NAPOLI - Il Napoli è tornato a vincere, con merito, al Maradona contro la Fiorentina, con una vittoria di misura (2-1), griffata Vergara-Gutierrez. Tre punti d'oro che mantengono in vetta gli azzurri, anche se questo successo ha un retrogusto amaro per l'ennesimo infortunio stagionale, stavolta occorso al capitano Di Lorenzo. Un'emergenza infortuni così massiccia, sostanzialmente tutta insieme, non l'ho mai vista nella storia di nessuno sport. Ho condiviso molto lo sfogo post partita, in sala stampa, di Antonio Conte, consapevole di attrarre nuove polemiche per le sue frasi alla luce dello stipendio che gli viene garantito. Il tecnico ha sottolineato un concetto che avrà fatto piacere pure ad ADL, ovvero che si occupa di questo sport principalmente per passione, non avendo necessità di dover fare soldi a tutti i costi. Il calendario fitto di impegni premia il portafoglio, ma volta le spalle ai calciatori che poi si ritrovano in campo ogni tre giorni e mettono a dura prova il proprio fisico. Ne va di mezzo lo spettacolo, il pallone. Sembra ormai chiaro però che il guadagno viene prima della potenziale prestazione offerta, senza interrogarsi sul gusto del tifoso-cliente (che magari preferirebbe vedere meno partite ma con una qualità maggiore espressa sul rettangolo di gioco). Dispiace, perchè questo Napoli (seppur decimato) sta stringendo i denti fino all'inverosimile, lottando con le unghie e con i denti su tutti i fronti. Il paradosso dei 240 milioni di euro in cassa, che non è possibile muovere per via della "genialata" del mercato a saldo zero, è un altro dettaglio che lascia del tutto perplessi, per cui non ci resta che assistere a queste manifestazioni da highlander della squadra di Conte, che di volta in volta prova ad essere più forte di tutte le avversità. Contro i viola, nel ricordo di Commisso con lo splendido tributo di De Laurentiis consegnato al neo presidente e figlio di Rocco, Giuseppe (che ringrazio per aver condiviso le nostre immagini sul suo profilo Instagram), il Napoli è stato bravo a trovare subito il gol del vantaggio grazie al lancio di Meret con varco creato da Hojlund per l'implacabile Vergara, poi però è mancata la rete del raddoppio nel primo tempo. Assurdo, a mio avviso, non aver punito con un rigore il tocco di mano di Comuzzo (che, attenzione, alza la mano dopo aver piantato il braccio sul terreno di gioco) poco dopo la conclusione di Hojlund. Da quando esiste il calcio si è sempre detto che se si ferma il pallone con la mano il pallone diretto in rete è calcio di rigore, poi se vogliamo inventarci regole e regoline non ne veniamo più fuori. L'arbitraggio di La Penna, comunque, mi è parso scadente come pure l'operato degli assistenti Lo Cicero e Bianchini, del IV uomo Marcenaro, del bell'addormentato VAR Nasca e dell'altro distrattissimo AVAR Aureliano: come si può sorvolare sulla gomitata di Parisi ai danni del sanguinante Vergara? In questo caso si tratta veramente di essere effettivamente scarsi, altrimenti non c'è spiegazione! La Fiorentina, comunque, non è stato un avversario semplice: da Piccoli a Kean, oltre a Gudmundsson, va detto che Meret un colpo di reni ravvicinato l'ha dovuto compiere, oltre a qualche ribattuta maldestra. Sulla rete di Solomon, Dodò ha avuto vita facile contro Spinazzola. Per fortuna questa amnesia della retroguardia, con Buongiorno e Juan Jesus in fase calante, è rimasta l'unico caso isolato. Bello, di qualità, il raddoppio di Gutierrez, che ha smentito tutti quelli che avevano avanzato dubbi sul suo schieramento sulla fascia destra, essendo un piede invertito che non aveva mai ricoperto quel ruolo in carriera: intuizione giusta di Conte che, per causa di forza maggiore, dovrà continuare a riproporre questa soluzione, in attesa del recupero di Politano, potendo contare anche sulla disponibilità dello spagnolo. Dopo i due giorni di riposo, meritatissimi, concessi dal tecnico alla squadra, si penserà alla sfida di Genova. In questa fase sarà importante recuperare uomini ed energie, perchè questa squadra, con Lobotka e McTominay tirati a lucido, e qualche gol in più di Hojlund, oltre al lavoro oscuro degli esterni, può ambire a rosicchiare qualche punto alle milanesi. Volere è potere.

