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INFO - Agenda settimanale degli spettacoli dal 2 all'8 novembre in Campania programmati dal Circuito Teatro Pubblico Campano
30.10.2026 17:02 di Napoli Magazine
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Di seguito l'agenda settimanale degli spettacoli dal 2 all'8 novembre 2026 in Campania, programmati dal Circuito Teatro Pubblico Campano.

Teatro Pasolini di Salerno
stagione teatrale 2026/2027 a cura del Teatro Pubblico Campano 
Martedì 3 e mercoledì 4 novembre, ore 20.00
 
Teatro Nuovo di Napoli
stagione teatrale 2026/2027 a cura del Teatro Pubblico Campano 
Da giovedì 5 a domenica 8 novembre 2026
 (giovedì ore 21.00, venerdì e domenica ore 18.30, sabato ore 19.00)
 
Filippo Nigro in
 
Il Presidente
di Davide Carnevali
 
scenografia Luigina Tusini
 
regia Fabrizio Arcuri e Filippo Nigro
 
si ringrazia per gli abiti Pignatelli
 
 
si ringraziano 
Spazio Rossellini - Polo Culturale Multidisciplinare della Regione Lazio / ATCL – Associazione Teatrale fra i Comuni del Lazio, Carrozzerie | n.o.t di Roma
 
produzione CSS Teatro stabile di Innovazione del Friuli Venezia Giulia
 
Davide Carnevali è un autore teatrale italiano contemporaneo, noto per le sue opere che spesso affrontano temi sociali e politici con una forma innovativa e originale. È apprezzato per la sua capacità di mescolare diversi linguaggi e codici teatrali, creando lavori provocatori a volte spiazzanti con lucida ironia e grande capacità di porre interrogativi. Carnevali ha scritto numerosi testi teatrali che gli sono valsi molti premi e che sono stati messi in scena nei più importanti teatri in Italia e all'estero.
Confessione di un ex presidente è un'opera di Davide Carnevali che esplora il tema del potere e delle sue implicazioni morali e personali. 
La trama ruota attorno a un ex presidente che, dopo aver lasciato il suo incarico, si trova a riflettere sulla sua vita, le sue scelte e le conseguenze delle sue azioni.
Il testo invita il pubblico a riflettere sulla natura del potere, sulla fragilità dell'essere umano e sulle complessità del ruolo di un leader. La scrittura è caratterizzata da un linguaggio incisivo e da una forte carica emotiva, rendendo l'opera coinvolgente e per certi aspetti irriverente.
Fabrizio Arcuri e Filippo Nigro nel tracciare una trilogia ideale di spettacoli con un forte rapporto con il pubblico incontrano sulla loro traiettoria il testo di Davide Carnevali scritto nel 2012 e dalla complicità con l’autore nasce questa nuova versione che Carnevali ha riscritta e riadattata per questo nuovo allestimento.
Il Presidente costituisce la seconda tappa, un secondo tassello di un mosaico ideale, questa volta più rivolta alla società civile, dopo Every Brilliant Thing (Le cose per cui vale la pena vivere) di Duncan Macmillan che aveva invece un chiaro sguardo verso una dimensione comunicativa legata a temi universali e al senso della vita.
Davide Carnevali è artista associato al Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa.
 
Teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere
stagione teatrale 2026/2027 a cura del Teatro Pubblico Campano
Info 0823799612
Martedì 3 novembre, ore 20.45
Rosencrantz e Guildenstern sono morti
di Tom Stoppard, traduzione di Lia Cuttitta
con Francesco Pannofino, Francesco Acquaroli, Paolo Sassanelli
e con Andrea Pannofino e Chiara Mascalzoni
regia Alberto Rizzi
scena Luigi Ferrigno
musiche Natale Pannofino
produzione Nuovo Teatro
 
Da oltre sessanta anni Rosencrantz e Guildenstern sono morti di Tom Stoppard viene rappresentato in tutto il mondo ed è diventato, dunque, un classico amato e apprezzato del teatro contemporaneo.
In questo nuovo allestimento della commedia abbiamo deciso di mescolare l’umorismo inglese di Stoppard alla tradizione comica della Commedia dell’Arte, per creare uno spettacolo che esplori la profonda riflessione esistenzialista/filosofica del testo originale, esaltandone la potenza comica ed emotiva che caratterizza la pièce.
Il testo è un Amleto rivisitato, spiato dal buco della serratura attraverso lo sguardo colmo di dabbenaggine dei due protagonisti Rosencrantz e Guildenstern che, quando guardano l’intera vicenda del principe danese, ne colgono soltanto i tratti surreali e farseschi.
Stoppard, del resto, è noto al grande pubblico per aver scritto la sceneggiatura di Shakespeare in love dove si intrufolava nel dietro le quinte di Romeo e Giulietta, mentre con Rosencrantz e Guildenstern sono morti si butta a capofitto nel backstage dell’Amleto. Prende, infatti, due personaggi secondari dell’Amleto di Shakespeare, Rosencrantz e Guildenstern, e ne fa i protagonisti di una commedia dai toni bizzarri.
In scena una coppia di grandi attori – Francesco Pannofino e Francesco Acquaroli, rispettivamente nei panni di Rosencrantz e Guildenstern – diventa un duo di maschere tragicomiche, accompagnata da Paolo Sassanelli nel ruolo del Capocomico.
Al centro della nostra messinscena una grande macchina scenica, un marchingegno medievale che mescola il teatro/carro della Commedia dell’Arte con il palcoscenico a due piani tipico del teatro elisabettiano; una scenografia giocosa e mutevole, in continuo movimento, che si trasforma ora in teatro, ora in castello, ora in nave.
Anche i costumi d’epoca possono essere trasformati e alterati, in una dinamica che continua a esplicitare il teatro dentro il teatro. Del resto, se Stoppard, con la sua pièce vuole rileggere l’Amleto in chiave comica anche la nostra messa in scena vive di questa suggestione metateatrale.
Uno spettacolo giocoso, dinamico, dal sapore del teatro di strada, popolare – nel senso più shakespeariano del termine – espressione di un teatro stratificato che possa emozionare e parlare a tutti.
 
