NAPOLI - Cristian Chivu, allenatore dell'Inter, ha rilasciato alcune dichiarazioni in conferenza stampa, alla vigilia del match contro il Napoli: "Squadra in crescita? La squadra è cambiata con lavoro, convinzione e ambizione. Siamo consapevoli che i numeri non bastano, abbiamo fatto con alti e bassi con la giusta consapevolezza. Quanto sarà diversa la partita rispetto a quella d'andata? All'andata Anguissa c'era e non c'era Hojlund. Il Napoli ha una rosa importante e ha giocatori forti con grande intensità. Sarà una partita difficile da affrontare per noi e per loro. Servirà massima attenzione, la partita vivrà di episodi. Chi ha più pressione? Dipende a chi rivolge la domanda. Noi vogliamo andare a +7 e loro a meno uno in classifica. L'impegno c'è e stiamo dando continuità ai risultati. L'unica certezza che abbiamo è che in questo periodo abbiamo sempre lavorato bene, forse la consapevolezza è anche aumentata. La partita può indirizzare il cammino in questa stagione. Quanto mi stimola il confronto con Conte? Ho grande stima di Conte allenatore, gli ho fatto anche i complimenti quando giocavo per quello che riusciva a trasmettere da allenatore. Anche lui si è evoluto molto ed è un vincente. Non esiste il confronto Chivu e Conte per me. Gli interpreti di questo sport sono i giocatori. Ultimamente l'allenatore ha anche troppa importanza anche se è ovvio che possa incidere. Cosa mi aspetto mentalmente dalla mia squadra? La partita contro il Napoli non è più importante delle partite con Parma, Atalanta, Genoa. Tutte le partite devono essere affrontate in maniera seria. Non servono proclami prima di una partita contro il Napoli. Il campionato è una maratona e devi dimostrare di saper essere competitivo. Abbiamo anche avuto la forza di rialzarci, ci siamo sempre messi in discussione e ci siamo sempre messi a lavorare. Speriamo di essere meglio rispetto alla partita di ottobre. Quella partita era stata condizionata da certi episodi. Ci siamo anche allenati ad accettare l'ingiustizia. Nel calcio c'è sempre da migliorare nel gestire vari momenti. C'è la maturità individuale, dell'allenatore e della squadra. Troppo facile parlare di scontri diretti non vinti solo perché numeri dicono questo. La realtà è che noi siamo primi in classifica, poi siamo consapevoli dell'importanza di queste partite. Questo ciclo di partite vinte ha esorcizzato la paura? Un pareggio sarebbe negativo? Io non ho mai visto paura negli scontri diretti. Questo ciclo di vittorie dice poco, si lavora per dare continuità. Siamo tutti consapevoli che a livello mentale siamo migliorati molto. Questo è merito dei ragazzi e ha capito che deve aggiungere qualcosina. Quando succedono queste cose crescono autostima e fiducia. Non è detto che se giochi meglio vinci le partite. Luis Henrique è diverso rispetto a Dumfries? È importante che come braccetto ci sia un Bisseck che avanza di più e non Akanji? Ma Bisseck avanza poco. Aggiunge qualcosa nella mobilità. Luis Henrique è migliorato molto dal punto di vista tattico, ci dà una grossa mano. Sono felice per lui. Molti giocatori dicono che non leggono e non sentono nulla, invece lo fanno. Qualche critica gli è arrivata, forse anche io ho fatto un errore di comunicazione dicendo che non era pronto, ma con umiltà e lavoro è cresciuto. Siamo contenti di vederlo in campo col suo sorriso e la sua eleganza, poi sappiamo che deve tirar fuori qualcosa di più a livello caratteriale, ma indossare la maglia dell'Inter non è semplice, ricordiamocelo. Come sta Darmian? E Dumfries? Luis Henrique le può giocare tutte? Giocare sempre non è semplice, ma abbiamo alternative e ci