NAPOLI - Seconda vittoria di fila al Maradona per il Napoli, la terza consecutiva se si considera anche il successo di Verona. I sussulti contro Torino e Lecce non sono stati banali. Nel complesso nove punti che continuano a consolidare il terzo posto occupato dagli azzurri, bravi finanche a rosicchiare due punti sull'Inter capolista, fermata a San Siro sul pari dall'Atalanta. Non è stato un primo tempo da incorniciare, anzi. Pronti, via e il patatrac si è verificato senza un valido motivo. Una distrazione della linea difensiva, su calcio d'angolo di Gallo ed incornata di Siebert, che ha lasciato di stucco Beukema, Buongiorno, Olivera e lo stesso Meret. La fase difensiva, purtroppo, non brilla, a differenza del gioco d'attacco. E al di là degli svarioni saltuari di Beukema e Olivera, si resta in attesa di una salita in cattedra di Buongiorno, ancora lontano parente del baluardo che ha giganteggiato in difesa nell'anno del quarto scudetto. E poi Meret. Non ho niente di personale contro il portiere, ci mancherebbe. Ma mi chiedo da dove nasca la sua necessità di impostare sempre e comunque il gioco dal basso, anche in frangenti di evidente pericolosità, quando invece con Milinkovic-Savic "in the box" qualche lancio puntuale per Hojlund rappresenta spesso un attimo di respiro da concedere alla squadra soprattutto se c'è da gestire il pressing degli avversari. Mistero gaudioso, irrisolto ormai da anni, un problema già evidenziato nel precedente dualismo con Ospina. Ma tant'è, sembra non essere un tema l'incertezza nelle uscite e la poca propensione a farsi sentire con i compagni distratti. Serve alzare la voce, in certi casi, soprattutto se la linea difensiva è orfana di Rrahmani, Di Lorenzo e Juan Jesus, altrimenti i problemi si evidenziano maggiormente. Oltre alla difesa, però nel primo tempo non hanno brillato nemmeno Elmas (schierato nella sua posizione congeniale) e Anguissa (ancora non al top della condizione), come pure Gilmour (che poi è salito in cattedra dopo l'intervallo). Per fortuna dalla panchina sono entrati sul terreno di gioco McTominay e De Bruyne, con quest'ultimo che ha mostrato tutte le sue doti cristalline. Con Kevin in palla si materializza un altro sport, è davvero un piacere vederlo riempire gli spazi che i suoi colleghi nemmeno immaginano. Ne ha giovato lo stesso Alisson Santos, diventato ancor piu' pericoloso con l'ingresso in campo del faro belga. Generosità e gol strameritato per Rasmus Hojlund, al posto giusto nel momento giusto. Ottima l'apertura di Billy per Politano, come pure l'assist al bacio servito al danese per il tap-in vincente. Nel secondo tempo il Napoli, muscoli e qualità, non ha fatto capire granchè al Lecce. Proprio per questo motivo Di Francesco, nel post gara, avrebbe potuto evitare la stoccatina indiretta a Conte sul lamento per gli infortuni stagionali. Un pò di umiltà in più, dopo una sconfitta meritata, non guasterebbe. Da applausi infine la giocata di Politano, decisiva per la vittoria. Bello il balletto verso Conte, come pure le dichiarazioni del tecnico che ha lasciato intendere di voler proseguire la sua avventura in azzurro. Intanto calma con le pretese nei confronti degli infortunati, che stanno riacquistando il giusto minutaggio: non si può pretendere tutto e subito. Il Napoli continua a vincere, e questo conta più di ogni critica. Tre punti da dedicare al piccolo Domenico, con le parole della mamma che prima del match hanno scaldato i cuori di tutti. Ed un abbraccio solidale va tributato anche a Banda, per gli attimi di paura successivi all'affaticamento patito in campo: per fortuna niente di grave. Come sottolineato da Conte, dinanzi a certe scene il calcio passa in secondo piano, e certe sue considerazioni sarebbe un piacere ascoltarle anche in fase di presentazione delle gare, essendoci ormai solo un impegno settimanale da onorare. I tifosi che hanno chiesto, con striscioni esposti nelle Curve, un "calcio giusto e popolare", possono sorridere in vista del Cagliari, con il Milan nel mirino. Chi vivrà vedrà. Questo Napoli può solo chiudere la stagione in crescendo, nelle ultime 9 finali, forte dei recuperi che ormai sono in corso d'opera e stanno già facendo la differenza.

