A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio è intervenuto Pietro Lo Monaco: "Vietare le trasferte non può essere la soluzione. Tutto è partito da Catania-Palermo, quando perse la vita un poliziotto. Da quello è cambiato tutto il sistema. Abbiamo cominciato con transenne, pre-filtraggi, poi siamo passati a vietare trasferte al minimo accenno di intemperanza. Ora vedo tutto questo come un eccesso per evitare qualsiasi tipo di situazione possibilmente anomala. È un problema di cultura. In Sud America ho assistito alla finale di Copa Libertadores, al Maracana, i tifosi del Boca che erano migliaia e i tifosi del Palmeiras erano divisi solo da un cordone di polizia. E tutti continuavano a tifare le proprie squadre. Andate a vedere nell'Europa del Nord, tutto ciò non succede. È coscienza civile. In Italia succede perché siamo un po' maleducati. Però questo deterrente di vietare le trasferte ai tifosi non è accettabile. Già ci si mette il livello tecnico scadente, poi ci mettiamo anche questo, allora le partite le vediamo io mia madre. Come vedi il Napoli di Allegri? La cosa più importante di tutte è che sia ritornato il leone (ndr De Laurentiis). Non ce l'ha fatta a stare in silenzio (ndr ride). È ritornato il Marchese, prorompente, lui ha vinto il campionato. Se la scelta Allegri mi convince? Alla luce del fatto che il Napoli si appresta e si dovrebbe apprestare ad una mini rivoluzione, visto l'organico da rinnovare, mi sarei aspettato un tecnico più votato al calcio e meno utilitaristico. Allegri ha il suo modo di concepire il suo calcio. Evidentemente il Napoli vuole un tecnico abituato a vincere. Se mi metto nei panni del presidente De Laurentiis, avrà pensato di dare continuità a quanto fatto da Conte. Il Mondiale? Vedere una partita di calcio, per uno appassionato come me, mi entusiasma per tutto. Chi seguirò con interesse? La Turchia del mio Montella lo seguirò con interesse, sfondate una porta aperta. Poi seguirò con interesse Brasile, Argentina, Francia. La mia squadra è sempre stata quella dove ho lavorato, ma il mio cuore batte per il Napoli. Non si può comandare, sono di Napoli".
di Napoli Magazine
10/06/2026 - 16:12
A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio è intervenuto Pietro Lo Monaco: "Vietare le trasferte non può essere la soluzione. Tutto è partito da Catania-Palermo, quando perse la vita un poliziotto. Da quello è cambiato tutto il sistema. Abbiamo cominciato con transenne, pre-filtraggi, poi siamo passati a vietare trasferte al minimo accenno di intemperanza. Ora vedo tutto questo come un eccesso per evitare qualsiasi tipo di situazione possibilmente anomala. È un problema di cultura. In Sud America ho assistito alla finale di Copa Libertadores, al Maracana, i tifosi del Boca che erano migliaia e i tifosi del Palmeiras erano divisi solo da un cordone di polizia. E tutti continuavano a tifare le proprie squadre. Andate a vedere nell'Europa del Nord, tutto ciò non succede. È coscienza civile. In Italia succede perché siamo un po' maleducati. Però questo deterrente di vietare le trasferte ai tifosi non è accettabile. Già ci si mette il livello tecnico scadente, poi ci mettiamo anche questo, allora le partite le vediamo io mia madre. Come vedi il Napoli di Allegri? La cosa più importante di tutte è che sia ritornato il leone (ndr De Laurentiis). Non ce l'ha fatta a stare in silenzio (ndr ride). È ritornato il Marchese, prorompente, lui ha vinto il campionato. Se la scelta Allegri mi convince? Alla luce del fatto che il Napoli si appresta e si dovrebbe apprestare ad una mini rivoluzione, visto l'organico da rinnovare, mi sarei aspettato un tecnico più votato al calcio e meno utilitaristico. Allegri ha il suo modo di concepire il suo calcio. Evidentemente il Napoli vuole un tecnico abituato a vincere. Se mi metto nei panni del presidente De Laurentiis, avrà pensato di dare continuità a quanto fatto da Conte. Il Mondiale? Vedere una partita di calcio, per uno appassionato come me, mi entusiasma per tutto. Chi seguirò con interesse? La Turchia del mio Montella lo seguirò con interesse, sfondate una porta aperta. Poi seguirò con interesse Brasile, Argentina, Francia. La mia squadra è sempre stata quella dove ho lavorato, ma il mio cuore batte per il Napoli. Non si può comandare, sono di Napoli".