Lacrime, dolore ma anche orgoglio. Di aver dato tutto per l’azzurro. Un anno di contratto con l’opzione per il biennio successivo in caso di qualificazione al mondiale. Qualificazione sfuggita però. E allora, al di là della forma che segnerà l’addio, Gattuso non sarà più il c.t. della nostra Nazionale. Perché è giusto che sia così dopo l’eliminazione in Bosnia e perché Rino ha da sempre lavorato per obiettivi: e come disse coerentemente addio al suo Milan per divergenze di vedute lasciando sul tavolo 2 anni di contratto nell’estate del 2019, dirà addio anche stavolta. In punta di piedi. Senza creare problemi, senza sollevare polemiche. Così come dirà addio anche Gigi Buffon. Dal 5 agosto 2023 capo delegazione azzurra, l’ex portiere aveva scelto Gattuso: insieme andranno via dalla Federcalcio.
Per capire chi sarà il nuovo c.t. si dovrà ovviamente attendere il nome di chi lo sceglierà. I nomi per il successore di Gattuso al momento sono due, su tutti, a prescindere da chi succederà a Gabriele Gravina: Antonio Conte e Massimiliano Allegri. Entrambi nomi di prima fascia. Entrambi però sotto contratto: il primo con il Napoli, il secondo con il Milan. E non è così scontato che De Laurentiis (che anzi vorrebbe andare avanti con lui, o addirittura prolungare) né forse tantomeno Cardinale lascino andare cosí facilmente i rispetti allenatori. Ma nessuno dei due allenatori evidentemente chiuderebbe le porte all’azzurro, con un progetto di ricostruzione vero, a lungo termine: Conte a Coverciano c’è già stato. Era Tavecchio. Per il secondo, toscano di Livorno, sarebbe la chiusura di un cerchio dopo una carriera piena di successi. Il futuro è già iniziato. Serve fare in fretta, serve soprattutto evitare nuovi passi falsi.
di Napoli Magazine
02/04/2026 - 00:58
Lacrime, dolore ma anche orgoglio. Di aver dato tutto per l’azzurro. Un anno di contratto con l’opzione per il biennio successivo in caso di qualificazione al mondiale. Qualificazione sfuggita però. E allora, al di là della forma che segnerà l’addio, Gattuso non sarà più il c.t. della nostra Nazionale. Perché è giusto che sia così dopo l’eliminazione in Bosnia e perché Rino ha da sempre lavorato per obiettivi: e come disse coerentemente addio al suo Milan per divergenze di vedute lasciando sul tavolo 2 anni di contratto nell’estate del 2019, dirà addio anche stavolta. In punta di piedi. Senza creare problemi, senza sollevare polemiche. Così come dirà addio anche Gigi Buffon. Dal 5 agosto 2023 capo delegazione azzurra, l’ex portiere aveva scelto Gattuso: insieme andranno via dalla Federcalcio.
Per capire chi sarà il nuovo c.t. si dovrà ovviamente attendere il nome di chi lo sceglierà. I nomi per il successore di Gattuso al momento sono due, su tutti, a prescindere da chi succederà a Gabriele Gravina: Antonio Conte e Massimiliano Allegri. Entrambi nomi di prima fascia. Entrambi però sotto contratto: il primo con il Napoli, il secondo con il Milan. E non è così scontato che De Laurentiis (che anzi vorrebbe andare avanti con lui, o addirittura prolungare) né forse tantomeno Cardinale lascino andare cosí facilmente i rispetti allenatori. Ma nessuno dei due allenatori evidentemente chiuderebbe le porte all’azzurro, con un progetto di ricostruzione vero, a lungo termine: Conte a Coverciano c’è già stato. Era Tavecchio. Per il secondo, toscano di Livorno, sarebbe la chiusura di un cerchio dopo una carriera piena di successi. Il futuro è già iniziato. Serve fare in fretta, serve soprattutto evitare nuovi passi falsi.