Motori
F1, Hamilton sfila su una Ferrari restaurata: "La macchina dei miei sogni"
04.09.2026 00:48 di Napoli Magazine
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Sette volte iridati, cinque volte vincitori a Monza. Le carriere di Lewis Hamilton e Michael Schumacher hanno tante curiose affinità. Caratteri diversi, ma la medesima maniacalità nello spingere sino al limite sia la macchina sia la squadra. Implacabile, l'inglese - già recordman di pole, podi e successi in Formula 1 - punta a sbriciolare anche i pochi primati di cui non è già padrone, superare il mito fissato dal suo idolo. E se per l'ottavo titolo Mondiale bisognerà recuperare 59 punti al leader Kimi Antonelli, per il sesto sigillo nel Tempio della Velocità la Ferrari può contare su una nuova power unit. "Aiuterà senz'altro - la sua certezza -. Non abbiamo ancora colmato il divario con Mercedes ma sono fiero del lavoro che vedo in fabbrica. Si respira una concentrazione diversa rispetto al passato, è un nuovo inizio. Stiamo spingendo per cercare di ricucire il distacco e sono convinto che saremo in grado di lottare fino alla fine". È il metodo Schumacher, lascito del 'Kaiser' in Ferrari: l'input persuasivo del pilota ai tecnici per andare nella direzione giusta. Trent'anni fa il suo primo successo a Monza sulla Rossa, ora una pioggia di omaggi su livrea e uniformi. "Quelle sette stelle sul muso sono come le mie, mi danno una bella sensazione", l'auspicio di Sir Lewis. Una linea di nobiltà. A Monza, nel 2000, Schumacher scoppiò in lacrime - immagine potentissima - dopo aver eguagliato l'allora primato di vittorie (41) di Senna. Domenica, invece, Hamilton ha l'occasione di superare il tedesco per il numero di successi nel Gran Premio d'Italia. "Ricordo le domeniche con le partenze di F1, la sigla che dava l'inizio all'evento, era bellissimo vedere Michael guidare una Rossa. E ai videogiochi sceglievo solo lui. Aver potuto correre contro di lui all'inizio della mia carriera è stato fantastico". Ma Hamilton è anche re dello stile, del fashion. Arriva in autodromo con un elegantissimo doppiopetto, sfidando temperature che superano i 30 gradi, a bordo della F40 che ha appena comprato e restaurato, con il benestare degli esperti di Maranello. "È favolosa, la macchina dei miei sogni. La cercavo da tanto tempo e ne volevo una con una storia, con dei chilometri, la più autentica possibile. Mi sono imbattuto in questa vettura, guidata per 69 chilometri e poi lasciata in un garage. Aveva ancora la polvere. Non credo che nessun pilota Ferrari sia mai arrivato a Monza con una macchina così iconica. Quando l'ho portata a controllare era perfetta, il motore aveva il numero 44: non ci volevo credere, era proprio destino".

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di Napoli Magazine

04/09/2026 - 00:48

Sette volte iridati, cinque volte vincitori a Monza. Le carriere di Lewis Hamilton e Michael Schumacher hanno tante curiose affinità. Caratteri diversi, ma la medesima maniacalità nello spingere sino al limite sia la macchina sia la squadra. Implacabile, l'inglese - già recordman di pole, podi e successi in Formula 1 - punta a sbriciolare anche i pochi primati di cui non è già padrone, superare il mito fissato dal suo idolo. E se per l'ottavo titolo Mondiale bisognerà recuperare 59 punti al leader Kimi Antonelli, per il sesto sigillo nel Tempio della Velocità la Ferrari può contare su una nuova power unit. "Aiuterà senz'altro - la sua certezza -. Non abbiamo ancora colmato il divario con Mercedes ma sono fiero del lavoro che vedo in fabbrica. Si respira una concentrazione diversa rispetto al passato, è un nuovo inizio. Stiamo spingendo per cercare di ricucire il distacco e sono convinto che saremo in grado di lottare fino alla fine". È il metodo Schumacher, lascito del 'Kaiser' in Ferrari: l'input persuasivo del pilota ai tecnici per andare nella direzione giusta. Trent'anni fa il suo primo successo a Monza sulla Rossa, ora una pioggia di omaggi su livrea e uniformi. "Quelle sette stelle sul muso sono come le mie, mi danno una bella sensazione", l'auspicio di Sir Lewis. Una linea di nobiltà. A Monza, nel 2000, Schumacher scoppiò in lacrime - immagine potentissima - dopo aver eguagliato l'allora primato di vittorie (41) di Senna. Domenica, invece, Hamilton ha l'occasione di superare il tedesco per il numero di successi nel Gran Premio d'Italia. "Ricordo le domeniche con le partenze di F1, la sigla che dava l'inizio all'evento, era bellissimo vedere Michael guidare una Rossa. E ai videogiochi sceglievo solo lui. Aver potuto correre contro di lui all'inizio della mia carriera è stato fantastico". Ma Hamilton è anche re dello stile, del fashion. Arriva in autodromo con un elegantissimo doppiopetto, sfidando temperature che superano i 30 gradi, a bordo della F40 che ha appena comprato e restaurato, con il benestare degli esperti di Maranello. "È favolosa, la macchina dei miei sogni. La cercavo da tanto tempo e ne volevo una con una storia, con dei chilometri, la più autentica possibile. Mi sono imbattuto in questa vettura, guidata per 69 chilometri e poi lasciata in un garage. Aveva ancora la polvere. Non credo che nessun pilota Ferrari sia mai arrivato a Monza con una macchina così iconica. Quando l'ho portata a controllare era perfetta, il motore aveva il numero 44: non ci volevo credere, era proprio destino".