Teatro Lendi di Sant’Arpino (CE)
stagione teatrale 2026/2027 a cura del Teatro Pubblico Campano 
Da mercoledì 4 a domenica 8 novembre
(feriali ore 20.45, festivi ore 18.00)
 
…E fuori nevica
scritto e diretto da Vincenzo Salemme
 
con Vincenzo Salemme
 
e con Andrea Di Maria, Antonio Guerriero, Stefano Sarcinelli
 
produzione Chi è di scena
 
Vincenzo Salemme torna in tour per festeggiare insieme al pubblico 50 anni di teatro con un nuovissimo ed imperdibile spettacolo!
Tre fratelli, tre solitudini alla ricerca disperata di affetto e soddisfazioni.
Il primogenito è Francesco, detto Cico e ha una forma di autismo ad alto spettro. Alterna picchi di assoluta capacità cognitiva a momenti di depressione.
Gli riescono cose complicatissime per la maggior parte delle persone e allo stesso tempo non è capace di allacciarsi le scarpe.
Urla “nevica, nevica” quando è felice e divora quintali di purea per placare l’ansia. É un vulcano di energia e deve occupare ogni vuoto con una serie frenetica di interpretazioni, dal pizzaiolo al poliziotto. E costringe i fratelli a partecipare.
Poi c’è Stefano, il più ordinario dei tre. Ha studiato, si è laureato ma si accontenta di fare l’agente di cambio. Innamoratissimo di Nora è in procinto di sposarsi. Anche se la relazione è, al momento e dopo un anno di vita, soltanto platonica. Anzi, addirittura telefonica.
Peraltro intermediata dalla severa futura suocera che non gli consente di parlare con la figlia della quale teme la perdita dell’innocenza.
Infine Enzo, lo sfaccendato. Andato via di casa a diciotto anni, è il classico maschio immaturo e incapace di assumersi nemmeno la pur minima responsabilità.
Si atteggia a musicista ma nella custodia della chitarra non porta lo strumento ma solo l’occorrente per viaggiare.
Infatti la storia parte proprio dal rientro di quest’ultimo alla casa di famiglia.
La mamma è morta dopo una lunga malattia e il notaio ha convocato i tre fratelli Righi per leggergli il testamento della defunta.
La donna ha espresso le sue ultime volontà: se vorranno dividere la, a quanto pare, cospicua eredità dovranno per forza stare insieme.
Come farà Stefano a sposarsi? La futura moglie non accetterebbe mai di convivere con quel fratello mezzo matto.
E Enzo? Lui suona sulle navi, non potrebbe mai portare in crociera quello strano tipo che divora patate e urla che nevica anche se è il 20 di agosto.
Ma se vogliono prendere la propria parte non possono lasciare Cico da solo.
E allora come faranno? Chi si prenderà cura del “diversamente” fratello?
E Cico? Troverà un modo per non perdere l’unica famiglia che ha: questi due disperati fratelli inadatti a vivere ma pur sempre fratelli?
In un’atmosfera in cui la costrizione a convivere scatena situazioni di irresistibile comicità si affaccia ogni tanto la realtà, a volte crudele, dei bisogni.
Il bisogno di pace, il bisogno di soldi, il bisogno di affetto.
É la vita di tutti noi.
 
 
Spazio Körper Napoli 
stagione teatrale 2026/2027 a cura del Teatro Pubblico Campano 
Da venerdì 6 a domenica 8 novembre 2026
 (venerdì e sabato ore 19.00, domenica ore 18.00)
 
Coreo/Grafie 2026
rassegna di danza contemporanea/teatro-danza
seconda edizione
 
6 novembre, dalle ore 19.00
Sylvia Green Trap
Ideazione e coreografia Martina Tordiglione 
Danzatori Martina Massaro Arianna Montella Alessia Starace, Luca De Santis, 
Alessandro Sodano
Musica Lèo Delibes (overture e altri brani scelti) con interventi di sound design digitale
Produzione ArtGarage
 
