazzola è in vantaggio su Olivera. Davanti, poche novità, senza Politano, Conte potrebbe alzare Di Lorenzo sulla destra. In generale, poche alternative e poche rotazioni". 

Al Napoli converrebbe uscire dalla Champions e concentrarsi solo sul campionato?

“C’è una fetta di tifosi che dice ‘meglio uscire’, ma la Champions è una competizione importantissima e dopo un mercato da circa 200 milioni, il Napoli ha il dovere e l’obbligo di onorarla".

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RAI - Santoro: "Il Napoli è pronto a completare le operazioni Lucca e Lang, anche senza risorse ci sarà intervento drastico per l'attacco"

di Napoli Magazine

20/01/2026 - 13:06

A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Dario Santoro, giornalista collaboratore di Rainews. Di seguito, un estratto dell’intervista.

A che punto siamo con le cessioni di Lang e Lucca, in direzione Turchia e Inghilterra?

“Il Napoli adesso è davvero pronto a completare queste operazioni. È chiaro che, su Lang e Lucca, io dico che la colpa principale sia della società, sono stati due flop e due delusioni ben oltre le aspettative. Non mi capacito di come sia stato possibile prendere due giocatori senza chiedere alcun tipo di informazione ai club in cui hanno giocato prima. Sarebbe bastato anche solo chiamare l’Ajax, per esempio, per avere qualche informazione, perché nel calcio le voci, i contatti e le soffiate sono fondamentali per evitare disastri del genere. Adesso ti ritrovi a doverli vendere a gennaio, nella speranza che queste trattative vadano in porto. Su Lucca, poi, penso che la colpa maggiore sia dell’allenatore che lo ha voluto fortemente, nonostante avesse già dimostrato atteggiamenti poco sportivi e scorretti, ricordiamo, ad esempio, il rigore “scippato” a Thauvin a Udine. È una cosa che si porterà dietro ancora a lungo. Con un carattere del genere, secondo me, era un profilo da evitare in una piazza e in uno spogliatoio importanti come Napoli. Quindi adesso correre ai ripari è obbligatorio".

Lucca era un calciatore tatticamente adatto al Napoli?

“Io credo di no. Per il gioco che ha il Napoli, tatticamente sarebbe servito solo se la squadra avesse sfruttato di più le palle alte, cosa che in realtà non ha mai fatto, nemmeno quando Lucca è entrato. Il Napoli è una squadra abituata a giocare palla bassa, anche per la statura media dei giocatori, che in gran parte sono brevilinei, a eccezione magari di qualche difensore o di un centrocampista più alto. Il Napoli, negli ultimi anni, non è mai stato una squadra che gioca tanto su palla alta, con Lucca avrebbe dovuto stravolgere la tipologia di gioco, cosa che non ha mai fatto".

Con le eventuali entrate economiche delle due cessioni, secondo lei il Napoli quale reparto e quale ruolo dovrebbe andare a rinforzare maggiormente?

“Sicuramente l’attacco. Non entreranno grandi risorse economiche, però lì il Napoli deve intervenire in modo drastico, non ha più ricambi e abbiamo capito che Lukaku, almeno fino a metà febbraio, difficilmente sarà al 100% e disponibile con continuità".

Ci sono tantissimi infortuni muscolari in casa Napoli, siamo arrivati addirittura a quota 23. A chi dobbiamo attribuire la responsabilità di tutti questi infortuni? All’allenatore?

“Ho seguito con attenzione l’intervista fatta al dottor Raffaele Canonico, perché Antonio Conte per settimane ha continuato a non prendersi responsabilità, nemmeno in minima parte, di quello che sta accadendo. Ha sempre invitato i giornalisti, nelle conferenze stampa, ad ascoltare il medico. Il problema è che il medico, di solito, non rilascia comunicazioni, non parla. Però, visto quanto se n’è discusso, alla fine un’intervista è arrivata. Se la ascolti, è un’intervista piena di frasi tecniche, specifiche, da persone competenti, ma non chiarisce davvero la situazione. Quindi mi chiedo, è un problema dello staff sanitario, che non comunica a Conte le condizioni reali dei giocatori? Perché se un calciatore entra e dopo mezz’ora esce per infortunio, allora o non stava bene prima, oppure lo hai rischiato. Se non stava bene, di chi è la colpa? Dell’allenatore che lo ha voluto rischiare o dello staff medico che non ha spiegato la reale situazione?”

Quanto incidono i metodi di lavoro di Conte, considerando che quest’anno ci sono tre competizioni?

