Poco
Tanto
Mediamente
Di seguito, tutti gli appuntamenti del mese di novembre al Museo Madre.
Vittorio Avella. Impressioni prima di andare in stampa
Presentazione del volume
La conversazione ripercorre la vita e il lavoro dell’artista Vittorio Avella: dall’infanzia alla formazione parigina, dall’impegno politico e sociale al percorso artistico, ponendo al centro la sua figura di artista e incisore e la storia condivisa de Il Laboratorio di Nola. Un racconto biografico che nasce dal volume edito da Dante & Descartes Edizioni.
Saluti istituzionali
Angela Tecce Presidente Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee
Eugenio Viola Direttore museo Madre
Intervengono
Rita Alessandra Fusco autrice
Vittorio Avella artista
Modera
Anna Marchitelli giornalista e scrittrice
Musei, memoria e diritti umani. L’esperienza cilena
Una conversazione con María Fernanda García Iribarren, Direttrice del Museo della Memoria e dei Diritti Umani di Santiago del Cile
Quale ruolo può avere un museo nell’elaborazione di un passato traumatico? Come si custodisce, si espone e si trasmette la memoria della violenza politica senza ridurla a reperto, mantenendola viva come strumento di consapevolezza civile?
A partire da queste domande, María Fernanda García Iribarren, Direttrice del Museo della Memoria e dei Diritti Umani di Santiago del Cile, racconta l’esperienza di un’istituzione inaugurata nel 2010 per documentare le violazioni dei diritti umani commesse dallo Stato cileno tra il 1973 e il 1990, durante la dittatura militare di Augusto Pinochet. Anni in cui oltre tremila persone furono uccise o fatte sparire, decine di migliaia furono imprigionate e torturate, e centinaia di migliaia furono costrette all’esilio, dando vita a una diaspora che raggiunse molti paesi, tra cui l’Italia. Un museo nato dalle testimonianze delle vittime e dei loro familiari, che oggi affronta il compito di parlare alle nuove generazioni in un contesto in cui la memoria resta un terreno conteso: come si costruisce un archivio della violenza, come si sceglie cosa mostrare, come, anche attraverso l’arte, si trasforma il ricordo in impegno attivo per la verità e la giustizia.
Ne emerge una riflessione sul ruolo del museo che trascende il caso cileno e assume una valenza universale. In un’epoca in cui il negazionismo riaffiora e la tentazione dell’oblio torna a manifestarsi, il museo riafferma la propria funzione di spazio critico in cui la memoria si fa atto politico e culturale, presidio dei diritti umani e strumento per interrogare non soltanto il passato, ma anche le contraddizioni del nostro presente.
In collaborazione con il Dipartimento di Scienze Umane e Sociali dell’Università di Napoli L’Orientale.
Intervengono
Eugenio Viola Direttore Museo madre
Augusto Guarino, Pro Rettore all’Internazionalizzazione e professore di Letteratura Spagnola dell’Università di Napoli L’Orientale
Maria De Vivo, Professoressa di Storia dell’Arte Contemporanea dell’Università di Napoli L’Orientale
Apparenze e riconoscimento. Lo sguardo tra arte e medicina
A partire da Modi di imparare di Iona Heath
Che cosa accade quando si impara davvero a vedere? Per quasi vent’anni Iona Heath, medica di medicina generale, ha scambiato lettere, disegni, letture e domande con John Berger, scrittore e critico d’arte tra i più acuti osservatori del Novecento. Da quella corrispondenza è nato Modi di imparare, libro curato e tradotto da Maria Nadotti e pubblicato da Il Pensiero Scientifico Editore.
In occasione della presentazione del libro è prevista la traduzione consecutiva.
Intervengono
Iona Heath medica e autrice
Silvio Perrella scrittore e critico letterario
Isabella Continisio psicologa e psicoterapeuta
Modera
Maria Nadotti curatrice dell’edizione italiana del volume
di Napoli Magazine
01/11/2026 - 13:28
Di seguito, tutti gli appuntamenti del mese di novembre al Museo Madre.