di Napoli Magazine
15/03/2026 - 09:00
NAPOLI - Seconda vittoria di fila al Maradona per il Napoli, la terza consecutiva se si considera anche il successo di Verona. I sussulti contro Torino e Lecce non sono stati banali. Nel complesso nove punti che continuano a consolidare il terzo posto occupato dagli azzurri, bravi finanche a rosicchiare due punti sull'Inter capolista, fermata a San Siro sul pari dall'Atalanta. Non è stato un primo tempo da incorniciare, anzi. Pronti, via e il patatrac si è verificato senza un valido motivo. Una distrazione della linea difensiva, su calcio d'angolo di Gallo ed incornata di Siebert, che ha lasciato di stucco Beukema, Buongiorno, Olivera e lo stesso Meret. La fase difensiva, purtroppo, non brilla, a differenza del gioco d'attacco. E al di là degli svarioni saltuari di Beukema e Olivera, si resta in attesa di una salita in cattedra di Buongiorno, ancora lontano parente del baluardo che ha giganteggiato in difesa nell'anno del quarto scudetto. E poi Meret. Non ho niente di personale contro il portiere, ci mancherebbe. Ma mi chiedo da dove nasca la sua necessità di impostare sempre e comunque il gioco dal basso, anche in frangenti di evidente pericolosità, quando invece con Milinkovic-Savic "in the box" qualche lancio puntuale per Hojlund rappresenta spesso un attimo di respiro da concedere alla squadra soprattutto se c'è da gestire il pressing degli avversari. Mistero gaudioso, irrisolto ormai da anni, un problema già evidenziato nel precedente dualismo con Ospina. Ma tant'è, sembra non essere un tema l'incertezza nelle uscite e la poca propensione a farsi sentire con i compagni distratti. Serve alzare la voce, in certi casi, soprattutto se la linea difensiva è orfana di Rrahmani, Di Lorenzo e Juan Jesus, altrimenti i problemi si evidenziano maggiormente. Oltre alla difesa, però nel primo tempo non hanno brillato nemmeno Elmas (schierato nella sua posizione congeniale) e Anguissa (ancora non al top della condizione), come pure Gilmour (che poi è salito in cattedra dopo l'intervallo). Per fortuna dalla panchina sono entrati sul terreno di gioco McTominay e De Bruyne, con quest'ultimo che ha mostrato tutte le sue doti cristalline. Con Kevin in palla si materializza un altro sport, è davvero un piacere vederlo riempire gli spazi che i suoi colleghi nemmeno immaginano. Ne ha giovato lo stesso Alisson Santos, diventato ancor piu' pericoloso con l'ingresso in campo del faro belga. Generosità e gol strameritato per Rasmus Hojlund, al posto giusto nel momento giusto. Ottima l'apertura di Billy per Politano, come pure l'assist al bacio servito al danese per il tap-in vincente. Nel secondo tempo il Napoli, muscoli e qualità, non ha fatto capire granchè al Lecce. Proprio per questo motivo Di Francesco, nel post gara, avrebbe potuto evitare la stoccatina indiretta a Conte sul lamento per gli infortuni stagionali. Un pò di umiltà in più, dopo una sconfitta meritata, non guasterebbe. Da applausi infine la giocata di Politano, decisiva per la vittoria. Bello il balletto verso Conte, come pure le dichiarazioni del tecnico che ha lasciato intendere di voler proseguire la sua avventura in azzurro. Intanto calma con le pretese nei confronti degli infortunati, che stanno riacquistando il giusto minutaggio: non si può pretendere tutto e subito. Il Napoli continua a vincere, e questo conta più di ogni critica. Tre punti da dedicare al piccolo Domenico, con le parole della mamma che prima del match hanno scaldato i cuori di tutti. Ed un abbraccio solidale va tributato anche a Banda, per gli attimi di paura successivi all'affaticamento patito in campo: per fortuna niente di grave. Come sottolineato da Conte, dinanzi a certe scene il calcio passa in secondo piano, e certe sue considerazioni sarebbe un piacere ascoltarle anche in fase di presentazione delle gare, essendoci ormai solo un impegno settimanale da onorare. I tifosi che hanno chiesto, con striscioni esposti nelle Curve, un "calcio giusto e popolare", possono sorridere in vista del Cagliari, con il Milan nel mirino. Chi vivrà vedrà. Questo Napoli può solo chiudere la stagione in crescendo, nelle ultime 9 finali, forte dei recuperi che ormai sono in corso d'opera e stanno già facendo la differenza.
