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ON AIR - Pavarese: "Napoli, importante recuperare energie, Favasuli darà soddisfazioni, Vergara deve farsi trovare pronto"
24.09.2026 16:25 di Napoli Magazine
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Nel corso del suo intervento a Radio Punto Nuovo, Gigi Pavarese ha analizzato il momento del Napoli dopo le prime giornate di campionato, soffermandosi sulle difficoltà incontrate dalla squadra, sulla gestione di Massimiliano Allegri e sull’importanza della sosta per recuperare gli infortunati.

"Non so se Allegri abbia ormai imparato a conoscere le caratteristiche dei giocatori che ha a disposizione, ma un uomo intelligente come lui sa anche capire quando è necessario avere un atteggiamento più duro dal punto di vista motivazionale. Se ha avuto una reazione più forte nello spogliatoio dopo il pareggio, sicuramente lo ha fatto per cercare di motivare e svegliare qualcuno che probabilmente era ancora lontano dalla partita.

Non credo ci sia nulla di strano nel fatto che un allenatore possa entrare nello spogliatoio e alzare la voce dopo una gara che non è andata come ci si aspettava. Fa parte della normalità del calcio. In allenamento può capitare di avere un confronto più acceso, di discutere dopo un contrasto o un calcio di troppo, ma sono dinamiche che fanno parte della quotidianità di una squadra. Allo stesso modo, al termine di una partita, se il risultato non soddisfa, è normale che un allenatore manifesti il proprio disappunto e chieda qualcosa in più ai giocatori.

Io ho vissuto situazioni nelle quali a fine primo tempo qualcuno entrava nello spogliatoio e, per la rabbia, arrivava persino a spaccare un tavolo dopo essere andato sotto nel punteggio. Sono cose che possono succedere nel calcio. Per questo non vedo nulla di particolare nella possibilità che Allegri abbia avuto un confronto più acceso con la squadra. Anzi, se lo ha fatto, penso sia servito proprio per aumentare la motivazione e riportare tutti sul livello di attenzione necessario".

Le difficoltà del Napoli in questo avvio di stagione?

"Il Napoli deve innanzitutto mettere punti in cascina, perché finora ha perso terreno e, dopo la sosta, arriverà un vero tour de force, con nove partite, sei di campionato e tre di Champions League. Sarà quindi fondamentale recuperare energie, fare un po’ di benzina e affrontare i prossimi impegni con maggiore fiducia.

Nella nostra esperienza abbiamo imparato che non si può mai sottovalutare nessun avversario. Alla ripresa, peraltro, il Napoli affronterà una neopromossa che in questo inizio di stagione ha dimostrato una condizione fisica importante. È una squadra che, proprio grazie alla condizione e alle motivazioni, è riuscita forse anche a sopperire ad alcune lacune tecniche. Ha dimostrato fame, entusiasmo e un grande spirito competitivo, meritando quello che ha ottenuto fino a oggi.

Allegri lavorerà durante la sosta. È vero che alcuni giocatori saranno impegnati con le nazionali, ma credo che l’obiettivo principale del tecnico sarà recuperare qualche infortunato e avere più giocatori disponibili alla ripresa. Il calendario è impegnativo e il Napoli avrà bisogno di tutte le proprie risorse".

Favasuli?

"Ci eravamo detti che il Napoli era andato su un profilo, tra virgolette, garantito. Favasuli è un giocatore che fa parte dell’Under 21 e finalmente, dopo diverse stagioni, si è deciso di avere un’alternativa su quella fascia. È un giocatore polivalente, può ricoprire il ruolo sulla destra ma anche giocare a sinistra e può essere impiegato qualche metro più avanti.

Questa duttilità probabilmente gli ha permesso di inserirsi più rapidamente rispetto a quelle che potevano essere le aspettative iniziali. Per me non è una sorpresa. Il Napoli ha fatto bene a puntare su questo profilo e a seguire una linea già tracciata in passato, investendo su giovani di prospettiva che hanno avuto la possibilità di fare esperienza, crescere e arrivare pronti a determinati livelli.

