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NEWS - Accordo di difesa Italia-Germania: "Risposta congiunta alle minacce alla NATO"
23.01.2026 15:57 di Napoli Magazine
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Al via il vertice intergovernativo Italia-Germania, a Roma. La premier Giorgia Meloni ha accolto il cancelliere tedesco Friedrich Merz a Villa Doria Pamphilj, sede dell'incontro a cui è prevista la partecipazione di 11 ministri nella delegazione italiana e 10 in quella tedesca. 

I due leader hanno firmato il Protocollo per un Piano d'azione sulla cooperazione strategica rafforzata, di un'intesa in ambito sicurezza, difesa e resilienza e di un documento congiunto sulla competitività che verrà trasmesso alla Commissione europea in vista dell'incontro informale sulla competitività del 12 febbraio. L'incontro ha portato inoltre allo scambio di una decina di accordi governativi. 

Nel Protocollo sul Piano d'azione italo-tedesco, Roma e Berlino "riconfermano l'importanza fondamentale di un forte legame transatlantico tra Europa e Stati Uniti, basato su valori comuni e interessi condivisi" e si impegnano "a rispettare il diritto internazionale, compresi i principi di integrità territoriale e sovranità".

I due governi, inoltre, condividono "la responsabilità, in quanto Stati fondatori dell'Unione europea, di adoperarsi per promuovere l'integrazione europea, consentendo all'Ue di agire efficacemente per proteggere i valori e gli interessi europei".

"Rafforzare la competitività dell'Ue è e rimane una priorità assoluta per noi, per evitare oneri amministrativi inutili e garantire condizioni di parità innovative", affermano i due leader nel Protocollo e chiedono "riforme strutturali, un conseguente programma di semplificazione, autocontrollo legislativo, un'attuazione non burocratica e favorevole alle imprese e alle Pmi delle iniziative dell'Ue, nonché il miglioramento delle condizioni quadro senza compromettere gli obiettivi politici e gli standard pertinenti".

Per Roma e Berlino "una stretta cooperazione congiunta sull'attuazione della strategia per il mercato unico contribuirà a ridurre gli ostacoli rimanenti, in particolare alla libera circolazione di beni e servizi".

"Come proposto nella Relazione Letta e nella Relazione Draghi", Meloni e Merz sottolineano "la necessità di potenziare l'innovazione attraverso un 28° regime di diritto societario ambizioso e flessibile, aperto a tutte le imprese europee, per superare la frammentazione, i costi transfrontalieri e l'incertezza per coloro che operano in più paesi dell'Ue, promuovendo gli investimenti, la mobilità dei talenti e la crescita nel mercato unico. Gli standard nazionali del lavoro e sociali non devono essere indeboliti". 

Nel Protocollo è anche affermato "il sostegno all'attuazione del Piano statunitense per porre fine al conflitto a Gaza".  "Nel nostro dialogo, coordineremo strettamente i nostri attuali sforzi in risposta alla guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina, comprese le sanzioni, il sostegno alla resilienza e alla ricostruzione dell'Ucraina e alle iniziative volte a raggiungere una pace giusta, nonché - si legge nel testo - il sostegno all'attuazione del Piano statunitense per porre fine al conflitto a Gaza, con l'obiettivo di alleviare le sofferenze della popolazione civile e aprire la strada a una soluzione a due Stati".

Il "dialogo strutturato" tra Roma e Berlino "si concentrerà anche sul Medio Oriente, compresa la regione del Golfo e la Penisola Arabica, il Nord Africa, in particolare la Libia, il Sahel, il Corno d'Africa, il Mediterraneo orientale, i Balcani occidentali, la Cina e l'Indo-Pacifico e l'Artico, nonché sulle relazioni esterne dell'Ue con i nostri principali partner".

I governi di Roma e Berlino convengono poi "di sviluppare ulteriormente un approccio globale e innovativo alla migrazione, che combini un'azione esterna rafforzata e aspetti interni, partenariati globali reciprocamente vantaggiosi con i paesi di origine e di transito, una protezione più efficace delle frontiere esterne dell'Ue e l'intensificazione dei rimpatri, nel rispetto del diritto internazionale e dell'Ue". 

Italia e Germania proseguiranno "il dialogo e il coordinamento in materia di migrazione", basandosi "sull'attuale meccanismo di consultazione semestrale", concentrandosi "sull'attuazione del nuovo patto Ue sulla migrazione e l'asilo, su possibili progetti congiunti e sulla cooperazione dell'Ue con i paesi terzi, anche su soluzioni innovative. Collaboreremo anche sulla valutazione dei documenti di viaggio, sulla risposta alle crisi, su rimpatri e rientri, in base alle necessità".