inventeremo qualcosa, come sempre. Gli allenatori devono sistemare problemi, non crearli. Darmian è due giorni che si allena col gruppo, ma è da ottobre che non gioca; non sarà convocato ma spero di ritrovarlo al più presto. Dumfries ancora non l'ho visto, tornerà a fine gennaio dal processo di riabilitazione in Olanda, dove è seguito dal nostro staff medico. Una volta tornato inizierà con la parte atletica. Spero di averlo per fine febbraio, ma non sono un medico. Dubbi di formazione? Il centrale difensivo è Akanji? E la mezzala sinistra è Zielinski? Io ho sempre dubbi. Oggi sono buono, vi dico che Luis Henrique giocherà. Il Napoli con Manna ha parlato di arbitri? Questo toglie serenità ai giocatori e agli arbitri? Non so quale sia la verità sui giocatori. La nostra società ha scelto: a noi non interessa cosa fanno gli arbitri, pensiamo solo a noi stessi. Ho parlato spesso di essere più forti delle ingiustizie, ho cercato di trasmettere questo. E sto ancora combattendo, perché la cosa più facile per chiunque nel mondo è cercare alibi. Ci sono valori che cerco di trasmettere: le persone vengono prima di tutto, anche se a volte mettiamo etichette. In Francia c'era grande curiosità su come l'Inter sarebbe ripartita dopo la sconfitta col Psg? Non auguro a nessuna squadra al mondo di vivere quello che questa squadra ha vissuto nell'ultima finale. I ragazzi devono essere consapevoli che l'anno scorso sono stati competitivi in tutti i modi possibili, e non devono perdere quella voglia. Ci hanno messo la faccia, il coraggio di fare determinate cose. Hanno perso, ma hanno saputo rialzarsi, perché le persone forti cadono ma sanno rimettersi in gioco. È la vita. Cadi, piangi e ti rialzi, è un ciclo della vita. I campioni non puntano il dito verso le scuse, tornano a lavorare".
di Napoli Magazine
10/01/2026 - 14:36
NAPOLI - Cristian Chivu, allenatore dell'Inter, ha rilasciato alcune dichiarazioni in conferenza stampa, alla vigilia del match contro il Napoli: "Squadra in crescita? La squadra è cambiata con lavoro, convinzione e ambizione. Siamo consapevoli che i numeri non bastano, abbiamo fatto con alti e bassi con la giusta consapevolezza. Quanto sarà diversa la partita rispetto a quella d'andata? All'andata Anguissa c'era e non c'era Hojlund. Il Napoli ha una rosa importante e ha giocatori forti con grande intensità. Sarà una partita difficile da affrontare per noi e per loro. Servirà massima attenzione, la partita vivrà di episodi. Chi ha più pressione? Dipende a chi rivolge la domanda. Noi vogliamo andare a +7 e loro a meno uno in classifica. L'impegno c'è e stiamo dando continuità ai risultati. L'unica certezza che abbiamo è che in questo periodo abbiamo sempre lavorato bene, forse la consapevolezza è anche aumentata. La partita può indirizzare il cammino in questa stagione. Quanto mi stimola il confronto con Conte? Ho grande stima di Conte allenatore, gli ho fatto anche i complimenti quando giocavo per quello che riusciva a trasmettere da allenatore. Anche lui si è evoluto molto ed è un vincente. Non esiste il confronto Chivu e Conte per me. Gli interpreti di questo sport sono i giocatori. Ultimamente l'allenatore ha anche troppa importanza anche se è ovvio che possa incidere. Cosa mi aspetto mentalmente dalla mia squadra? La partita contro il Napoli non è più importante delle partite con Parma, Atalanta, Genoa. Tutte le partite devono essere affrontate in maniera seria. Non servono proclami prima di una partita contro il Napoli. Il campionato è una maratona e devi dimostrare di saper essere competitivo. Abbiamo anche avuto la forza di rialzarci, ci siamo sempre messi