Credo quindi che l’impatto di Favasuli sia la conferma di una scelta che può dare soddisfazioni al Napoli e anche a chi ha creduto nel giocatore".

Vergara può ritagliarsi uno spazio importante?

"Non dimentichiamo il prodotto del vivaio, perché Vergara è un altro ragazzo che scalpita e cercherà di fare di tutto per mettere in difficoltà Allegri e conquistarsi maggiore spazio. È stato convocato in Nazionale e anche questo rappresenta un segnale importante.

In questo momento, però, bisogna entrare nell’ordine di idee che nel calcio moderno non si gioca più soltanto in undici. Si gioca in sedici, perché anche chi entra dalla panchina può avere un ruolo determinante. Che si tratti di due minuti o di trenta, bisogna dare sempre il 110%.

Questa è una mentalità che i giovani del Napoli devono acquisire definitivamente. Bisogna sfruttare ogni possibilità che viene concessa, anche quando il minutaggio è ridotto. Vergara deve continuare a fare quello che ha sempre fatto: lavorare, farsi trovare pronto e sfruttare ogni opportunità che Allegri gli concederà".

Il ricordo di Rosario Pastore?

"Ho avuto un rapporto abbastanza stretto con Rosario, anche se c’era una differenza di età importante. Gli volevo veramente bene e credo che debba essere annoverato tra i grandi giornalisti partenopei e tra coloro che hanno raccontato il Napoli e Napoli con una semplicità che lo ha sempre contraddistinto.

Personalmente mi ha insegnato tanto. Era una persona che riusciva a raccontare il calcio e la città con un modo di fare semplice, diretto e autentico. Per me è stato importante anche dal punto di vista umano.

Adesso, forse, è dall’altra parte e ci guarda con curiosità, osservando tutto quello che sta succedendo. È difficile aggiungere altro, perché quando viene a mancare una persona che ha rappresentato una fonte di ispirazione per tanti giornalisti e per chi ha raccontato il Napoli, resta soprattutto il ricordo di quello che ha saputo trasmettere".

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ON AIR - Pavarese: "Napoli, importante recuperare energie, Favasuli darà soddisfazioni, Vergara deve farsi trovare pronto"

di Napoli Magazine

24/09/2026 - 16:25

Nel corso del suo intervento a Radio Punto Nuovo, Gigi Pavarese ha analizzato il momento del Napoli dopo le prime giornate di campionato, soffermandosi sulle difficoltà incontrate dalla squadra, sulla gestione di Massimiliano Allegri e sull’importanza della sosta per recuperare gli infortunati.

"Non so se Allegri abbia ormai imparato a conoscere le caratteristiche dei giocatori che ha a disposizione, ma un uomo intelligente come lui sa anche capire quando è necessario avere un atteggiamento più duro dal punto di vista motivazionale. Se ha avuto una reazione più forte nello spogliatoio dopo il pareggio, sicuramente lo ha fatto per cercare di motivare e svegliare qualcuno che probabilmente era ancora lontano dalla partita.

Non credo ci sia nulla di strano nel fatto che un allenatore possa entrare nello spogliatoio e alzare la voce dopo una gara che non è andata come ci si aspettava. Fa parte della normalità del calcio. In allenamento può capitare di avere un confronto più acceso, di discutere dopo un contrasto o un calcio di troppo, ma sono dinamiche che fanno parte della quotidianità di una squadra. Allo stesso modo, al termine di una partita, se il risultato non soddisfa, è normale che un allenatore manifesti il proprio disappunto e chieda qualcosa in più ai giocatori.

Io ho vissuto situazioni nelle quali a fine primo tempo qualcuno entrava nello spogliatoio e, per la rabbia, arrivava persino a spaccare un tavolo dopo essere andato sotto nel punteggio. Sono cose che possono succedere nel calcio. Per questo non vedo nulla di particolare nella possibilità che Allegri abbia avuto un confronto più acceso con la squadra. Anzi, se lo ha fatto, penso sia servito proprio per aumentare la motivazione e riportare tutti sul livello di attenzione necessario".

