A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio l'ex direttore sportivo del Napoli Mauro Meluso: "Sono arrivato in un momento particolare, il Napoli aveva appena vinto lo Scudetto. Non era possibile lavorare in una certa maniera, avrei voluto agire in maniera differente. Ho molto rammarico per l'esperienza al Napoli, è stata un'annata molto difficile, ma sono stato da Dio a Napoli. Il pubblico napoletano aveva anche un debito di riconoscenza nei confronti della squadra che l'anno prima aveva vinto lo Scudetto. Quanto è stato difficile trattenere quell'estate Kvara e Osimhen? Molte chiamate per Kvara e Osimhen le ha ricevute De Laurentiis. Osimhen era ed è tutt'ora un'ira di Dio. Ci sono ancora oggi uomini di spessore come Anguissa, Di Lorenzo, Lobotka. Il Napoli ha tenuto alto l'aspetto tecnico, ha fatto un miracolo vincendo un altro Scudetto. Questo non è lo stesso campionato dell'anno scorso. La rosa è composta davvero da grandi uomini, così come Rrahmani, Meret e lo stesso Mazzocchi. Le parole di Osimhen? Ho sentito l'intervista di Osimhen, in cui ha parlato in inglese, diceva di essere stato trattato come un cane. Ma c'è una distinzione linguistica da fare, perché intendeva dire che il Napoli lo volesse cedere ad altri club. In italiano invece usiamo questa terminologia per qualcosa di più offensivo e pesante. Per quanto riguarda il caso del video di TikTok, ricordo che io e Nicola Lombardo abbiamo calmato Osimhen, era inviperito il giorno dopo l'uscita di quel video. Siamo stati accusati di razzismo ma non c'era nulla nel voler colpire un calciatore nostro, si voleva solo fare un po' di ironia. Osimhen l'ha presa molto male, ma guai a chi si fosse permesso di usare un linguaggio razziale, ma il Napoli ripugna ogni forma di razzismo. E anche la gente della città, ho grande stima del pubblico napoletano, credo che anche la gente sia matura e capisce i momenti, lo dimostra quello striscione. Osimhen voleva già andare via prima del video di TikTok? Osimhen via a zero sarebbe stata una follia. Victor ha rinnovato il contratto pochi giorni prima di Natale, fino a dicembre il club non sapeva ancora cosa fare. Il mercato è sempre aperto. Quel video di TikTok lo ha colpito molto perché c'è stato l'intervento di qualche rappresentante del governo nigeriano che ha fatto delle dichiarazioni anche pesanti. Ebbe un impatto mediatico, anche personale, per me inesistente perché nessuno voleva offenderlo, e qualcuno l'ha strumentalizzato. E non certo il suo procuratore Calenda, che è sempre stato molto corretto. Un aneddoto di quell'esperienza? Quello che mi ha un po' amareggiato è stato perdere Zielinski, quando ha deciso di non negoziare più. Fu una perdita importante, era legato da tanti anni e quando un calciatore è lì in scadenza non ha la carica giusta, che si ripercuote sul campionato stesso. Era un patrimonio per il Napoli, guardate cosa sta facendo all'Inter. Insieme al Napoli, l'Inter ha fatto delle operazioni in prospettiva futura. A me piacciono molto le operazioni di Alisson e Giovane, il Napoli sta lavorando in prospettiva. E questo deve far ben sperare. Operazione Sesko? Oltre a Sesko ci sono state anche altre cose. Al Napoli però c'era un altro metodo di lavoro differente. Ho un grande rammarico, avrei potuto fare qualcosa di più e incidere diversamente. Era un'occasione importante. Era una grande opportunità per me. Mi dispiace che quel Napoli ha perso un po' di patrimonio. Non qualificarsi in Champions è stato un danno per il club. Se conosco eventuali indiscrezioni sui 100 anni del Napoli? Non so nulla, del centenario so poco e niente. Mi auguro di essere chiamato, ho avuto rapporti bellissimi all'interno, anche con il Presidente del Napoli con cui avevo un rapporto schietto. Quando sono arrivato tutti si chiedevano chi fossi. Mi auguravo di fare lo steso percorso di Giuntoli che veniva dal Carpi. Io ero stato a Lecce e allo Spezia, con risultati straordinari. L'annata dopo lo Scudetto è stata molto particolare. Mi assumo responsabilità per non aver inciso molto. Cosa ho pensato alla chiamata del Napoli? Ero fermo da un anno e mezzo, avevo rifiutato alcune proposte. Era luglio, mi ero un po' abituato all'idea di restare fermo per altro tempo. Di colpo vengo avvertito da Maurizio Micheli, con cui avevo un rapporto di lunga data. La chiamata del Napoli l'ho accolta con grande entusiasmo. Quasi non ci credevo, ma questo entusiasmo mi ha condizionato e anestetizzato"
di Napoli Magazine