Sylvia-green trap nasce dalla necessità di tradurre il repertorio tardo-ottocentesco in una riflessione sulla contemporaneità iper-strutturata. Se l'opera originale del 1876 celebrava la virtù mitologica, questa riproposta ne opera un ribaltamento semantico radicale: Sylvia trasfigura da ninfa cacciatrice a Sistema Operativo (SO).
In un contesto globale dominato da algoritmi predittivi, il corpo del danzatore diventa l’ultima frontiera della resistenza; non più mezzo espressivo, ma un campo di battaglia dove l’input digitale si scontra con l’imprevedibilità del biologico. È un esperimento sulla tolleranza al guasto: quanto può reggere l’architettura prima che l’accumulo di variabili determini il crash definitivo?
In questa risignificazione contemporanea del mito, Sylvia spoglia la sua veste di ninfa dei boschi per diventare l’architettura di un Sistema Operativo: un’entità fluida e complessa che governa un universo di dati, corpi e relazioni.
Abitare la Green Trap, evocata dalla simbologia di un campo da golf asettico e geometrico, significa muoversi all'interno dei dispositivi di controllo del nostro presente. La natura è stata completamente processata e ridotta a coordinata matematica, trasformando lo spazio in un'arena sociale rigida, dominata dal privilegio, dall'iper- performance e dalla sorveglianza algoritmica. In questo contesto, ogni gesto del corpo si fa strategia di sopravvivenza o atto di resistenza all'omologazione.
L'opera, esplora le tensioni e le nevrosi di questo ecosistema artificiale: da una fase di avviamento densa e dilatata, in cui la materia organica tenta di affrancarsi dal buio del processore, fino all'imposizione di un ritmo esecutivo alienante. Sulle note di Léo Delibes, decostruite e hackerate da interferenze industriali e glitch
uditivi, il flusso scenico vive di continue oscillazioni tra decelerazione ed estenuante overclocking.
Sospendendo il gesto nell'istante esatto che precede il collasso, Sylvia Green Trap indaga l'irriducibilità dell'umano all'interno della gabbia prestazionale contemporanea, ponendo al centro la frizione insolubile tra il mito della perfettibilità tecnologica e la fallibile, caotica natura della carne
 
ÓXIDO XX2.0 (suite)
Regia e coreografie Marco Auggiero 
Compagnia Mart Company 
Ideazione costumi Marco Auggiero
Produzione Mart Dance
 
È un pregiudizio assurdo supporre che l'esistenza umana si riduca alla sola dimensione fisico- materiale; l’essere umano attuale viaggia infatti in uno stato tossico di "ossidazione interiore". Ci riscopriamo così come un ibrido della natura che fatica ad accettare la biodiversità e le differenze.
La violenza di genere e la discriminazione sociale sono piaghe antiche, mai sradicate. Oggi, sotto il velo di una società apparentemente civile, persiste un mondo sommerso di abusi e silenzi.
La suite XX 2.0 di ÓXIDO esplora la radice di questa tematica ponendo un accento deciso sull’universo femminile in tutto il suo disagio sociale.
L'opera trascende la pura denuncia sociale per proporre una riflessione filosofica sulla biodiversità e sulla riscoperta di una consapevolezza naturale libera da preconcetti.
Attraverso il linguaggio del corpo, filtrato dalla personale visione della danza contemporanea del coreografo, e una gestualità mirata, simbolica e riflessiva, che rifugge ogni eccesso teatrale, l’opera accompagna lo spettatore in un viaggio verso una “consapevolezza naturale”, fondata sulla simbiosi, sull’ascolto e sulla rinuncia a ogni preconcetto di superiorità.
La natura nasce per avvolgere, non per nascondersi dal proprio simile o sopraffarlo: solo riscoprendo la percezione profonda dell'altro l'uomo può ritrovare il proprio autentico equilibrio nell'universo.
 
7 novembre, dalle ore 19.00
Look inside
Ideazione e Coreografia Sabrina D’Aguanno
Danzatrici Mariagiulia D’Angelo, Althea Esposito, Chiara Sorrentino
Cordinamento artistico Elena D’Aguanno
Produzione Akerusia Danza 
 
La performance Look Inside traccia un percorso interiore attraverso gli stati emotivi e le riflessioni di giovani donne. 
Giorni sospesi, pieni di dubbi, di aspettative e di pensieri sul futuro, sulla precarietà e la violenza diffusa del presente. 
Guardarsi dentro, interiormente, per cercare un cammino verso una nuova direzione, oltre le paure.
Look Inside nasce dal desiderio di trovare nuove prospettive, di aprire il proprio sguardo verso nuovi orizzonti espressivi e creativi che diano consapevolezza e forza per saper reagire e affermare la propria identità.
Il risultato di un vero e proprio laboratorio coreografico che ha visto come protagonisti i giovani danzatori che hanno lavorato individualmente, a partire da stimoli di ispirazione diversi, con la propria interpretazione.
 
Gocce
Coreografie Olimpia Milione, Federica Clarizia, Simone Liguori
Testo Eirene Campagna 
Voci Rossella Cuccia, Alfredo Marino
interpreti Federica Clarizia, Francesca D’Arienzo, Olimpia Milione, Luigi Lambiase, 
Manuel Lardo
Produzione Campania Danza
 
“Gocce” è un viaggio sensoriale e emotivo che esplora la fluidità e la trasformazione dell'esperienza umana attraverso il movimento. Come piccole gocce che si raccolgono, si diffondono e si trasformano, i danzatori si muovono in un paesaggio in continua evoluzione, dove ogni gesto rappresenta una riflessione sulla caducità, sul cambiamento e sul potere dell'impermanenza.
Lo spettacolo si sviluppa in un susseguirsi di momenti di intimità e di esplosioni di energia, in cui il corpo si fa strumento di comunicazione per raccontare storie di connessione, solitudine, resistenza e abbandono. L'acqua, simbolo di vita e di trasformazione, è il filo conduttore che lega le diverse sequenze, suggerendo l'idea che, come le gocce, anche gli individui sono in costante interazione, si influenzano reciprocamente e, a volte, si perdono o si ritrovano inaspettatamente.
"Gocce" è un'esperienza multisensoriale che invita il pubblico a riflettere sulla propria relazione con il flusso continuo della vita e sulla bellezza delle piccole cose che ci circondano, che spesso sfuggono alla nostra attenzione. Una danza che non solo si guarda, ma si vive, in un continuo gioco tra visibile e invisibile, tra la forma e
l'essenza.
 