di Napoli Magazine
01/02/2026 - 09:00
NAPOLI - Il Napoli è tornato a vincere, con merito, al Maradona contro la Fiorentina, con una vittoria di misura (2-1), griffata Vergara-Gutierrez. Tre punti d'oro che mantengono in vetta gli azzurri, anche se questo successo ha un retrogusto amaro per l'ennesimo infortunio stagionale, stavolta occorso al capitano Di Lorenzo. Un'emergenza infortuni così massiccia, sostanzialmente tutta insieme, non l'ho mai vista nella storia di nessuno sport. Ho condiviso molto lo sfogo post partita, in sala stampa, di Antonio Conte, consapevole di attrarre nuove polemiche per le sue frasi alla luce dello stipendio che gli viene garantito. Il tecnico ha sottolineato un concetto che avrà fatto piacere pure ad ADL, ovvero che si occupa di questo sport principalmente per passione, non avendo necessità di dover fare soldi a tutti i costi. Il calendario fitto di impegni premia il portafoglio, ma volta le spalle ai calciatori che poi si ritrovano in campo ogni tre giorni e mettono a dura prova il proprio fisico. Ne va di mezzo lo spettacolo, il pallone. Sembra ormai chiaro però che il guadagno viene prima della potenziale prestazione offerta, senza interrogarsi sul gusto del tifoso-cliente (che magari preferirebbe vedere meno partite ma con una qualità maggiore espressa sul rettangolo di gioco). Dispiace, perchè questo Napoli (seppur decimato) sta stringendo i denti fino all'inverosimile, lottando con le unghie e con i denti su tutti i fronti. Il paradosso dei 240 milioni di euro in cassa, che non è possibile muovere per via della "genialata" del mercato a saldo zero, è un altro dettaglio che lascia del tutto perplessi, per cui non ci resta che assistere a queste manifestazioni da highlander della squadra di Conte, che di volta in volta prova ad essere più forte di tutte le avversità. Contro i viola, nel ricordo di Commisso con lo splendido tributo di De Laurentiis consegnato al neo presidente e figlio di Rocco, Giuseppe (che ringrazio per aver condiviso le nostre immagini sul suo profilo Instagram), il Napoli è stato bravo a trovare subito il gol del vantaggio grazie al lancio di Meret con varco creato da Hojlund per l'implacabile Vergara, poi però è mancata la rete del raddoppio nel primo tempo. Assurdo, a mio avviso, non aver punito con un rigore il tocco di mano di Comuzzo (che, attenzione, alza la mano dopo aver piantato il braccio sul terreno di gioco) poco dopo la conclusione di Hojlund. Da quando esiste il calcio si è sempre detto che se si ferma il pallone con la mano il pallone diretto in rete è calcio di rigore, poi se vogliamo inventarci regole e regoline non ne veniamo più fuori. L'arbitraggio di La Penna, comunque, mi è parso scadente come pure l'operato degli assistenti Lo Cicero e Bianchini, del IV uomo Marcenaro, del bell'addormentato VAR Nasca e dell'altro distrattissimo AVAR Aureliano: come si può sorvolare sulla gomitata di Parisi ai danni del sanguinante Vergara? In questo caso si tratta veramente di essere effettivamente scarsi, altrimenti non c'è spiegazione! La Fiorentina, comunque, non è stato un avversario semplice: da Piccoli a Kean, oltre a Gudmundsson, va detto che Meret un colpo di reni ravvicinato l'ha dovuto compiere, oltre a qualche ribattuta maldestra. Sulla rete di Solomon, Dodò ha avuto vita facile contro Spinazzola. Per fortuna questa amnesia della retroguardia, con Buongiorno e Juan Jesus in fase calante, è rimasta l'unico caso isolato. Bello, di qualità, il raddoppio di Gutierrez, che ha smentito tutti quelli che avevano avanzato dubbi sul suo schieramento sulla fascia destra, essendo un piede invertito che non aveva mai ricoperto quel ruolo in carriera: intuizione giusta di Conte che, per causa di forza maggiore, dovrà continuare a riproporre questa soluzione, in attesa del recupero di Politano, potendo contare anche sulla disponibilità dello spagnolo. Dopo i due giorni di riposo, meritatissimi, concessi dal tecnico alla squadra, si penserà alla sfida di Genova. In questa fase sarà importante recuperare uomini ed energie, perchè questa squadra, con Lobotka e McTominay tirati a lucido, e qualche gol in più di Hojlund, oltre al lavoro oscuro degli esterni, può ambire a rosicchiare qualche punto alle milanesi. Volere è potere.