in discussione e ci siamo sempre messi a lavorare. Speriamo di essere meglio rispetto alla partita di ottobre. Quella partita era stata condizionata da certi episodi. Ci siamo anche allenati ad accettare l'ingiustizia. Nel calcio c'è sempre da migliorare nel gestire vari momenti. C'è la maturità individuale, dell'allenatore e della squadra. Troppo facile parlare di scontri diretti non vinti solo perché numeri dicono questo. La realtà è che noi siamo primi in classifica, poi siamo consapevoli dell'importanza di queste partite. Questo ciclo di partite vinte ha esorcizzato la paura? Un pareggio sarebbe negativo? Io non ho mai visto paura negli scontri diretti. Questo ciclo di vittorie dice poco, si lavora per dare continuità. Siamo tutti consapevoli che a livello mentale siamo migliorati molto. Questo è merito dei ragazzi e ha capito che deve aggiungere qualcosina. Quando succedono queste cose crescono autostima e fiducia. Non è detto che se giochi meglio vinci le partite. Luis Henrique è diverso rispetto a Dumfries? È importante che come braccetto ci sia un Bisseck che avanza di più e non Akanji? Ma Bisseck avanza poco. Aggiunge qualcosa nella mobilità. Luis Henrique è migliorato molto dal punto di vista tattico, ci dà una grossa mano. Sono felice per lui. Molti giocatori dicono che non leggono e non sentono nulla, invece lo fanno. Qualche critica gli è arrivata, forse anche io ho fatto un errore di comunicazione dicendo che non era pronto, ma con umiltà e lavoro è cresciuto. Siamo contenti di vederlo in campo col suo sorriso e la sua eleganza, poi sappiamo che deve tirar fuori qualcosa di più a livello caratteriale, ma indossare la maglia dell'Inter non è semplice, ricordiamocelo. Come sta Darmian? E Dumfries? Luis Henrique le può giocare tutte? Giocare sempre non è semplice, ma abbiamo alternative e ci inventeremo qualcosa, come sempre. Gli allenatori devono sistemare problemi, non crearli. Darmian è due giorni che si allena col gruppo, ma è da ottobre che non gioca; non sarà convocato ma spero di ritrovarlo al più presto. Dumfries ancora non l'ho visto, tornerà a fine gennaio dal processo di riabilitazione in Olanda, dove è seguito dal nostro staff medico. Una volta tornato inizierà con la parte atletica. Spero di averlo per fine febbraio, ma non sono un medico. Dubbi di formazione? Il centrale difensivo è Akanji? E la mezzala sinistra è Zielinski? Io ho sempre dubbi. Oggi sono buono, vi dico che Luis Henrique giocherà. Il Napoli con Manna ha parlato di arbitri? Questo toglie serenità ai giocatori e agli arbitri? Non so quale sia la verità sui giocatori. La nostra società ha scelto: a noi non interessa cosa fanno gli arbitri, pensiamo solo a noi stessi. Ho parlato spesso di essere più forti delle ingiustizie, ho cercato di trasmettere questo. E sto ancora combattendo, perché la cosa più facile per chiunque nel mondo è cercare alibi. Ci sono valori che cerco di trasmettere: le persone vengono prima di tutto, anche se a volte mettiamo etichette. In Francia c'era grande curiosità su come l'Inter sarebbe ripartita dopo la sconfitta col Psg? Non auguro a nessuna squadra al mondo di vivere quello che questa squadra ha vissuto nell'ultima finale. I ragazzi devono essere consapevoli che l'anno scorso sono stati competitivi in tutti i modi possibili, e non devono perdere quella voglia. Ci hanno messo la faccia, il coraggio di fare determinate cose. Hanno perso, ma hanno saputo rialzarsi, perché le persone forti cadono ma sanno rimettersi in gioco. È la vita. Cadi, piangi e ti rialzi, è un ciclo della vita. I campioni non puntano il dito verso le scuse, tornano a lavorare".