"Mi basta e mi appassiona quello che sto facendo. Se lo farò ancora" nella prossima legislatura "dipenderà dal voto degli italiani". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nella conferenza di fine anno interpellata su un suo futuro al Colle. Meloni ha spiegato di non ambire a "salire di livello". "Mi faccio bastare il livello mio", ha concluso. "Non so perché non mi proponente mai di andare a lavorare con Fiorello a pagamento", cosa che "io vorrei fare", ha scherzato.
"I miei rapporti con il Quirinale e in particolare con il presidente della Repubblica sono ottimi", ha spiegato. "Io e il presidente della Repubblica non siamo sempre d'accordo, l'ha dichiarato anche lui, però se c'è una cosa che ha fatto la differenza è che il presidente della Repubblica quando si tratta di difendere l'interesse nazionale c'è. E questo per me vale tutto". Ribadendo la sintonia con Sergio Mattarella ha poi sottolineato: "Cerchiamo sempre soluzioni e le abbiamo sempre trovate".
Dalle crisi internazionali all'economia, dalla guerra in Ucraina alle riforme, la premier ha risposto a 40 domande. "Io non credo nell'ipotesi che gli Usa avviino un'azione militare sulla Groenlandia, che non condividerei" e "che non converrebbe a nessuno", ha detto rispetto alle azioni di Trump.
Con "Trump su tante cose non sono d'accordo, io penso ad esempio che il diritto internazionale vada difeso e quando saltano le regole siamo tutti molto più esposti. Quando non sono d'accordo lo dico a lui. Se parlaste con miei partner lo sapreste molto bene anche voi. All'Italia cosa si sta chiedendo? Di prendere le distanze dagli Usa? Questa è geopolitica e quando in geopolitica si prendono posizioni poi si è conseguenti", ha detto Meloni, ricordando il discorso del presidente Mattarella e le "direttrici" da lui indicate: "l'Ue e l'alleanza atlantica. Io cerco luci e non ombre nei rapporti con gli alleati".
A proposito dell'Ucraina, secondo Meloni, "non c'è un opzione sul campo oggi con un ombrello delle Nazioni Unite e quello di cui si parla è una forza multinazionale nell'ambito della coalizione dei volenterosi per rafforzare la difesa ucraina. La ragione per cui non ritengo necessario l'invio di soldati è perché il principale strumento per le garanzie di pace è l'articolo 5 della Nato, quella è la principale forma di garanzia per l'Ucraina".
"Non condivido il riferimento al veto putiniano di Salvini, è una lettura che considero un po' di parte" ha detto Meloni rispondendo a una domanda sull'ipotesi di invio di truppe italiane in Ucraina.
Secondo la premier "Salvini ha fatto una riflessione sui rapporti" della Russia "con l'Italia, come Macron l'ha fatto sull'Europa. In questo caso penso che Macron abbia ragione, credo che sia il momento in cui anche l'Ue parli con la Russia". La maggioranza "è solida ma non siamo una caserma" ha detto, spiegando di non vedere il "rischio di fibrillazioni, il dibattito c'è e ci sarà. Sono fiera dei vicepremier'.
Rispondendo alla prima domande, la premier è intervenuta sul caso Trentini. "Il governo italiano si occupa della vicenda Trentini quotidianamente da 400 giorni, e come sappiamo non è l'unico. Lo abbiamo fatto e lo continuiamo a fare mobilitando tutti i canali, politici, diplomatici e di intelligence e non smetteremo fino a quando la signora Armanda non potrà riabbracciare suo figlio", ha detto la presidente. "E' molto doloroso non potere riuscire a dare risposte nei tempi che vorrei".
"Saluto con gioia la liberazione degli altri italiani, io sono fiduciosa, voglio dire che il segnale dato dalla presidente venezuelana è nel senso della pacificazione e lo cogliamo e penso anche che possa rappresentare un elemento molto importante nella relazione tra l'Italia e il Venezuela", afferma la premier.
In merito alla strage di Crans-Montana, "l'avvocatura dello Stato su mandato della presidenza del consiglio si è messa in contatto per seguire le indagini con la procura elvetica e con la procura di Roma che ha aperto a sua volta un fascicolo: siamo pronti a fornire alle famiglie tutta l'assistenza necessaria per fare si che possano avere giustizia, le famiglie hanno la mia parola, non saranno lasciate sole", ha detto la presidente. "Non è una disgrazia" e le responsabilità "devono essere individuate e perseguite".
Una domanda anche sul suicidio assistito: "Io penso che il compito dello Stato non sia favorire percorsi per suicidarsi ma sia semmai cercare di ridurre al minimo la solitudine e le difficoltà di chi ha gravi patologie e delle loro famiglie ed è il lavoro che fa il governo con l'aumento dei fondi per le cure palliative e l'assistenza domiciliare ed è quello che il governo fa con il prossimo ddl sui caregiver familiari".
