Oltre 20.000 appassionati e 34 Formula 1 storiche: si è chiusa all'Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola la decima edizione dell'Historic Minardi Day, che ha portato in pista 590 vetture, a cui si aggiungono altre 200 protagoniste del raduno e della parata. Ad aprire ufficialmente le due giornate è stato il tradizionale giro di pista di Gian Carlo Minardi, quest'anno a bordo di una Lotus Eleven del 1956 guidata da Roberto Farneti. Tra le monoposto in pista, dalla Ferrari 312 B2 del 1971 alla Toro Rosso STR8 del 2013 appartenuta a Jean-Éric Vergne. Presenti in pista anche Formula Junior, Formula 2 e 3, GP2 e GP3, prototipi e GT storiche, oltre a hypercar e supercar come Pagani Huayra R e Lamborghini Revuelto. Tra gli ospiti, numerosi protagonisti legati alla storia della Minardi e del motorsport internazionale, tra cui gli ingegneri Aldo Costa e Gabriele Tredozi, i piloti Riccardo Patrese, Pierluigi Martini, Arturo Merzario e Thierry Boutsen. Il Museo Checco Costa ha ospitato presentazioni di libri e incontri, mentre nella giornata di domenica 120 equipaggi hanno preso parte al Raduno Terre di Romagna, con una tappa alla Pinacoteca Comunale di Faenza. È stato inoltre consegnato il quinto Memorial "Ferdinando Minardi" a Massimo Campodoni, esperto di storia dell'automobilismo. "Quando siamo partiti, nel 2016, era difficile immaginare una crescita di queste dimensioni", osserva Gian Carlo Minardi, sottolineando la partecipazione di un pubblico giovane e di appassionati arrivati dall'estero. Il sindaco di Imola Marco Panieri parla di "uno degli appuntamenti più sentiti e autentici" per la città, mentre il direttore generale dell'Autodromo, Pietro Benvenuti, definisce l'evento un patrimonio che "trova a Imola la sua collocazione naturale".
di Napoli Magazine
20/09/2026 - 18:13
Oltre 20.000 appassionati e 34 Formula 1 storiche: si è chiusa all'Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola la decima edizione dell'Historic Minardi Day, che ha portato in pista 590 vetture, a cui si aggiungono altre 200 protagoniste del raduno e della parata. Ad aprire ufficialmente le due giornate è stato il tradizionale giro di pista di Gian Carlo Minardi, quest'anno a bordo di una Lotus Eleven del 1956 guidata da Roberto Farneti. Tra le monoposto in pista, dalla Ferrari 312 B2 del 1971 alla Toro Rosso STR8 del 2013 appartenuta a Jean-Éric Vergne. Presenti in pista anche Formula Junior, Formula 2 e 3, GP2 e GP3, prototipi e GT storiche, oltre a hypercar e supercar come Pagani Huayra R e Lamborghini Revuelto. Tra gli ospiti, numerosi protagonisti legati alla storia della Minardi e del motorsport internazionale, tra cui gli ingegneri Aldo Costa e Gabriele Tredozi, i piloti Riccardo Patrese, Pierluigi Martini, Arturo Merzario e Thierry Boutsen. Il Museo Checco Costa ha ospitato presentazioni di libri e incontri, mentre nella giornata di domenica 120 equipaggi hanno preso parte al Raduno Terre di Romagna, con una tappa alla Pinacoteca Comunale di Faenza. È stato inoltre consegnato il quinto Memorial "Ferdinando Minardi" a Massimo Campodoni, esperto di storia dell'automobilismo. "Quando siamo partiti, nel 2016, era difficile immaginare una crescita di queste dimensioni", osserva Gian Carlo Minardi, sottolineando la partecipazione di un pubblico giovane e di appassionati arrivati dall'estero. Il sindaco di Imola Marco Panieri parla di "uno degli appuntamenti più sentiti e autentici" per la città, mentre il direttore generale dell'Autodromo, Pietro Benvenuti, definisce l'evento un patrimonio che "trova a Imola la sua collocazione naturale".