Carlo Molfetta, direttore generale dei Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026, ha raccontato l'evento: "Èun'opportunità enorme non solo per Taranto nello specifico ma per tutta la Puglia. È un evento unico, bisogna tornare indietro di 30 anni (al 1997) per ritrovare i Giochi del Mediterraneo in Puglia, ospitati a Bari, ma nel frattempo è cambiato quasi tutto: oggi una manifestazione del genere ha un'organizzazione e un impatto che non sono nemmeno lontanamente paragonabili. Taranto è una città in fermento ancora non sa cosa aspettarsi esattamente: c'è un po' di frenesia, un po' di irrequietezza e un po' di felicità per quello che sta arrivando. C'è stato un lavoro capillare sulle strutture, e ognuna di loro è importante per differenti motivi. Certo, allo stadio del nuoto ci sono due piscine olimpioniche che nel territorio pugliese non si possono trovare altrove, lo stadio è un gioiello all'avanguardia che molte squadre di Serie A vorrebbero, il circolo del tennis ha 7 campi e un centrale da 1500 posti, sono strutture che lasceranno al territorio qualcosa di importante per poter organizzare un domani eventi internazionali di qualsiasi genere". Alla cerimonia di apertura del 21 agosto allo stadio Iacovone sfilerà una delegazione nutritissima di 498 atleti: "La nostra nazionale è competitiva oltre che numerosa, ci sono campioni olimpici, campioni del mondo - illustra il direttore generale dei Giochi - il livello dell'Italia team è molto importante. Mi auguro che il risultato non sia diverso dagli ultimi giochi del mediterraneo quando abbiamo vinto il medagliere, ma non è facile con Spagna, Francia e Turchia. Spero che il tifo di casa dia a tutti i nostri una marcia in più". Da ex atleta e da pugliese, Molfetta guarda loro con un pizzico di invidia per l'occasione, ma soprattutto con una consapevolezza: "Quando si passa dall'altra parte è semplice dimenticare quello che hai fatto da atleta o chi sei stato, con una visione 'solo' da dirigente; ma se non dimentichi puoi dare un valore aggiunto all'organizzazione mettendoti a supporto degli atleti", spiega, prima di tirare fuori - su richiesta - l'album delle memorie per la medaglia d'oro arrivata a Londra nel 2012, proprio l'11 agosto. "Ricordo poco, purtroppo sono passati anni, ma ricordo momenti, attimi, tra stress e nervosismo da dover gestire - rammenta l'olimpionico di Mesagne -. Ricordo che davanti al 6-0 per il Gabon in finale c'è stato un momento in cui pensavo di aver perso ma non ho accettato quella sconfitta, e quella cosa ha fatto sì che mi sono riempito di energie nuove per cercare una rimonta che poi è arrivata. Quello che ricordo è quel che sono io: non mollare mai, perché prima della fine puoi sempre fare qualsiasi cosa. Ed è quello che mi porto dietro nel mio presente da direttore generale: andare avanti verso gli obiettivi anche nelle difficoltà, non guardando in faccia a nulla e a nessuno".
di Napoli Magazine
10/08/2026 - 17:21
Carlo Molfetta, direttore generale dei Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026, ha raccontato l'evento: "Èun'opportunità enorme non solo per Taranto nello specifico ma per tutta la Puglia. È un evento unico, bisogna tornare indietro di 30 anni (al 1997) per ritrovare i Giochi del Mediterraneo in Puglia, ospitati a Bari, ma nel frattempo è cambiato quasi tutto: oggi una manifestazione del genere ha un'organizzazione e un impatto che non sono nemmeno lontanamente paragonabili. Taranto è una città in fermento ancora non sa cosa aspettarsi esattamente: c'è un po' di frenesia, un po' di irrequietezza e un po' di felicità per quello che sta arrivando. C'è stato un lavoro capillare sulle strutture, e ognuna di loro è importante per differenti motivi. Certo, allo stadio del nuoto ci sono due piscine olimpioniche che nel territorio pugliese non si possono trovare altrove, lo stadio è un gioiello all'avanguardia che molte squadre di Serie A vorrebbero, il circolo del tennis ha 7 campi e un centrale da 1500 posti, sono strutture che lasceranno al territorio qualcosa di importante per poter organizzare un domani eventi internazionali di qualsiasi genere". Alla cerimonia di apertura del 21 agosto allo stadio Iacovone sfilerà una delegazione nutritissima di 498 atleti: "La nostra nazionale è competitiva oltre che numerosa, ci sono campioni olimpici, campioni del mondo - illustra il direttore generale dei Giochi - il livello dell'Italia team è molto importante. Mi auguro che il risultato non sia diverso dagli ultimi giochi del mediterraneo quando abbiamo vinto il medagliere, ma non è facile con Spagna, Francia e Turchia. Spero che il tifo di casa dia a tutti i nostri una marcia in più". Da ex atleta e da pugliese, Molfetta guarda loro con un pizzico di invidia per l'occasione, ma soprattutto con una consapevolezza: "Quando si passa dall'altra parte è semplice dimenticare quello che hai fatto da atleta o chi sei stato, con una visione 'solo' da dirigente; ma se non dimentichi puoi dare un valore aggiunto all'organizzazione mettendoti a supporto degli atleti", spiega, prima di tirare fuori - su richiesta - l'album delle memorie per la medaglia d'oro arrivata a Londra nel 2012, proprio l'11 agosto. "Ricordo poco, purtroppo sono passati anni, ma ricordo momenti, attimi, tra stress e nervosismo da dover gestire - rammenta l'olimpionico di Mesagne -. Ricordo che davanti al 6-0 per il Gabon in finale c'è stato un momento in cui pensavo di aver perso ma non ho accettato quella sconfitta, e quella cosa ha fatto sì che mi sono riempito di energie nuove per cercare una rimonta che poi è arrivata. Quello che ricordo è quel che sono io: non mollare mai, perché prima della fine puoi sempre fare qualsiasi cosa. Ed è quello che mi porto dietro nel mio presente da direttore generale: andare avanti verso gli obiettivi anche nelle difficoltà, non guardando in faccia a nulla e a nessuno".