Vittorio Avella. Impressioni prima di andare in stampa
Presentazione del volume
La conversazione ripercorre la vita e il lavoro dell’artista Vittorio Avella: dall’infanzia alla formazione parigina, dall’impegno politico e sociale al percorso artistico, ponendo al centro la sua figura di artista e incisore e la storia condivisa de Il Laboratorio di Nola. Un racconto biografico che nasce dal volume edito da Dante & Descartes Edizioni.
Saluti istituzionali
Angela Tecce Presidente Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee
Eugenio Viola Direttore museo Madre
Intervengono
Rita Alessandra Fusco autrice
Vittorio Avella artista
Modera
Anna Marchitelli giornalista e scrittrice
Musei, memoria e diritti umani. L’esperienza cilena
Una conversazione con María Fernanda García Iribarren, Direttrice del Museo della Memoria e dei Diritti Umani di Santiago del Cile
Quale ruolo può avere un museo nell’elaborazione di un passato traumatico? Come si custodisce, si espone e si trasmette la memoria della violenza politica senza ridurla a reperto, mantenendola viva come strumento di consapevolezza civile?
A partire da queste domande, María Fernanda García Iribarren, Direttrice del Museo della Memoria e dei Diritti Umani di Santiago del Cile, racconta l’esperienza di un’istituzione inaugurata nel 2010 per documentare le violazioni dei diritti umani commesse dallo Stato cileno tra il 1973 e il 1990, durante la dittatura militare di Augusto Pinochet. Anni in cui oltre tremila persone furono uccise o fatte sparire, decine di migliaia furono imprigionate e torturate, e centinaia di migliaia furono costrette all’esilio, dando vita a una diaspora che raggiunse molti paesi, tra cui l’Italia. Un museo nato dalle testimonianze delle vittime e dei loro familiari, che oggi affronta il compito di parlare alle nuove generazioni in un contesto in cui la memoria resta un terreno conteso: come si costruisce un archivio della violenza, come si sceglie cosa mostrare, come, anche attraverso l’arte, si trasforma il ricordo in impegno attivo per la verità e la giustizia.
Ne emerge una riflessione sul ruolo del museo che trascende il caso cileno e assume una valenza universale. In un’epoca in cui il negazionismo riaffiora e la tentazione dell’oblio torna a manifestarsi, il museo riafferma la propria funzione di spazio critico in cui la memoria si fa atto politico e culturale, presidio dei diritti umani e strumento per interrogare non soltanto il passato, ma anche le contraddizioni del nostro presente.
In collaborazione con il Dipartimento di Scienze Umane e Sociali dell’Università di Napoli L’Orientale.
Intervengono
Eugenio Viola Direttore Museo madre
Augusto Guarino, Pro Rettore all’Internazionalizzazione e professore di Letteratura Spagnola dell’Università di Napoli L’Orientale
Maria De Vivo, Professoressa di Storia dell’Arte Contemporanea dell’Università di Napoli L’Orientale
Apparenze e riconoscimento. Lo sguardo tra arte e medicina
A partire da Modi di imparare di Iona Heath
Che cosa accade quando si impara davvero a vedere? Per quasi vent’anni Iona Heath, medica di medicina generale, ha scambiato lettere, disegni, letture e domande con John Berger, scrittore e critico d’arte tra i più acuti osservatori del Novecento. Da quella corrispondenza è nato Modi di imparare, libro curato e tradotto da Maria Nadotti e pubblicato da Il Pensiero Scientifico Editore.
In occasione della presentazione del libro è prevista la traduzione consecutiva.
Intervengono
Iona Heath medica e autrice
Silvio Perrella scrittore e critico letterario
Isabella Continisio psicologa e psicoterapeuta
Modera
Maria Nadotti curatrice dell’edizione italiana del volume