"Noi abbiamo lavorato moltissimo sulla sicurezza, chiaramente gli anni di lassismo non sono facili da cancellare". Detto ciò, "i risultati per me non sono sufficienti", dunque "questo è l'anno in cui si cambia passo e si fa ancora di più". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nella conferenza di fine anno.
"Se vogliamo garantire sicurezza occorre lavorare tutti nella stessa direzione: governo, forze di polizia e magistratura, che è fondamentale in questo disegno" ha detto la premier citando alcuni casi di cronaca degli ultimi giorni, sottolineando che "spesso le toghe rendono vano il lavoro delle forze dell'ordine e del Parlamento". In un altro passaggio ha ribadito che a suo dire "dalle toghe scelte che mettono a rischio sicurezza, chiediamone conto".
Quanto ai provvedimenti varati dal governo sulla violenza minorile "non bastano, il fenomeno delle gang giovanili e i cosiddetti maranza continuano a imperversare, perciò stiamo lavorando a un altro provvedimento specifico sul tema che verrà presentato nei prossimi Consigli dei ministri".
In merito al referendum sulla giustizia, "a norma di legge dobbiamo dare la data entro il 17 di gennaio, lo farà il prossimo Consiglio dei ministri: il 22 e 23 marzo è la data più probabile e mi sentirei di confermarla".
Sulla riforma della legge elettorale "ci sono interlocuzioni con le opposizioni anche se non necessariamente al mio livello. Se ne sta occupando il Parlamento" e "spero in un'interlocuzione positiva e che non ci siano chiusure pregiudiziali" ma "se c'è chiusura, deciderà il Parlamento a maggioranza', ha detto la premier.
Sull'ex Ilva, ha detto la premier, 'il governo non avallerà proposte predatorie'.
Aprendo il tradizionale appuntamento con la stampa Meloni - dopo un applauso in omaggio alle vittime di Crans-Montana - ha ringraziato "il presidente dell'Ordine dei giornalisti Bartoli, il presidente Signore della Stampa parlamentare per avere organizzato questa conferenza stampa che oramai è diventata di inizio anno, abbiamo insieme dato vita a una tradizione nuova".
"La libertà di stampa è il presupposto fondamentale dello stato di salute di qualsiasi democrazia" e va difesa, ha detto Meloni.
di Napoli Magazine
09/01/2026 - 13:48
"Mi basta e mi appassiona quello che sto facendo. Se lo farò ancora" nella prossima legislatura "dipenderà dal voto degli italiani". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nella conferenza di fine anno interpellata su un suo futuro al Colle. Meloni ha spiegato di non ambire a "salire di livello". "Mi faccio bastare il livello mio", ha concluso. "Non so perché non mi proponente mai di andare a lavorare con Fiorello a pagamento", cosa che "io vorrei fare", ha scherzato.
"I miei rapporti con il Quirinale e in particolare con il presidente della Repubblica sono ottimi", ha spiegato. "Io e il presidente della Repubblica non siamo sempre d'accordo, l'ha dichiarato anche lui, però se c'è una cosa che ha fatto la differenza è che il presidente della Repubblica quando si tratta di difendere l'interesse nazionale c'è. E questo per me vale tutto". Ribadendo la sintonia con Sergio Mattarella ha poi sottolineato: "Cerchiamo sempre soluzioni e le abbiamo sempre trovate".
Dalle crisi internazionali all'economia, dalla guerra in Ucraina alle riforme, la premier ha risposto a 40 domande. "Io non credo nell'ipotesi che gli Usa avviino un'azione militare sulla Groenlandia, che non condividerei" e "che non converrebbe a nessuno", ha detto rispetto alle azioni di Trump.
Con "Trump su tante cose non sono d'accordo, io penso ad esempio che il diritto internazionale vada difeso e quando saltano le regole siamo tutti molto più esposti. Quando non sono d'accordo lo dico a lui. Se parlaste con miei partner lo sapreste molto bene anche voi. All'Italia cosa si sta chiedendo? Di prendere le distanze dagli Usa? Questa è geopolitica e quando in geopolitica si prendono posizioni poi si è conseguenti", ha detto Meloni, ricordando il discorso del presidente Mattarella e le "direttrici" da lui indicate: "l'Ue e l'alleanza atlantica. Io cerco luci e non ombre nei rapporti con gli alleati".
A proposito dell'Ucraina, secondo Meloni, "non c'è un opzione sul campo oggi con un ombrello delle Nazioni Unite e quello di cui si parla è una forza multinazionale nell'ambito della coalizione dei volenterosi per rafforzare la difesa ucraina. La ragione per cui non ritengo necessario l'invio di soldati è perché il principale strumento per le garanzie di pace è l'articolo 5 della Nato, quella è la principale forma di garanzia per l'Ucraina".