8 Novembre, dalle ore 18.00
No Question 
Interpreti Monica Cristiano - Valeria Di Lorenzo - Raffaele Iorio - Carmine Olivazzi
Coreografie Irma Cardano 
Musica di Vivaldi 
Produzione Arb Dance Company 
 
La scelta delle Le Quattro Stagioni di Vivaldi nasce dal desiderio di interpretare la musica del 18 secolo con una gestualità ed espressività tipica della danza contemporanea. Vivaldi ha creato quest’opera come un’immensa sceneggiatura cinematografica. Gli elementi che la compongono concorrono a farci meditare, nella loro narrazione, sul rapporto tra la natura, l’uomo e il tempo.
In questa coreografia dove si evidenzia il personale stile della coreografa, che nasce dalla sperimentazione di tutte le possibilità di movimento del corpo, ed in cui la consapevolezza del gesto assume un’importanza essenziale, prendono vita le ‘Quattro Stagioni’: la freschezza della Primavera, la passionalità dell’Estate, l’irrequietezza dell’Autunno, l’impetuosità dell’Inverno.
 
Confluenze
Coreografia Angela Porrino
Con Angela Porrino
Produzione Sfera Ovale
 
Concentrarsi sulla perfetta coordinazione tra danza e musica, creando un'esperienza dove il movimento e il suono si fondono in un'unica entità sinergica.
 
Con il vento tra i capelli
Drammaturgia e coreografie Erminia Sticchi
Interpreti Erminia Sticchi e Skaramacay Art factory
Imma Tammaro, Amina Arena, Naomy Balsamo, Emanuela Milo, Roberta Caccavale. 
Produzione Skaramacay
 
La cosa che preoccupava di più i miei genitori era la mia reputazione. Da noi esiste un’espressione particolare per indicare le ragazze troppo libere: ‘ala hall shàriha’ che significa ‘con i capelli sciolti’. 
Ho sempre trovato molto singolare che un’immagine così bella, l’immagine di una ragazza con i capelli al vento, fosse un’espressione offensiva. In fondo ciò che volevo, era solo godermi il vento tra i capelli.
 
Teatro Di Costanzo Mattiello di Pompei
stagione teatrale 2026/2027 a cura del Teatro Pubblico Campano
Da venerdì 6 a domenica 8 novembre
(feriali ore 20.30, festivi ore 18.15)
 
Biagio Izzo 
in
Finchè giudice non ci separi
di Augusto Fornari, Toni Fornari, Andrea Maia, Vincenzo Sinopoli
con Adriano Falivene, Carla Ferraro, Roberto Giordano, Adele Vitale
e la partecipazione straordinaria di Augusto Fornari
scene Massimo Comune, 
disegno luci Luigi Raia
costumi Federica Calabrese, 
musiche Gruppo SMP
regia Augusto Fornari
produzione A.G. Spettacoli
 
Mauro, Paolo, Roberto e Massimo sono quattro amici, tutti separati. Massimo, libraio antiquario, è fresco di separazione e ha appena tentato il togliersi la vita. Il giudice gli ha levato tutto: la casa, la figlia e lo ha costretto a versare un cospicuo assegno mensile alla moglie. 
Con quello che resta del suo stipendio gli amici gli hanno trovato uno squallido appartamento, 35 mq. Massimo è disperato e i tre amici gli stanno vicino per rincuorarlo e controllare che non riprovi a mettere in atto l’insensato gesto. 
Ognuno dà consigli su come affrontare la separazione, questa nuova situazione e come ritornare a vivere una vita normale. Proprio quando i tre sembrano essere riusciti a riportare alla ragione il loro amico, un’avvenente vicina di casa suona alla porta. All’apparire dell’affascinante donna, gli amici hanno un guizzo. 
Ma la sorpresa sarà grande quando i 4 amici scopriranno chi è la donna misteriosa.
 
Teatro Ricciardi di Capua
stagione teatrale 2026/2027 a cura del Teatro Pubblico Campano
Venerdì 6 novembre, ore 20.45
 
Monica Sarnelli in
 
Sirene, sciantose, malafemmene ed altre storie di donne veraci
di Federico Vacalebre
regia di Carlo Cerciello
 
con Cinzia Cordella
 
pianoforte, Eunice Petito
violini, Anna Rita Di Pace ed Isabella Parmiciano 
viola, Tiziana Traverso 
violoncello, Monia Massa
 
arrangiamenti musicali Pino Tafuto, Salvio Vassallo
disegno luci Andrea Iacopino
aiuto regia e video di Fabiana Fazio
 
produzione RitmiUrbani Network, Lazzara Felice, Andreano Management
 
Nel 2015, quando con e per Monica Sarnelli mi inventai questo «Sirene, sciantose, malafemmene ed altre storie di donne veraci», la lotta al patriarcato culturale non era ancora forte come oggi. Eppure lo lanciammo come uno spettacolo antimisogino, sulla cultura maschilista che aveva allignato anche nella gloriosa canzone napoletana classica. Con la vocalist in scena diventavano protagoniste le donne nella canzone napoletana, quelle cantate, costrette al ruolo di «mamma, puttana o brutta copia ‘e n’ommo», o quelle cantanti: Gilda Mignonette, Ria Rosa, Angela Luce, Gloria Christian, Mirna Doris, Lina Sastri, Teresa De Sio, Giulietta Sacco, Maria Nazionale, altrimenti schiacciate da un racconto completamente al maschile. 
Maschi gli autori, maschi gli editori, maschi i cantanti a cui più veni.
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di Napoli Magazine

30/10/2026 - 17:02

Di seguito l'agenda settimanale degli spettacoli dal 2 all'8 novembre 2026 in Campania, programmati dal Circuito Teatro Pubblico Campano.

