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GALATASARAY - Noa Lang: "Conte è e resta l’allenatore che mi ha voluto a tutti i costi, a volte succede che non scatti la scintilla"
24.03.2026 23:46 di Napoli Magazine
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Noa Lang, attaccante del Galatasaray, ha parlato anche di Antonio Conte nel corso dell'intervista rilasciata a "Voetbal International":  “Conte è un grande allenatore e se ti vuole a tutti i costi non hai dubbi, anche perché il Napoli è davvero un grande club. Ho imparato che esistono tante culture diverse nel calcio. Durante la preparazione ero abituato ad allenarmi divertendomi, fare partitelle, tirare in porta. A Napoli siamo andati in ritiro e per una settimana non ho visto un pallone. Però sentivo che stavo diventando più forte. Anche quando stavo in panchina, avevo sempre la sensazione di essere pronto quando serviva. Era grazie alla mia condizione fisica. A volte succede che non scatti la scintilla, ma non mi pento di nulla. È stata un’esperienza formativa. Conte è e resta l’allenatore che mi ha voluto a tutti i costi. Credeva davvero in me, ma alla fine giocavamo senza esterni offensivi. Certo che era frustrante, anche se ho sempre dato tutto in allenamento e cercato di divertirmi. Però c’è un Mondiale in arrivo. A Napoli non avevo la garanzia di giocare. Quando si è fatto avanti il Galatasaray, ho chiamato il commissario tecnico. Ronald Koeman pensava fosse una buona idea: una buona squadra, aveva visto. Io stesso ero già convinto”.

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GALATASARAY - Noa Lang: "Conte è e resta l’allenatore che mi ha voluto a tutti i costi, a volte succede che non scatti la scintilla"

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24/03/2026 - 23:46

Noa Lang, attaccante del Galatasaray, ha parlato anche di Antonio Conte nel corso dell'intervista rilasciata a "Voetbal International":  “Conte è un grande allenatore e se ti vuole a tutti i costi non hai dubbi, anche perché il Napoli è davvero un grande club. Ho imparato che esistono tante culture diverse nel calcio. Durante la preparazione ero abituato ad allenarmi divertendomi, fare partitelle, tirare in porta. A Napoli siamo andati in ritiro e per una settimana non ho visto un pallone. Però sentivo che stavo diventando più forte. Anche quando stavo in panchina, avevo sempre la sensazione di essere pronto quando serviva. Era grazie alla mia condizione fisica. A volte succede che non scatti la scintilla, ma non mi pento di nulla. È stata un’esperienza formativa. Conte è e resta l’allenatore che mi ha voluto a tutti i costi. Credeva davvero in me, ma alla fine giocavamo senza esterni offensivi. Certo che era frustrante, anche se ho sempre dato tutto in allenamento e cercato di divertirmi. Però c’è un Mondiale in arrivo. A Napoli non avevo la garanzia di giocare. Quando si è fatto avanti il Galatasaray, ho chiamato il commissario tecnico. Ronald Koeman pensava fosse una buona idea: una buona squadra, aveva visto. Io stesso ero già convinto”.