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CREMONESE - Giacchetta: "Il Napoli è la migliore in Serie A, ma gli infortuni hanno inciso tanto quest'anno, Zerbin? Riscatto in caso di salvezza"
21.04.2026 14:21 di Napoli Magazine
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Su Radio CRC, nel corso della trasmissione “A Pranzo con Chiariello”, è intervenuto il dirigente sportivo della Cremonese, Simone Giacchetta: "Sembra impossibile, ma è successo: ho avuto la possibilità di giocare con Diego Armando Maradona nella stagione del 1988, l’anno in cui il Napoli vinse la Coppa UEFA. È stata un'esperienza bellissima quella che ho vissuto a Napoli. Avevo appena 18 anni. A quei tempi la comunicazione non era come oggi dove ti fanno vedere di tutto. Quando scendevi in campo non avevi chiara l’immagine del calciatore di Serie A e del fuoriclasse che avevi di fronte. Vedere Maradona da vicino è stata un’emozione incredibile. Auguro a tutti i ragazzi di vivere un'esperienza simile poiché ritrovarsi di fronte al proprio idolo e al giocatore più forte del mondo non è una cosa che capita tutti i giorni. Dopo di che, quando devi giocarci, spogliarci insieme e ricevere un suo passaggio è una gioia indescrivibile. Più forte di tutti i tempi? Chi non ha vissuto Maradona dice che non era lui il più forte. C’è una grande differenza tra gli stili di vita e gli allenamenti dell’epoca di Maradona rispetto a quelli dei giocatori di oggi. Gli arbitri dell’epoca non permettevano ciò che permettono oggi. Ci sono una serie di considerazioni di questo tipo che bisogna fare. Maradona allenato come si allena oggi un calciatore normale sarebbe un super-super Messi. A dir la verità, non seguo tutti i giorni le vicende del Napoli, ma io credo che il Napoli sia la squadra più forte del nostro campionato anche se la classifica non dice questo. Ha giocatori di altissimo livello e un allenatore top che ha una cultura del lavoro, ha mentalità, carisma, esperienza e sa dare qualità alla propria squadra. Purtroppo non tutte le stagioni non vanno nel verso giusto, qualche infortunio di troppo può compromettere l’andamento della stagione così come qualche partita andata male che lascia strascichi per le partite successive. Il campionato italiano è molto particolare, ci vogliono mentalità e gambe per lottare fino alla fine. Evidentemente è mancata una delle due qualità nel corso della stagione e il Napoli non è riuscito a lottare fino alla fine per lo scudetto. La rosa del Napoli è, forse, anche più forte di quella dell’Inter. Pullman davanti la porta? Giampaolo è un ottimo tecnico che fa giocare la squadra. Quando si affrontano le squadre grandi contro squadre piccole, queste ultime diventano vittime predestinate e per questo l’espressione: “Mettere un pullman davanti alla porta” rappresenta la normalità. Se questo, però, vuol dire portare il risultato a casa, spero di avere un bel pullman a due piani a disposizione. Zerbin si è posto benissimo con noi alla Cremonese con grande entusiasmo e volontà. Magari faceva fatica ad essere competitivo in una rosa di alto livello come quella del Napoli. La scelta di andare a giocare è stata corretta. Con il Napoli abbiamo un accordo che prevede il riscatto obbligatorio in caso di salvezza. Noi ci auguriamo di poter riscattare Zerbin così da farlo diventare un giocatore della Cremonese a tutti gli effetti. Consigli a De Laurentiis su Conte? A quel livello le decisioni si prendono in condivisione tra le parti, altrimenti non ha senso continuare. De Laurentiis e Conte sono due figure professionali di alto livello come presidente e allenatori. De Laurentiis rappresenta la proprietà del Napoli e ha la responsabilità deve portare avanti anche un discorso finanziario, economico e tecnico del club. Sono sicuro che sapranno trovare un’intesa che avrà al primo posto l’interesse del Napoli che ha sempre la priorità. Poi il resto si vedrà".

