Il Fulham ha valutato nelle scorse settimane anche il profilo di Raffaele Palladino per la guida tecnica della prima squadra. Secondo quanto raccolto dalla nostra redazione, ci sarebbero stati contatti esplorativi con l’allenatore italiano, prima che la dirigenza virasse con decisione verso Alvaro Arbeloa, ormai a un passo dalla firma.
A convincere il club inglese sarebbe stato soprattutto lo stile di gioco proposto da Palladino, ritenuto moderno e propositivo, oltre ai risultati ottenuti nell’ultima stagione alla guida dell’Atalanta. Il tecnico italiano ha infatti chiuso l’annata centrando l’obiettivo europeo, qualificando la Dea alla Conference League dopo aver ereditato la squadra in una posizione complicata, al 13° posto dopo 11 giornate di campionato. Un percorso che ha confermato la capacità della squadra di competere anche a livello internazionale, con prestazioni di livello contro avversarie come Chelsea e Borussia Dortmund.
I numeri raccontano una stagione estremamente offensiva: l’Atalanta ha totalizzato 516 tiri complessivi, terzo miglior dato del campionato, e ben 46 conclusioni arrivate dall’interno dell’area piccola, primato in Serie A. Al tempo stesso, la solidità difensiva è stata uno dei punti di forza: appena 36 gol subiti, il miglior rendimento degli ultimi dieci anni per il club bergamasco. Tra i protagonisti anche Marco Carnesecchi, autore di 13 clean sheet e tra i portieri più affidabili del torneo.
Un altro dato significativo riguarda la distribuzione delle reti: la qualificazione europea è arrivata senza che nessun giocatore superasse quota 10 gol in campionato, a testimonianza di una squadra capace di andare a segno attraverso soluzioni collettive e non dipendente da un singolo finalizzatore.
di Napoli Magazine
18/06/2026 - 14:43
Il Fulham ha valutato nelle scorse settimane anche il profilo di Raffaele Palladino per la guida tecnica della prima squadra. Secondo quanto raccolto dalla nostra redazione, ci sarebbero stati contatti esplorativi con l’allenatore italiano, prima che la dirigenza virasse con decisione verso Alvaro Arbeloa, ormai a un passo dalla firma.
A convincere il club inglese sarebbe stato soprattutto lo stile di gioco proposto da Palladino, ritenuto moderno e propositivo, oltre ai risultati ottenuti nell’ultima stagione alla guida dell’Atalanta. Il tecnico italiano ha infatti chiuso l’annata centrando l’obiettivo europeo, qualificando la Dea alla Conference League dopo aver ereditato la squadra in una posizione complicata, al 13° posto dopo 11 giornate di campionato. Un percorso che ha confermato la capacità della squadra di competere anche a livello internazionale, con prestazioni di livello contro avversarie come Chelsea e Borussia Dortmund.
I numeri raccontano una stagione estremamente offensiva: l’Atalanta ha totalizzato 516 tiri complessivi, terzo miglior dato del campionato, e ben 46 conclusioni arrivate dall’interno dell’area piccola, primato in Serie A. Al tempo stesso, la solidità difensiva è stata uno dei punti di forza: appena 36 gol subiti, il miglior rendimento degli ultimi dieci anni per il club bergamasco. Tra i protagonisti anche Marco Carnesecchi, autore di 13 clean sheet e tra i portieri più affidabili del torneo.
Un altro dato significativo riguarda la distribuzione delle reti: la qualificazione europea è arrivata senza che nessun giocatore superasse quota 10 gol in campionato, a testimonianza di una squadra capace di andare a segno attraverso soluzioni collettive e non dipendente da un singolo finalizzatore.