Teatro Pasolini di Salerno
stagione teatrale 2026/2027 a cura del Teatro Pubblico Campano 
Martedì 3 e mercoledì 4 novembre, ore 20.00
 
Teatro Nuovo di Napoli
stagione teatrale 2026/2027 a cura del Teatro Pubblico Campano 
Da giovedì 5 a domenica 8 novembre 2026
 (giovedì ore 21.00, venerdì e domenica ore 18.30, sabato ore 19.00)
 
Filippo Nigro in
 
Il Presidente
di Davide Carnevali
 
scenografia Luigina Tusini
 
regia Fabrizio Arcuri e Filippo Nigro
 
si ringrazia per gli abiti Pignatelli
 
 
si ringraziano 
Spazio Rossellini - Polo Culturale Multidisciplinare della Regione Lazio / ATCL – Associazione Teatrale fra i Comuni del Lazio, Carrozzerie | n.o.t di Roma
 
produzione CSS Teatro stabile di Innovazione del Friuli Venezia Giulia
 
Davide Carnevali è un autore teatrale italiano contemporaneo, noto per le sue opere che spesso affrontano temi sociali e politici con una forma innovativa e originale. È apprezzato per la sua capacità di mescolare diversi linguaggi e codici teatrali, creando lavori provocatori a volte spiazzanti con lucida ironia e grande capacità di porre interrogativi. Carnevali ha scritto numerosi testi teatrali che gli sono valsi molti premi e che sono stati messi in scena nei più importanti teatri in Italia e all'estero.
Confessione di un ex presidente è un'opera di Davide Carnevali che esplora il tema del potere e delle sue implicazioni morali e personali. 
La trama ruota attorno a un ex presidente che, dopo aver lasciato il suo incarico, si trova a riflettere sulla sua vita, le sue scelte e le conseguenze delle sue azioni.
Il testo invita il pubblico a riflettere sulla natura del potere, sulla fragilità dell'essere umano e sulle complessità del ruolo di un leader. La scrittura è caratterizzata da un linguaggio incisivo e da una forte carica emotiva, rendendo l'opera coinvolgente e per certi aspetti irriverente.
Fabrizio Arcuri e Filippo Nigro nel tracciare una trilogia ideale di spettacoli con un forte rapporto con il pubblico incontrano sulla loro traiettoria il testo di Davide Carnevali scritto nel 2012 e dalla complicità con l’autore nasce questa nuova versione che Carnevali ha riscritta e riadattata per questo nuovo allestimento.
Il Presidente costituisce la seconda tappa, un secondo tassello di un mosaico ideale, questa volta più rivolta alla società civile, dopo Every Brilliant Thing (Le cose per cui vale la pena vivere) di Duncan Macmillan che aveva invece un chiaro sguardo verso una dimensione comunicativa legata a temi universali e al senso della vita.
Davide Carnevali è artista associato al Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa.
 
Teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere
stagione teatrale 2026/2027 a cura del Teatro Pubblico Campano
Info 0823799612
Martedì 3 novembre, ore 20.45
Rosencrantz e Guildenstern sono morti
di Tom Stoppard, traduzione di Lia Cuttitta
con Francesco Pannofino, Francesco Acquaroli, Paolo Sassanelli
e con Andrea Pannofino e Chiara Mascalzoni
regia Alberto Rizzi
scena Luigi Ferrigno
musiche Natale Pannofino
produzione Nuovo Teatro
 
Da oltre sessanta anni Rosencrantz e Guildenstern sono morti di Tom Stoppard viene rappresentato in tutto il mondo ed è diventato, dunque, un classico amato e apprezzato del teatro contemporaneo.
In questo nuovo allestimento della commedia abbiamo deciso di mescolare l’umorismo inglese di Stoppard alla tradizione comica della Commedia dell’Arte, per creare uno spettacolo che esplori la profonda riflessione esistenzialista/filosofica del testo originale, esaltandone la potenza comica ed emotiva che caratterizza la pièce.
Il testo è un Amleto rivisitato, spiato dal buco della serratura attraverso lo sguardo colmo di dabbenaggine dei due protagonisti Rosencrantz e Guildenstern che, quando guardano l’intera vicenda del principe danese, ne colgono soltanto i tratti surreali e farseschi.
Stoppard, del resto, è noto al grande pubblico per aver scritto la sceneggiatura di Shakespeare in love dove si intrufolava nel dietro le quinte di Romeo e Giulietta, mentre con Rosencrantz e Guildenstern sono morti si butta a capofitto nel backstage dell’Amleto. Prende, infatti, due personaggi secondari dell’Amleto di Shakespeare, Rosencrantz e Guildenstern, e ne fa i protagonisti di una commedia dai toni bizzarri.
In scena una coppia di grandi attori – Francesco Pannofino e Francesco Acquaroli, rispettivamente nei panni di Rosencrantz e Guildenstern – diventa un duo di maschere tragicomiche, accompagnata da Paolo Sassanelli nel ruolo del Capocomico.
Al centro della nostra messinscena una grande macchina scenica, un marchingegno medievale che mescola il teatro/carro della Commedia dell’Arte con il palcoscenico a due piani tipico del teatro elisabettiano; una scenografia giocosa e mutevole, in continuo movimento, che si trasforma ora in teatro, ora in castello, ora in nave.
Anche i costumi d’epoca possono essere trasformati e alterati, in una dinamica che continua a esplicitare il teatro dentro il teatro. Del resto, se Stoppard, con la sua pièce vuole rileggere l’Amleto in chiave comica anche la nostra messa in scena vive di questa suggestione metateatrale.
Uno spettacolo giocoso, dinamico, dal sapore del teatro di strada, popolare – nel senso più shakespeariano del termine – espressione di un teatro stratificato che possa emozionare e parlare a tutti.
 
