NAPOLI - In altri momenti della stagione, un punto a Como sarebbe stato letto con maggiore ottimismo da parte dell'ambiente. Alla quart'ultima di campionato, con la qualificazione in Champions ormai in tasca, era lecito attendersi qualcosa in più in termini di azioni pericolose, soprattutto nel primo tempo. Va detto però che il Como non si è risparmiato, dimostrando di meritare ampiamente la posizione occupata in classifica. E se il Napoli, tutto sommato, ha anche avuto le occasioni per vincere la partita, soprattutto con McTominay e Politano nel finale, non bisogna dimenticare che se non fosse stato per la reattività di Rrahmani su Douvikas e di Milinkovic-Savic su Diao, probabilmente ora si starebbe parlando di una sconfitta di misura. E' finita a reti bianche, invece. Ha vinto la voglia di non prenderle, principalmente nella fase iniziale dell'incontro quando Alisson Santos ha mandato in tilt Smolcic che, in più di una circostanza, lo ha letteralmente alzato da terra. Ecco se devo trovare un primo neo a questa sfida penso pure alla direzione di gara dell'arbitro Fabbri, che non mi ha mai entusiasmato per il suo metro di giudizio e continua a non convincermi: spesso vicino all'azione, ha sanzionato falli opposti alla realtà, tant'è che spesso si sono lamentati sia Fabregas che Conte. Nessuna situazione da VAR, in ogni caso. Un match semplice da arbitrare, con pochissimi falli commessi. In difesa, se Milinkovic-Savic e Rrahmani vanno lodati, Beukema e Buongiorno non hanno ancora giganteggiato (anche se quest'ultimo, al di là dei segni visibili in volto per le sportellate ricevute e dopo la scivolata col viso a bordo panchina, verso la parte conclusiva dell'incontro è migliorato). A volte Lobotka ha cercato troppo il fraseggio, in zone del campo pericolose, come pure Milinkovic-Savic: modi di ragionare che, con grande onestà, fatico a tollerare. Bene Gutierrez ed anche il subentrato Anguissa, in crescendo Politano (che peccato per quel tiro alla Olise finito sul palo...). McTominay, invece, è migliorato quando è stato spostato sulla trequarti, al posto di un De Bruyne abile a svolgere il compitino senza strafare: il belga sta sicuramente mettendo minuti preziosi nelle gambe in vista del prossimo Mondiale. Con Alisson Santos sempre sgusciante, resto un po' perplesso per Hojlund: un bel tiro ribattuto, grande voglia di far salire la squadra, certamente generoso ma poco propenso al gol. E' lui il terminale offensivo ed è lecito attendersi qualche battuta in più verso la porta avversaria. Si poteva vincere, ma si poteva anche perdere e si è pareggiato, per questo si tratta di un punto "leggermente" amaro. Appunti in vista della prossima stagione, si può e si deve migliorare, magari iniziando a capire se si vorrà puntare definitivamente sui recuperi di Vergara, Neres e Di Lorenzo. Sarà una bella estate, tra i prestiti da risolvere in un senso e nell'altro, conferme e partenze, per provare a non ripetere errori che poi alla lunga incidono sul rendimento stagionale. Buon lavoro, Napoli. Intanto non sarebbe male chiudere la stagione con tre vittorie, per il pubblico che ha sofferto, per i giocatori stessi, per l'allenatore e per il club.

di Napoli Magazine
03/05/2026 - 14:01
NAPOLI - In altri momenti della stagione, un punto a Como sarebbe stato letto con maggiore ottimismo da parte dell'ambiente. Alla quart'ultima di campionato, con la qualificazione in Champions ormai in tasca, era lecito attendersi qualcosa in più in termini di azioni pericolose, soprattutto nel primo tempo. Va detto però che il Como non si è risparmiato, dimostrando di meritare ampiamente la posizione occupata in classifica. E se il Napoli, tutto sommato, ha anche avuto le occasioni per vincere la partita, soprattutto con McTominay e Politano nel finale, non bisogna dimenticare che se non fosse stato per la reattività di Rrahmani su Douvikas e di Milinkovic-Savic su Diao, probabilmente ora si starebbe parlando di una sconfitta di misura. E' finita a reti bianche, invece. Ha vinto la voglia di non prenderle, principalmente nella fase iniziale dell'incontro quando Alisson Santos ha mandato in tilt Smolcic che, in più di una circostanza, lo ha letteralmente alzato da terra. Ecco se devo trovare un primo neo a questa sfida penso pure alla direzione di gara dell'arbitro Fabbri, che non mi ha mai entusiasmato per il suo metro di giudizio e continua a non convincermi: spesso vicino all'azione, ha sanzionato falli opposti alla realtà, tant'è che spesso si sono lamentati sia Fabregas che Conte. Nessuna situazione da VAR, in ogni caso. Un match semplice da arbitrare, con pochissimi falli commessi. In difesa, se Milinkovic-Savic e Rrahmani vanno lodati, Beukema e Buongiorno non hanno ancora giganteggiato (anche se quest'ultimo, al di là dei segni visibili in volto per le sportellate ricevute e dopo la scivolata col viso a bordo panchina, verso la parte conclusiva dell'incontro è migliorato). A volte Lobotka ha cercato troppo il fraseggio, in zone del campo pericolose, come pure Milinkovic-Savic: modi di ragionare che, con grande onestà, fatico a tollerare. Bene Gutierrez ed anche il subentrato Anguissa, in crescendo Politano (che peccato per quel tiro alla Olise finito sul palo...). McTominay, invece, è migliorato quando è stato spostato sulla trequarti, al posto di un De Bruyne abile a svolgere il compitino senza strafare: il belga sta sicuramente mettendo minuti preziosi nelle gambe in vista del prossimo Mondiale. Con Alisson Santos sempre sgusciante, resto un po' perplesso per Hojlund: un bel tiro ribattuto, grande voglia di far salire la squadra, certamente generoso ma poco propenso al gol. E' lui il terminale offensivo ed è lecito attendersi qualche battuta in più verso la porta avversaria. Si poteva vincere, ma si poteva anche perdere e si è pareggiato, per questo si tratta di un punto "leggermente" amaro. Appunti in vista della prossima stagione, si può e si deve migliorare, magari iniziando a capire se si vorrà puntare definitivamente sui recuperi di Vergara, Neres e Di Lorenzo. Sarà una bella estate, tra i prestiti da risolvere in un senso e nell'altro, conferme e partenze, per provare a non ripetere errori che poi alla lunga incidono sul rendimento stagionale. Buon lavoro, Napoli. Intanto non sarebbe male chiudere la stagione con tre vittorie, per il pubblico che ha sofferto, per i giocatori stessi, per l'allenatore e per il club.