Le difficoltà del Napoli in questo avvio di stagione?

"Il Napoli deve innanzitutto mettere punti in cascina, perché finora ha perso terreno e, dopo la sosta, arriverà un vero tour de force, con nove partite, sei di campionato e tre di Champions League. Sarà quindi fondamentale recuperare energie, fare un po’ di benzina e affrontare i prossimi impegni con maggiore fiducia.

Nella nostra esperienza abbiamo imparato che non si può mai sottovalutare nessun avversario. Alla ripresa, peraltro, il Napoli affronterà una neopromossa che in questo inizio di stagione ha dimostrato una condizione fisica importante. È una squadra che, proprio grazie alla condizione e alle motivazioni, è riuscita forse anche a sopperire ad alcune lacune tecniche. Ha dimostrato fame, entusiasmo e un grande spirito competitivo, meritando quello che ha ottenuto fino a oggi.

Allegri lavorerà durante la sosta. È vero che alcuni giocatori saranno impegnati con le nazionali, ma credo che l’obiettivo principale del tecnico sarà recuperare qualche infortunato e avere più giocatori disponibili alla ripresa. Il calendario è impegnativo e il Napoli avrà bisogno di tutte le proprie risorse".

Favasuli?

"Ci eravamo detti che il Napoli era andato su un profilo, tra virgolette, garantito. Favasuli è un giocatore che fa parte dell’Under 21 e finalmente, dopo diverse stagioni, si è deciso di avere un’alternativa su quella fascia. È un giocatore polivalente, può ricoprire il ruolo sulla destra ma anche giocare a sinistra e può essere impiegato qualche metro più avanti.

Questa duttilità probabilmente gli ha permesso di inserirsi più rapidamente rispetto a quelle che potevano essere le aspettative iniziali. Per me non è una sorpresa. Il Napoli ha fatto bene a puntare su questo profilo e a seguire una linea già tracciata in passato, investendo su giovani di prospettiva che hanno avuto la possibilità di fare esperienza, crescere e arrivare pronti a determinati livelli.

Credo quindi che l’impatto di Favasuli sia la conferma di una scelta che può dare soddisfazioni al Napoli e anche a chi ha creduto nel giocatore".

Vergara può ritagliarsi uno spazio importante?

"Non dimentichiamo il prodotto del vivaio, perché Vergara è un altro ragazzo che scalpita e cercherà di fare di tutto per mettere in difficoltà Allegri e conquistarsi maggiore spazio. È stato convocato in Nazionale e anche questo rappresenta un segnale importante.

In questo momento, però, bisogna entrare nell’ordine di idee che nel calcio moderno non si gioca più soltanto in undici. Si gioca in sedici, perché anche chi entra dalla panchina può avere un ruolo determinante. Che si tratti di due minuti o di trenta, bisogna dare sempre il 110%.

Questa è una mentalità che i giovani del Napoli devono acquisire definitivamente. Bisogna sfruttare ogni possibilità che viene concessa, anche quando il minutaggio è ridotto. Vergara deve continuare a fare quello che ha sempre fatto: lavorare, farsi trovare pronto e sfruttare ogni opportunità che Allegri gli concederà".

Il ricordo di Rosario Pastore?

"Ho avuto un rapporto abbastanza stretto con Rosario, anche se c’era una differenza di età importante. Gli volevo veramente bene e credo che debba essere annoverato tra i grandi giornalisti partenopei e tra coloro che hanno raccontato il Napoli e Napoli con una semplicità che lo ha sempre contraddistinto.

Personalmente mi ha insegnato tanto. Era una persona che riusciva a raccontare il calcio e la città con un modo di fare semplice, diretto e autentico. Per me è stato importante anche dal punto di vista umano.

Adesso, forse, è dall’altra parte e ci guarda con curiosità, osservando tutto quello che sta succedendo. È difficile aggiungere altro, perché quando viene a mancare una persona che ha rappresentato una fonte di ispirazione per tanti giornalisti e per chi ha raccontato il Napoli, resta soprattutto il ricordo di quello che ha saputo trasmettere".