Teatro Lendi di Sant’Arpino (CE)
stagione teatrale 2026/2027 a cura del Teatro Pubblico Campano 
Da mercoledì 4 a domenica 8 novembre
(feriali ore 20.45, festivi ore 18.00)
 
…E fuori nevica
scritto e diretto da Vincenzo Salemme
 
con Vincenzo Salemme
 
e con Andrea Di Maria, Antonio Guerriero, Stefano Sarcinelli
 
produzione Chi è di scena
 
Vincenzo Salemme torna in tour per festeggiare insieme al pubblico 50 anni di teatro con un nuovissimo ed imperdibile spettacolo!
Tre fratelli, tre solitudini alla ricerca disperata di affetto e soddisfazioni.
Il primogenito è Francesco, detto Cico e ha una forma di autismo ad alto spettro. Alterna picchi di assoluta capacità cognitiva a momenti di depressione.
Gli riescono cose complicatissime per la maggior parte delle persone e allo stesso tempo non è capace di allacciarsi le scarpe.
Urla “nevica, nevica” quando è felice e divora quintali di purea per placare l’ansia. É un vulcano di energia e deve occupare ogni vuoto con una serie frenetica di interpretazioni, dal pizzaiolo al poliziotto. E costringe i fratelli a partecipare.
Poi c’è Stefano, il più ordinario dei tre. Ha studiato, si è laureato ma si accontenta di fare l’agente di cambio. Innamoratissimo di Nora è in procinto di sposarsi. Anche se la relazione è, al momento e dopo un anno di vita, soltanto platonica. Anzi, addirittura telefonica.
Peraltro intermediata dalla severa futura suocera che non gli consente di parlare con la figlia della quale teme la perdita dell’innocenza.
Infine Enzo, lo sfaccendato. Andato via di casa a diciotto anni, è il classico maschio immaturo e incapace di assumersi nemmeno la pur minima responsabilità.
Si atteggia a musicista ma nella custodia della chitarra non porta lo strumento ma solo l’occorrente per viaggiare.
Infatti la storia parte proprio dal rientro di quest’ultimo alla casa di famiglia.
La mamma è morta dopo una lunga malattia e il notaio ha convocato i tre fratelli Righi per leggergli il testamento della defunta.
La donna ha espresso le sue ultime volontà: se vorranno dividere la, a quanto pare, cospicua eredità dovranno per forza stare insieme.
Come farà Stefano a sposarsi? La futura moglie non accetterebbe mai di convivere con quel fratello mezzo matto.
E Enzo? Lui suona sulle navi, non potrebbe mai portare in crociera quello strano tipo che divora patate e urla che nevica anche se è il 20 di agosto.
Ma se vogliono prendere la propria parte non possono lasciare Cico da solo.
E allora come faranno? Chi si prenderà cura del “diversamente” fratello?
E Cico? Troverà un modo per non perdere l’unica famiglia che ha: questi due disperati fratelli inadatti a vivere ma pur sempre fratelli?
In un’atmosfera in cui la costrizione a convivere scatena situazioni di irresistibile comicità si affaccia ogni tanto la realtà, a volte crudele, dei bisogni.
Il bisogno di pace, il bisogno di soldi, il bisogno di affetto.
É la vita di tutti noi.
 
 
Spazio Körper Napoli 
stagione teatrale 2026/2027 a cura del Teatro Pubblico Campano 
Da venerdì 6 a domenica 8 novembre 2026
 (venerdì e sabato ore 19.00, domenica ore 18.00)
 
Coreo/Grafie 2026
rassegna di danza contemporanea/teatro-danza
seconda edizione
 
6 novembre, dalle ore 19.00
Sylvia Green Trap
Ideazione e coreografia Martina Tordiglione 
Danzatori Martina Massaro Arianna Montella Alessia Starace, Luca De Santis, 
Alessandro Sodano
Musica Lèo Delibes (overture e altri brani scelti) con interventi di sound design digitale
Produzione ArtGarage
 
