A "1 Football Club", programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Giovanni D’Avino, ex fisioterapista del Napoli. Di seguito, un estratto dell'intervista.
Sabato abbiamo visto un Napoli molto stanco ma con grande voglia di vincere. Tre punti importanti che permettono al Napoli di restare in scia scudetto?
“Sì, sicuramente. Ci sono partite che vanno vinte anche così, come ha detto Lei, andando oltre le difficoltà. Siamo lì, restiamo una squadra forte nonostante le assenze, purtroppo siamo decimati ma continuiamo a essere in corsa. Dobbiamo insistere su questo cammino, che è il cammino che il Napoli deve fare per poter ambire a qualcosa di positivo. Io lo dico chiaramente, non sono scaramantico, dobbiamo lottare sempre per lo scudetto, poi ovviamente il campo dirà la sua, come sempre. Alla fine emergerà chi avrà meritato di più".
Ad oggi, chi vede più avanti nella corsa scudetto?
“Io guardo le squadre che sono attualmente lì davanti. Sinceramente non è che mi abbiano tolto il fiato, ho visto alcune partite di Inter e Milan, che hanno comunque rose importanti. C’è poi l’incognita Roma, ma parlo sempre delle prime posizioni. E non sottovaluterei nemmeno l’Atalanta, perché anche loro, come noi, hanno avuto un andamento altalenante tra vittorie e sconfitte. Alla fine credo che ci sia un gruppo di squadre che si giocherà le prime quattro posizioni, che sono quelle più importanti".
Mister, storicamente le squadre di Conte hanno spesso un calo fisico a febbraio. Con una situazione già precaria di infortuni, cosa si aspetta per il Napoli nella fase finale della stagione?
“Mi aspetto comunque qualcosa di positivo. Spero che il Napoli abbia già pagato il prezzo in questo periodo complicato. È vero che il Napoli alterna partite importanti ad altre in cui magari si vince o si pareggia anche soffrendo. È una domanda giusta, perché bisogna fare i conti con tanti giocatori acciaccati e con altri che stanno tirando la carretta. Chi rientra da un infortunio non può essere subito al 100% e con partite ravvicinate e difficili, bisogna essere bravi a gestire le energie, dosando chi gioca sempre e inserendo con attenzione chi rientra ma non è ancora al top".
Si riferisce in particolare a Romelu Lukaku e ad André-Frank Zambo Anguissa, oppure il discorso è più generale?
“Vale un po’ per tutti. Giocatori come Lukaku sono fondamentali per questa squadra, soprattutto per la loro importanza e il loro peso specifico. Però quando rientri da infortuni importanti servono tempi adeguati. Da quello che si legge, potrebbe tornare nell’arco di due o tre partite, ma io sono sempre un po’ scettico: non conoscendo nel dettaglio lo stato e la condizione del giocatore, non posso sbilanciarmi. L’importante è che rientri bene. Consideriamo anche che, per caratteristiche fisiche, certi giocatori hanno bisogno di tempi un po’ più lunghi per ritrovare la condizione. Ricordiamo l’esempio della scorsa stagione: le prime apparizioni non furono sufficienti, poi c’è stato un crescendo. Spero possa essere lo stesso anche adesso, anche se parliamo di un infortunio importante e quindi le variabili possono cambiare".
Mister, non Le sembrano un po' superate le parole di Conte nel prepartita e quelle di Stellini nel post, soprattutto sul tema degli infortuni? Davvero non conoscono la situazione in casa Napoli?
“Su questo faccio fatica a crederlo, perché tra staff medico e staff tecnico c’è un confronto quotidiano. Non so esattamente cosa volesse dire Conte, ma è chiaro che un periodo così negativo dal punto di vista degli infortuni, che dura da tempo, debba aprire delle riflessioni. A fine stagione bisognerà sedersi a un tavolo e discutere di quello che è successo, capire se ci sono state responsabilità e dove intervenire. È normale che situazioni del genere portino a domande e discussioni".
Il numero di infortuni muscolari in casa Napoli è allarmante? È fuori dalla media?
“Napoli primo in Europa per infortuni muscolari, bisogna che Conte si confronti con i suoi e capire da dove nasce il problema perché i numeri non mentono. I numeri, parlano chiaro e non mentono. Il Napoli è sicuramente tra le squadre più colpite. Per questo serve confrontarsi e dire le cose come stanno, capire se il problema è di natura tecnica, fisica o di altro tipo. Anche perché le altre squadre sono impegnate quanto il Napoli e non ricordiamo numeri simili di infortuni. A volte vedo una squadra un po’ stanca e quindi qualche riflessione va fatta. Quando le cose non vanno bene si tende sempre a cercare dei colpevoli, ma bisogna ragionare con obiettività e competenza, capire se ci sono stati errori e fare in modo che non si ripetano in futuro".
di Napoli Magazine
19/01/2026 - 12:44
A "1 Football Club", programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Giovanni D’Avino, ex fisioterapista del Napoli. Di seguito, un estratto dell'intervista.