"Non condivido il riferimento al veto putiniano di Salvini, è una lettura che considero un po' di parte" ha detto Meloni rispondendo a una domanda sull'ipotesi di invio di truppe italiane in Ucraina.
Secondo la premier "Salvini ha fatto una riflessione sui rapporti" della Russia "con l'Italia, come Macron l'ha fatto sull'Europa. In questo caso penso che Macron abbia ragione, credo che sia il momento in cui anche l'Ue parli con la Russia". La maggioranza "è solida ma non siamo una caserma" ha detto, spiegando di non vedere il "rischio di fibrillazioni, il dibattito c'è e ci sarà. Sono fiera dei vicepremier'.
Rispondendo alla prima domande, la premier è intervenuta sul caso Trentini. "Il governo italiano si occupa della vicenda Trentini quotidianamente da 400 giorni, e come sappiamo non è l'unico. Lo abbiamo fatto e lo continuiamo a fare mobilitando tutti i canali, politici, diplomatici e di intelligence e non smetteremo fino a quando la signora Armanda non potrà riabbracciare suo figlio", ha detto la presidente. "E' molto doloroso non potere riuscire a dare risposte nei tempi che vorrei".
"Saluto con gioia la liberazione degli altri italiani, io sono fiduciosa, voglio dire che il segnale dato dalla presidente venezuelana è nel senso della pacificazione e lo cogliamo e penso anche che possa rappresentare un elemento molto importante nella relazione tra l'Italia e il Venezuela", afferma la premier.
In merito alla strage di Crans-Montana, "l'avvocatura dello Stato su mandato della presidenza del consiglio si è messa in contatto per seguire le indagini con la procura elvetica e con la procura di Roma che ha aperto a sua volta un fascicolo: siamo pronti a fornire alle famiglie tutta l'assistenza necessaria per fare si che possano avere giustizia, le famiglie hanno la mia parola, non saranno lasciate sole", ha detto la presidente. "Non è una disgrazia" e le responsabilità "devono essere individuate e perseguite".
Una domanda anche sul suicidio assistito: "Io penso che il compito dello Stato non sia favorire percorsi per suicidarsi ma sia semmai cercare di ridurre al minimo la solitudine e le difficoltà di chi ha gravi patologie e delle loro famiglie ed è il lavoro che fa il governo con l'aumento dei fondi per le cure palliative e l'assistenza domiciliare ed è quello che il governo fa con il prossimo ddl sui caregiver familiari".
"Noi abbiamo lavorato moltissimo sulla sicurezza, chiaramente gli anni di lassismo non sono facili da cancellare". Detto ciò, "i risultati per me non sono sufficienti", dunque "questo è l'anno in cui si cambia passo e si fa ancora di più". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nella conferenza di fine anno.
"Se vogliamo garantire sicurezza occorre lavorare tutti nella stessa direzione: governo, forze di polizia e magistratura, che è fondamentale in questo disegno" ha detto la premier citando alcuni casi di cronaca degli ultimi giorni, sottolineando che "spesso le toghe rendono vano il lavoro delle forze dell'ordine e del Parlamento". In un altro passaggio ha ribadito che a suo dire "dalle toghe scelte che mettono a rischio sicurezza, chiediamone conto".
Quanto ai provvedimenti varati dal governo sulla violenza minorile "non bastano, il fenomeno delle gang giovanili e i cosiddetti maranza continuano a imperversare, perciò stiamo lavorando a un altro provvedimento specifico sul tema che verrà presentato nei prossimi Consigli dei ministri".
In merito al referendum sulla giustizia, "a norma di legge dobbiamo dare la data entro il 17 di gennaio, lo farà il prossimo Consiglio dei ministri: il 22 e 23 marzo è la data più probabile e mi sentirei di confermarla".
Sulla riforma della legge elettorale "ci sono interlocuzioni con le opposizioni anche se non necessariamente al mio livello. Se ne sta occupando il Parlamento" e "spero in un'interlocuzione positiva e che non ci siano chiusure pregiudiziali" ma "se c'è chiusura, deciderà il Parlamento a maggioranza', ha detto la premier.
Sull'ex Ilva, ha detto la premier, 'il governo non avallerà proposte predatorie'.
Aprendo il tradizionale appuntamento con la stampa Meloni - dopo un applauso in omaggio alle vittime di Crans-Montana - ha ringraziato "il presidente dell'Ordine dei giornalisti Bartoli, il presidente Signore della Stampa parlamentare per avere organizzato questa conferenza stampa che oramai è diventata di inizio anno, abbiamo insieme dato vita a una tradizione nuova".
"La libertà di stampa è il presupposto fondamentale dello stato di salute di qualsiasi democrazia" e va difesa, ha detto Meloni.