Sylvia-green trap nasce dalla necessità di tradurre il repertorio tardo-ottocentesco in una riflessione sulla contemporaneità iper-strutturata. Se l'opera originale del 1876 celebrava la virtù mitologica, questa riproposta ne opera un ribaltamento semantico radicale: Sylvia trasfigura da ninfa cacciatrice a Sistema Operativo (SO).
In un contesto globale dominato da algoritmi predittivi, il corpo del danzatore diventa l’ultima frontiera della resistenza; non più mezzo espressivo, ma un campo di battaglia dove l’input digitale si scontra con l’imprevedibilità del biologico. È un esperimento sulla tolleranza al guasto: quanto può reggere l’architettura prima che l’accumulo di variabili determini il crash definitivo?
In questa risignificazione contemporanea del mito, Sylvia spoglia la sua veste di ninfa dei boschi per diventare l’architettura di un Sistema Operativo: un’entità fluida e complessa che governa un universo di dati, corpi e relazioni.
Abitare la Green Trap, evocata dalla simbologia di un campo da golf asettico e geometrico, significa muoversi all'interno dei dispositivi di controllo del nostro presente. La natura è stata completamente processata e ridotta a coordinata matematica, trasformando lo spazio in un'arena sociale rigida, dominata dal privilegio, dall'iper- performance e dalla sorveglianza algoritmica. In questo contesto, ogni gesto del corpo si fa strategia di sopravvivenza o atto di resistenza all'omologazione.
L'opera, esplora le tensioni e le nevrosi di questo ecosistema artificiale: da una fase di avviamento densa e dilatata, in cui la materia organica tenta di affrancarsi dal buio del processore, fino all'imposizione di un ritmo esecutivo alienante. Sulle note di Léo Delibes, decostruite e hackerate da interferenze industriali e glitch
uditivi, il flusso scenico vive di continue oscillazioni tra decelerazione ed estenuante overclocking.
Sospendendo il gesto nell'istante esatto che precede il collasso, Sylvia Green Trap indaga l'irriducibilità dell'umano all'interno della gabbia prestazionale contemporanea, ponendo al centro la frizione insolubile tra il mito della perfettibilità tecnologica e la fallibile, caotica natura della carne
 
ÓXIDO XX2.0 (suite)
Regia e coreografie Marco Auggiero 
Compagnia Mart Company 
Ideazione costumi Marco Auggiero
Produzione Mart Dance
 
È un pregiudizio assurdo supporre che l'esistenza umana si riduca alla sola dimensione fisico- materiale; l’essere umano attuale viaggia infatti in uno stato tossico di "ossidazione interiore". Ci riscopriamo così come un ibrido della natura che fatica ad accettare la biodiversità e le differenze.
La violenza di genere e la discriminazione sociale sono piaghe antiche, mai sradicate. Oggi, sotto il velo di una società apparentemente civile, persiste un mondo sommerso di abusi e silenzi.
La suite XX 2.0 di ÓXIDO esplora la radice di questa tematica ponendo un accento deciso sull’universo femminile in tutto il suo disagio sociale.
L'opera trascende la pura denuncia sociale per proporre una riflessione filosofica sulla biodiversità e sulla riscoperta di una consapevolezza naturale libera da preconcetti.
Attraverso il linguaggio del corpo, filtrato dalla personale visione della danza contemporanea del coreografo, e una gestualità mirata, simbolica e riflessiva, che rifugge ogni eccesso teatrale, l’opera accompagna lo spettatore in un viaggio verso una “consapevolezza naturale”, fondata sulla simbiosi, sull’ascolto e sulla rinuncia a ogni preconcetto di superiorità.
La natura nasce per avvolgere, non per nascondersi dal proprio simile o sopraffarlo: solo riscoprendo la percezione profonda dell'altro l'uomo può ritrovare il proprio autentico equilibrio nell'universo.
 
7 novembre, dalle ore 19.00
Look inside
Ideazione e Coreografia Sabrina D’Aguanno
Danzatrici Mariagiulia D’Angelo, Althea Esposito, Chiara Sorrentino
Cordinamento artistico Elena D’Aguanno
Produzione Akerusia Danza 
 
La performance Look Inside traccia un percorso interiore attraverso gli stati emotivi e le riflessioni di giovani donne. 
Giorni sospesi, pieni di dubbi, di aspettative e di pensieri sul futuro, sulla precarietà e la violenza diffusa del presente. 
Guardarsi dentro, interiormente, per cercare un cammino verso una nuova direzione, oltre le paure.
Look Inside nasce dal desiderio di trovare nuove prospettive, di aprire il proprio sguardo verso nuovi orizzonti espressivi e creativi che diano consapevolezza e forza per saper reagire e affermare la propria identità.
Il risultato di un vero e proprio laboratorio coreografico che ha visto come protagonisti i giovani danzatori che hanno lavorato individualmente, a partire da stimoli di ispirazione diversi, con la propria interpretazione.
 
Gocce
Coreografie Olimpia Milione, Federica Clarizia, Simone Liguori
Testo Eirene Campagna 
Voci Rossella Cuccia, Alfredo Marino
interpreti Federica Clarizia, Francesca D’Arienzo, Olimpia Milione, Luigi Lambiase, 
Manuel Lardo
Produzione Campania Danza
 
“Gocce” è un viaggio sensoriale e emotivo che esplora la fluidità e la trasformazione dell'esperienza umana attraverso il movimento. Come piccole gocce che si raccolgono, si diffondono e si trasformano, i danzatori si muovono in un paesaggio in continua evoluzione, dove ogni gesto rappresenta una riflessione sulla caducità, sul cambiamento e sul potere dell'impermanenza.
Lo spettacolo si sviluppa in un susseguirsi di momenti di intimità e di esplosioni di energia, in cui il corpo si fa strumento di comunicazione per raccontare storie di connessione, solitudine, resistenza e abbandono. L'acqua, simbolo di vita e di trasformazione, è il filo conduttore che lega le diverse sequenze, suggerendo l'idea che, come le gocce, anche gli individui sono in costante interazione, si influenzano reciprocamente e, a volte, si perdono o si ritrovano inaspettatamente.
"Gocce" è un'esperienza multisensoriale che invita il pubblico a riflettere sulla propria relazione con il flusso continuo della vita e sulla bellezza delle piccole cose che ci circondano, che spesso sfuggono alla nostra attenzione. Una danza che non solo si guarda, ma si vive, in un continuo gioco tra visibile e invisibile, tra la forma e
l'essenza.
 