19/02/2026 - 16:48
A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio l'ex direttore sportivo del Napoli Mauro Meluso: "Sono arrivato in un momento particolare, il Napoli aveva appena vinto lo Scudetto. Non era possibile lavorare in una certa maniera, avrei voluto agire in maniera differente. Ho molto rammarico per l'esperienza al Napoli, è stata un'annata molto difficile, ma sono stato da Dio a Napoli. Il pubblico napoletano aveva anche un debito di riconoscenza nei confronti della squadra che l'anno prima aveva vinto lo Scudetto. Quanto è stato difficile trattenere quell'estate Kvara e Osimhen? Molte chiamate per Kvara e Osimhen le ha ricevute De Laurentiis. Osimhen era ed è tutt'ora un'ira di Dio. Ci sono ancora oggi uomini di spessore come Anguissa, Di Lorenzo, Lobotka. Il Napoli ha tenuto alto l'aspetto tecnico, ha fatto un miracolo vincendo un altro Scudetto. Questo non è lo stesso campionato dell'anno scorso. La rosa è composta davvero da grandi uomini, così come Rrahmani, Meret e lo stesso Mazzocchi. Le parole di Osimhen? Ho sentito l'intervista di Osimhen, in cui ha parlato in inglese, diceva di essere stato trattato come un cane. Ma c'è una distinzione linguistica da fare, perché intendeva dire che il Napoli lo volesse cedere ad altri club. In italiano invece usiamo questa terminologia per qualcosa di più offensivo e pesante. Per quanto riguarda il caso del video di TikTok, ricordo che io e Nicola Lombardo abbiamo calmato Osimhen, era inviperito il giorno dopo l'uscita di quel video. Siamo stati accusati di razzismo ma non c'era nulla nel voler colpire un calciatore nostro, si voleva solo fare un po' di ironia. Osimhen l'ha presa molto male, ma guai a chi si fosse permesso di usare un linguaggio razziale, ma il Napoli ripugna ogni forma di razzismo. E anche la gente della città, ho grande stima del pubblico napoletano, credo che anche la gente sia matura e capisce i momenti, lo dimostra quello striscione. Osimhen voleva già andare via prima del video di TikTok? Osimhen via a zero sarebbe stata una follia. Victor ha rinnovato il contratto pochi giorni prima di Natale, fino a dicembre il club non sapeva ancora cosa fare. Il mercato è sempre aperto. Quel video di TikTok lo ha colpito molto perché c'è stato l'intervento di qualche rappresentante del governo nigeriano che ha fatto delle dichiarazioni anche pesanti. Ebbe un impatto mediatico, anche personale, per me inesistente perché nessuno voleva offenderlo, e qualcuno l'ha strumentalizzato. E non certo il suo procuratore Calenda, che è sempre stato molto corretto. Un aneddoto di quell'esperienza? Quello che mi ha un po' amareggiato è stato perdere Zielinski, quando ha deciso di non negoziare più. Fu una perdita importante, era legato da tanti anni e quando un calciatore è lì in scadenza non ha la carica giusta, che si ripercuote sul campionato stesso. Era un patrimonio per il Napoli, guardate cosa sta facendo all'Inter. Insieme al Napoli, l'Inter ha fatto delle operazioni in prospettiva futura. A me piacciono molto le operazioni di Alisson e Giovane, il Napoli sta lavorando in prospettiva. E questo deve far ben sperare. Operazione Sesko? Oltre a Sesko ci sono state anche altre cose. Al Napoli però c'era un altro metodo di lavoro differente. Ho un grande rammarico, avrei potuto fare qualcosa di più e incidere diversamente. Era un'occasione importante. Era una grande opportunità per me. Mi dispiace che quel Napoli ha perso un po' di patrimonio. Non qualificarsi in Champions è stato un danno per il club. Se conosco eventuali indiscrezioni sui 100 anni del Napoli? Non so nulla, del centenario so poco e niente. Mi auguro di essere chiamato, ho avuto rapporti bellissimi all'interno, anche con il Presidente del Napoli con cui avevo un rapporto schietto. Quando sono arrivato tutti si chiedevano chi fossi. Mi auguravo di fare lo steso percorso di Giuntoli che veniva dal Carpi. Io ero stato a Lecce e allo Spezia, con risultati straordinari. L'annata dopo lo Scudetto è stata molto particolare. Mi assumo responsabilità per non aver inciso molto. Cosa ho pensato alla chiamata del Napoli? Ero fermo da un anno e mezzo, avevo rifiutato alcune proposte. Era luglio, mi ero un po' abituato all'idea di restare fermo per altro tempo. Di colpo vengo avvertito da Maurizio Micheli, con cui avevo un rapporto di lunga data. La chiamata del Napoli l'ho accolta con grande entusiasmo. Quasi non ci credevo, ma questo entusiasmo mi ha condizionato e anestetizzato"