"Coordinare una risposta congiunta alle minacce alla sicurezza euro-atlantica" e "rafforzare il pilastro europeo della Nato per rafforzare ulteriormente la posizione di deterrenza e difesa della Nato", sono invece alcuni degli impegni presi nell'accordo sulla cooperazione rafforzata in materia di sicurezza, difesa e resilienza siglato dalla premier Giorgia Meloni e dal cancelliere Friedrich Merz al vertice intergovernativo Italia-Germania a Roma.

Nell'accordo, che "non è giuridicamente vincolante e non costituisce un trattato internazionale", Roma e Berlino riaffermano l'impegno pieno a "rafforzare la deterrenza e la difesa della Nato e a promuovere la prontezza difensiva dell'Ue". 

Il sostegno all'Ucraina è ribadito nell'accordo. Meloni e Merz affermano di sostenere "una pace giusta e duratura in Ucraina" e si impegnano a fornire a Kiev "solide garanzie di sicurezza non appena le condizioni lo consentiranno". L'accordo prevede coordinamento bilaterale "nei consessi internazionali sulle modalità per sostenere l'Ucraina nella sua difesa contro la guerra di aggressione russa".

Tra gli impegni, anche quello di continuare "a sostenere con fermezza l'Ucraina attraverso l'addestramento delle forze ucraine sotto l'egida della Missione di assistenza militare dell'Ue" e "attraverso donazioni provenienti da scorte militari, forniture industriali bilaterali, la promozione della cooperazione industriale della difesa con l'Ucraina, nonché gli appalti industriali, compresi meccanismi congiunti di appalto e finanziamento come l'iniziativa Enduring Action on Air Defence (Eaad), il Fondo europeo per la pace (Epf), il Programma europeo per l'industria della difesa (Edip) e l'Ukraine Support Instrument (Usi), nonché i pertinenti strumenti Nato".

Si prevede poi l'intenzione di "continuare e, ove possibile, ampliare" il sostegno di Italia e Germania "alle infrastrutture energetiche critiche dell'Ucraina e, attraverso il Meccanismo di Tallinn, per il supporto informatico civile, riconoscendo il loro ruolo essenziale nel rafforzare la resilienza nazionale e garantire la protezione e il benessere della popolazione civile". 

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NEWS - Accordo di difesa Italia-Germania: "Risposta congiunta alle minacce alla NATO"

di Napoli Magazine

23/01/2026 - 15:57

Al via il vertice intergovernativo Italia-Germania, a Roma. La premier Giorgia Meloni ha accolto il cancelliere tedesco Friedrich Merz a Villa Doria Pamphilj, sede dell'incontro a cui è prevista la partecipazione di 11 ministri nella delegazione italiana e 10 in quella tedesca. 

I due leader hanno firmato il Protocollo per un Piano d'azione sulla cooperazione strategica rafforzata, di un'intesa in ambito sicurezza, difesa e resilienza e di un documento congiunto sulla competitività che verrà trasmesso alla Commissione europea in vista dell'incontro informale sulla competitività del 12 febbraio. L'incontro ha portato inoltre allo scambio di una decina di accordi governativi. 

Nel Protocollo sul Piano d'azione italo-tedesco, Roma e Berlino "riconfermano l'importanza fondamentale di un forte legame transatlantico tra Europa e Stati Uniti, basato su valori comuni e interessi condivisi" e si impegnano "a rispettare il diritto internazionale, compresi i principi di integrità territoriale e sovranità".

I due governi, inoltre, condividono "la responsabilità, in quanto Stati fondatori dell'Unione europea, di adoperarsi per promuovere l'integrazione europea, consentendo all'Ue di agire efficacemente per proteggere i valori e gli interessi europei".

"Rafforzare la competitività dell'Ue è e rimane una priorità assoluta per noi, per evitare oneri amministrativi inutili e garantire condizioni di parità innovative", affermano i due leader nel Protocollo e chiedono "riforme strutturali, un conseguente programma di semplificazione, autocontrollo legislativo, un'attuazione non burocratica e favorevole alle imprese e alle Pmi delle iniziative dell'Ue, nonché il miglioramento delle condizioni quadro senza compromettere gli obiettivi politici e gli standard pertinenti".