8 Novembre, dalle ore 18.00
No Question 
Interpreti Monica Cristiano - Valeria Di Lorenzo - Raffaele Iorio - Carmine Olivazzi
Coreografie Irma Cardano 
Musica di Vivaldi 
Produzione Arb Dance Company 
 
La scelta delle Le Quattro Stagioni di Vivaldi nasce dal desiderio di interpretare la musica del 18 secolo con una gestualità ed espressività tipica della danza contemporanea. Vivaldi ha creato quest’opera come un’immensa sceneggiatura cinematografica. Gli elementi che la compongono concorrono a farci meditare, nella loro narrazione, sul rapporto tra la natura, l’uomo e il tempo.
In questa coreografia dove si evidenzia il personale stile della coreografa, che nasce dalla sperimentazione di tutte le possibilità di movimento del corpo, ed in cui la consapevolezza del gesto assume un’importanza essenziale, prendono vita le ‘Quattro Stagioni’: la freschezza della Primavera, la passionalità dell’Estate, l’irrequietezza dell’Autunno, l’impetuosità dell’Inverno.
 
Confluenze
Coreografia Angela Porrino
Con Angela Porrino
Produzione Sfera Ovale
 
Concentrarsi sulla perfetta coordinazione tra danza e musica, creando un'esperienza dove il movimento e il suono si fondono in un'unica entità sinergica.
 
Con il vento tra i capelli
Drammaturgia e coreografie Erminia Sticchi
Interpreti Erminia Sticchi e Skaramacay Art factory
Imma Tammaro, Amina Arena, Naomy Balsamo, Emanuela Milo, Roberta Caccavale. 
Produzione Skaramacay
 
La cosa che preoccupava di più i miei genitori era la mia reputazione. Da noi esiste un’espressione particolare per indicare le ragazze troppo libere: ‘ala hall shàriha’ che significa ‘con i capelli sciolti’. 
Ho sempre trovato molto singolare che un’immagine così bella, l’immagine di una ragazza con i capelli al vento, fosse un’espressione offensiva. In fondo ciò che volevo, era solo godermi il vento tra i capelli.
 
Teatro Di Costanzo Mattiello di Pompei
stagione teatrale 2026/2027 a cura del Teatro Pubblico Campano
Da venerdì 6 a domenica 8 novembre
(feriali ore 20.30, festivi ore 18.15)
 
Biagio Izzo 
in
Finchè giudice non ci separi
di Augusto Fornari, Toni Fornari, Andrea Maia, Vincenzo Sinopoli
con Adriano Falivene, Carla Ferraro, Roberto Giordano, Adele Vitale
e la partecipazione straordinaria di Augusto Fornari
scene Massimo Comune, 
disegno luci Luigi Raia
costumi Federica Calabrese, 
musiche Gruppo SMP
regia Augusto Fornari
produzione A.G. Spettacoli
 
Mauro, Paolo, Roberto e Massimo sono quattro amici, tutti separati. Massimo, libraio antiquario, è fresco di separazione e ha appena tentato il togliersi la vita. Il giudice gli ha levato tutto: la casa, la figlia e lo ha costretto a versare un cospicuo assegno mensile alla moglie. 
Con quello che resta del suo stipendio gli amici gli hanno trovato uno squallido appartamento, 35 mq. Massimo è disperato e i tre amici gli stanno vicino per rincuorarlo e controllare che non riprovi a mettere in atto l’insensato gesto. 
Ognuno dà consigli su come affrontare la separazione, questa nuova situazione e come ritornare a vivere una vita normale. Proprio quando i tre sembrano essere riusciti a riportare alla ragione il loro amico, un’avvenente vicina di casa suona alla porta. All’apparire dell’affascinante donna, gli amici hanno un guizzo. 
Ma la sorpresa sarà grande quando i 4 amici scopriranno chi è la donna misteriosa.
 
Teatro Ricciardi di Capua
stagione teatrale 2026/2027 a cura del Teatro Pubblico Campano
Venerdì 6 novembre, ore 20.45
 
Monica Sarnelli in
 
Sirene, sciantose, malafemmene ed altre storie di donne veraci
di Federico Vacalebre
regia di Carlo Cerciello
 
con Cinzia Cordella
 
pianoforte, Eunice Petito
violini, Anna Rita Di Pace ed Isabella Parmiciano 
viola, Tiziana Traverso 
violoncello, Monia Massa
 
arrangiamenti musicali Pino Tafuto, Salvio Vassallo
disegno luci Andrea Iacopino
aiuto regia e video di Fabiana Fazio
 
produzione RitmiUrbani Network, Lazzara Felice, Andreano Management
 
Nel 2015, quando con e per Monica Sarnelli mi inventai questo «Sirene, sciantose, malafemmene ed altre storie di donne veraci», la lotta al patriarcato culturale non era ancora forte come oggi. Eppure lo lanciammo come uno spettacolo antimisogino, sulla cultura maschilista che aveva allignato anche nella gloriosa canzone napoletana classica. Con la vocalist in scena diventavano protagoniste le donne nella canzone napoletana, quelle cantate, costrette al ruolo di «mamma, puttana o brutta copia ‘e n’ommo», o quelle cantanti: Gilda Mignonette, Ria Rosa, Angela Luce, Gloria Christian, Mirna Doris, Lina Sastri, Teresa De Sio, Giulietta Sacco, Maria Nazionale, altrimenti schiacciate da un racconto completamente al maschile. 
Maschi gli autori, maschi gli editori, maschi i cantanti a cui più veni.