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CREMONESE - Giacchetta: "Il Napoli è la migliore in Serie A, ma gli infortuni hanno inciso tanto quest'anno, Zerbin? Riscatto in caso di salvezza"

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21/04/2026 - 14:21

Su Radio CRC, nel corso della trasmissione “A Pranzo con Chiariello”, è intervenuto il dirigente sportivo della Cremonese, Simone Giacchetta: "Sembra impossibile, ma è successo: ho avuto la possibilità di giocare con Diego Armando Maradona nella stagione del 1988, l’anno in cui il Napoli vinse la Coppa UEFA. È stata un'esperienza bellissima quella che ho vissuto a Napoli. Avevo appena 18 anni. A quei tempi la comunicazione non era come oggi dove ti fanno vedere di tutto. Quando scendevi in campo non avevi chiara l’immagine del calciatore di Serie A e del fuoriclasse che avevi di fronte. Vedere Maradona da vicino è stata un’emozione incredibile. Auguro a tutti i ragazzi di vivere un'esperienza simile poiché ritrovarsi di fronte al proprio idolo e al giocatore più forte del mondo non è una cosa che capita tutti i giorni. Dopo di che, quando devi giocarci, spogliarci insieme e ricevere un suo passaggio è una gioia indescrivibile. Più forte di tutti i tempi? Chi non ha vissuto Maradona dice che non era lui il più forte. C’è una grande differenza tra gli stili di vita e gli allenamenti dell’epoca di Maradona rispetto a quelli dei giocatori di oggi. Gli arbitri dell’epoca non permettevano ciò che permettono oggi. Ci sono una serie di considerazioni di questo tipo che bisogna fare. Maradona allenato come si allena oggi un calciatore normale sarebbe un super-super Messi. A dir la verità, non seguo tutti i giorni le vicende del Napoli, ma io credo che il Napoli sia la squadra più forte del nostro campionato anche se la classifica non dice questo. Ha giocatori di altissimo livello e un allenatore top che ha una cultura del lavoro, ha mentalità, carisma, esperienza e sa dare qualità alla propria squadra. Purtroppo non tutte le stagioni non vanno nel verso giusto, qualche infortunio di troppo può compromettere l’andamento della stagione così come qualche partita andata male che lascia strascichi per le partite successive. Il campionato italiano è molto particolare, ci vogliono mentalità e gambe per lottare fino alla fine. Evidentemente è mancata una delle due qualità nel corso della stagione e il Napoli non è riuscito a lottare fino alla fine per lo scudetto. La rosa del Napoli è, forse, anche più forte di quella dell’Inter. Pullman davanti la porta? Giampaolo è un ottimo tecnico che fa giocare la squadra. Quando si affrontano le squadre grandi contro squadre piccole, queste ultime diventano vittime predestinate e per questo l’espressione: “Mettere un pullman davanti alla porta” rappresenta la normalità. Se questo, però, vuol dire portare il risultato a casa, spero di avere un bel pullman a due piani a disposizione. Zerbin si è posto benissimo con noi alla Cremonese con grande entusiasmo e volontà. Magari faceva fatica ad essere competitivo in una rosa di alto livello come quella del Napoli. La scelta di andare a giocare è stata corretta. Con il Napoli abbiamo un accordo che prevede il riscatto obbligatorio in caso di salvezza. Noi ci auguriamo di poter riscattare Zerbin così da farlo diventare un giocatore della Cremonese a tutti gli effetti. Consigli a De Laurentiis su Conte? A quel livello le decisioni si prendono in condivisione tra le parti, altrimenti non ha senso continuare. De Laurentiis e Conte sono due figure professionali di alto livello come presidente e allenatori. De Laurentiis rappresenta la proprietà del Napoli e ha la responsabilità deve portare avanti anche un discorso finanziario, economico e tecnico del club. Sono sicuro che sapranno trovare un’intesa che avrà al primo posto l’interesse del Napoli che ha sempre la priorità. Poi il resto si vedrà".