“I metodi di lavoro di Conte sono probabilmente elevatissimi, molto intensi, come lo erano già l’anno scorso. Però l’anno scorso avevi una sola partita a settimana. Io non voglio criticare Conte perché è un tecnico vincente, però mi chiedo una cosa, se nella parte finale della scorsa stagione il Napoli era in calo a livello di gioco, energia e fisicità, rischiando anche di buttare via punti importanti, allora perché quest’anno ha insistito sulle stesse metodologie massacranti, con tre competizioni? È una domanda legittima".

Facciamo un passo indietro e analizziamo la sessione estiva di mercato: forse pochi promossi e tanti dubbi, con anche qualche bocciatura. Come giudica l’ultimo lavoro fatto da Manna sul mercato?

“Lo ribadisco, per me ci sono tanti flop. Anche Beukema, per esempio, è un calciatore che ha 27 anni ed era stato finora solo al Bologna, non è che avesse respirato aria internazionale o avesse un curriculum da top club. Quando lo vai a pagare 30 milioni, secondo me è un’operazione sbagliata, è un giocatore buono, discreto, ma con forti amnesie difensive, e le ha dimostrate in questa stagione. Su Lang e Lucca ti ho già risposto e credo di essere stato anche molto duro. Milinkovic-Savic, invece, è tra i promossi, anche perché nel momento in cui era infortunato non c’erano alternative. Però, se devo dirla tutta, a me questo tipo di portiere che tra i pali ogni tanto combina qualche frittata non fa impazzire. Gli altri li conosciamo, Elmas sapevamo che giocatore fosse. Su De Bruyne si sapeva che fosse a rischio fisicamente e già in estate, nel precampionato, si era presentato in una condizione discutibile, anche in sovrappeso, sotto gli occhi di tutti. Io, purtroppo, dal primo momento questo mercato del Napoli non l’ho mai promosso del tutto, anche se è stato ricco di acquisti e anche strapagati. Per me l’unico incolpevole è Aurelio De Laurentiis, che ha assecondato le volontà dell’allenatore e dello staff e ha messo a disposizione tantissimi soldi. Quindi l’unico incolpevole è De Laurentiis, tutti gli altri hanno responsabilità".

Le è piaciuto Vergara dal primo minuto?

“Vado controcorrente: non mi ha fatto impazzire. Si vedeva un passo inferiore rispetto agli altri e nei duelli individuali contro il Sassuolo ha faticato tante volte a girarsi con la palla al piede. Lui era partito trequartista, quasi da regista offensivo e quando si abbassava per ricevere palla veniva marcato bene, intercettato spesso. Ha avuto difficoltà nella prima giocata e ha commesso qualche errore. Non lo promuovo a pieni voti, ma gli auguro tutto il bene possibile perché è un ragazzo speciale, che ha sudato tantissimo per arrivare fin qui. Stasera molto probabilmente, lo vedremo anche in Champions, speriamo che possa regalarci una prestazione più sfrontata, con classe, e che possa emergere quanto prima". 

In vista della partita di questa sera contro il Copenaghen, che gara si aspetta?

“Una gara molto equilibrata. Il Napoli, nelle ultime partite, non è più una squadra che riesce a spingere tanto e fuori casa, in uno stadio del Nord Europa, serviranno fiato, energia e fisicità. Prevarrà chi vince i duelli e chi tiene più intensità, non aspettiamoci grandi montagne russe. Poi è chiaro che il Napoli dovrà far prevalere la qualità tecnica". 

Che undici si aspetta stasera da parte di Antonio Conte?

“Credo che l’undici di stasera avrà poche sorprese, perché il Napoli ha pochissime rotazioni. Ci saranno anche alcuni giovani della Primavera, tra panchina e convocati. In porta Milinkovic-Savic. In difesa Buongiorno e gli altri titolari. A centrocampo ci saranno le solite scelte obbligate, con Di Lorenzo che può essere adattato in più ruoli. Sulle fasce Spinazzola è in vantaggio su Olivera. Davanti, poche novità, senza Politano, Conte potrebbe alzare Di Lorenzo sulla destra. In generale, poche alternative e poche rotazioni". 

Al Napoli converrebbe uscire dalla Champions e concentrarsi solo sul campionato?

“C’è una fetta di tifosi che dice ‘meglio uscire’, ma la Champions è una competizione importantissima e dopo un mercato da circa 200 milioni, il Napoli ha il dovere e l’obbligo di onorarla".