Sabato abbiamo visto un Napoli molto stanco ma con grande voglia di vincere. Tre punti importanti che permettono al Napoli di restare in scia scudetto?
“Sì, sicuramente. Ci sono partite che vanno vinte anche così, come ha detto Lei, andando oltre le difficoltà. Siamo lì, restiamo una squadra forte nonostante le assenze, purtroppo siamo decimati ma continuiamo a essere in corsa. Dobbiamo insistere su questo cammino, che è il cammino che il Napoli deve fare per poter ambire a qualcosa di positivo. Io lo dico chiaramente, non sono scaramantico, dobbiamo lottare sempre per lo scudetto, poi ovviamente il campo dirà la sua, come sempre. Alla fine emergerà chi avrà meritato di più".
Ad oggi, chi vede più avanti nella corsa scudetto?
“Io guardo le squadre che sono attualmente lì davanti. Sinceramente non è che mi abbiano tolto il fiato, ho visto alcune partite di Inter e Milan, che hanno comunque rose importanti. C’è poi l’incognita Roma, ma parlo sempre delle prime posizioni. E non sottovaluterei nemmeno l’Atalanta, perché anche loro, come noi, hanno avuto un andamento altalenante tra vittorie e sconfitte. Alla fine credo che ci sia un gruppo di squadre che si giocherà le prime quattro posizioni, che sono quelle più importanti".
Mister, storicamente le squadre di Conte hanno spesso un calo fisico a febbraio. Con una situazione già precaria di infortuni, cosa si aspetta per il Napoli nella fase finale della stagione?
“Mi aspetto comunque qualcosa di positivo. Spero che il Napoli abbia già pagato il prezzo in questo periodo complicato. È vero che il Napoli alterna partite importanti ad altre in cui magari si vince o si pareggia anche soffrendo. È una domanda giusta, perché bisogna fare i conti con tanti giocatori acciaccati e con altri che stanno tirando la carretta. Chi rientra da un infortunio non può essere subito al 100% e con partite ravvicinate e difficili, bisogna essere bravi a gestire le energie, dosando chi gioca sempre e inserendo con attenzione chi rientra ma non è ancora al top".
Si riferisce in particolare a Romelu Lukaku e ad André-Frank Zambo Anguissa, oppure il discorso è più generale?
“Vale un po’ per tutti. Giocatori come Lukaku sono fondamentali per questa squadra, soprattutto per la loro importanza e il loro peso specifico. Però quando rientri da infortuni importanti servono tempi adeguati. Da quello che si legge, potrebbe tornare nell’arco di due o tre partite, ma io sono sempre un po’ scettico: non conoscendo nel dettaglio lo stato e la condizione del giocatore, non posso sbilanciarmi. L’importante è che rientri bene. Consideriamo anche che, per caratteristiche fisiche, certi giocatori hanno bisogno di tempi un po’ più lunghi per ritrovare la condizione. Ricordiamo l’esempio della scorsa stagione: le prime apparizioni non furono sufficienti, poi c’è stato un crescendo. Spero possa essere lo stesso anche adesso, anche se parliamo di un infortunio importante e quindi le variabili possono cambiare".
Mister, non Le sembrano un po' superate le parole di Conte nel prepartita e quelle di Stellini nel post, soprattutto sul tema degli infortuni? Davvero non conoscono la situazione in casa Napoli?
“Su questo faccio fatica a crederlo, perché tra staff medico e staff tecnico c’è un confronto quotidiano. Non so esattamente cosa volesse dire Conte, ma è chiaro che un periodo così negativo dal punto di vista degli infortuni, che dura da tempo, debba aprire delle riflessioni. A fine stagione bisognerà sedersi a un tavolo e discutere di quello che è successo, capire se ci sono state responsabilità e dove intervenire. È normale che situazioni del genere portino a domande e discussioni".
Il numero di infortuni muscolari in casa Napoli è allarmante? È fuori dalla media?
“Napoli primo in Europa per infortuni muscolari, bisogna che Conte si confronti con i suoi e capire da dove nasce il problema perché i numeri non mentono. I numeri, parlano chiaro e non mentono. Il Napoli è sicuramente tra le squadre più colpite. Per questo serve confrontarsi e dire le cose come stanno, capire se il problema è di natura tecnica, fisica o di altro tipo. Anche perché le altre squadre sono impegnate quanto il Napoli e non ricordiamo numeri simili di infortuni. A volte vedo una squadra un po’ stanca e quindi qualche riflessione va fatta. Quando le cose non vanno bene si tende sempre a cercare dei colpevoli, ma bisogna ragionare con obiettività e competenza, capire se ci sono stati errori e fare in modo che non si ripetano in futuro".