Per Roma e Berlino "una stretta cooperazione congiunta sull'attuazione della strategia per il mercato unico contribuirà a ridurre gli ostacoli rimanenti, in particolare alla libera circolazione di beni e servizi".

"Come proposto nella Relazione Letta e nella Relazione Draghi", Meloni e Merz sottolineano "la necessità di potenziare l'innovazione attraverso un 28° regime di diritto societario ambizioso e flessibile, aperto a tutte le imprese europee, per superare la frammentazione, i costi transfrontalieri e l'incertezza per coloro che operano in più paesi dell'Ue, promuovendo gli investimenti, la mobilità dei talenti e la crescita nel mercato unico. Gli standard nazionali del lavoro e sociali non devono essere indeboliti". 

Nel Protocollo è anche affermato "il sostegno all'attuazione del Piano statunitense per porre fine al conflitto a Gaza".  "Nel nostro dialogo, coordineremo strettamente i nostri attuali sforzi in risposta alla guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina, comprese le sanzioni, il sostegno alla resilienza e alla ricostruzione dell'Ucraina e alle iniziative volte a raggiungere una pace giusta, nonché - si legge nel testo - il sostegno all'attuazione del Piano statunitense per porre fine al conflitto a Gaza, con l'obiettivo di alleviare le sofferenze della popolazione civile e aprire la strada a una soluzione a due Stati".

Il "dialogo strutturato" tra Roma e Berlino "si concentrerà anche sul Medio Oriente, compresa la regione del Golfo e la Penisola Arabica, il Nord Africa, in particolare la Libia, il Sahel, il Corno d'Africa, il Mediterraneo orientale, i Balcani occidentali, la Cina e l'Indo-Pacifico e l'Artico, nonché sulle relazioni esterne dell'Ue con i nostri principali partner".

I governi di Roma e Berlino convengono poi "di sviluppare ulteriormente un approccio globale e innovativo alla migrazione, che combini un'azione esterna rafforzata e aspetti interni, partenariati globali reciprocamente vantaggiosi con i paesi di origine e di transito, una protezione più efficace delle frontiere esterne dell'Ue e l'intensificazione dei rimpatri, nel rispetto del diritto internazionale e dell'Ue". 

Italia e Germania proseguiranno "il dialogo e il coordinamento in materia di migrazione", basandosi "sull'attuale meccanismo di consultazione semestrale", concentrandosi "sull'attuazione del nuovo patto Ue sulla migrazione e l'asilo, su possibili progetti congiunti e sulla cooperazione dell'Ue con i paesi terzi, anche su soluzioni innovative. Collaboreremo anche sulla valutazione dei documenti di viaggio, sulla risposta alle crisi, su rimpatri e rientri, in base alle necessità".

"Coordinare una risposta congiunta alle minacce alla sicurezza euro-atlantica" e "rafforzare il pilastro europeo della Nato per rafforzare ulteriormente la posizione di deterrenza e difesa della Nato", sono invece alcuni degli impegni presi nell'accordo sulla cooperazione rafforzata in materia di sicurezza, difesa e resilienza siglato dalla premier Giorgia Meloni e dal cancelliere Friedrich Merz al vertice intergovernativo Italia-Germania a Roma.

Nell'accordo, che "non è giuridicamente vincolante e non costituisce un trattato internazionale", Roma e Berlino riaffermano l'impegno pieno a "rafforzare la deterrenza e la difesa della Nato e a promuovere la prontezza difensiva dell'Ue". 

Il sostegno all'Ucraina è ribadito nell'accordo. Meloni e Merz affermano di sostenere "una pace giusta e duratura in Ucraina" e si impegnano a fornire a Kiev "solide garanzie di sicurezza non appena le condizioni lo consentiranno". L'accordo prevede coordinamento bilaterale "nei consessi internazionali sulle modalità per sostenere l'Ucraina nella sua difesa contro la guerra di aggressione russa".

Tra gli impegni, anche quello di continuare "a sostenere con fermezza l'Ucraina attraverso l'addestramento delle forze ucraine sotto l'egida della Missione di assistenza militare dell'Ue" e "attraverso donazioni provenienti da scorte militari, forniture industriali bilaterali, la promozione della cooperazione industriale della difesa con l'Ucraina, nonché gli appalti industriali, compresi meccanismi congiunti di appalto e finanziamento come l'iniziativa Enduring Action on Air Defence (Eaad), il Fondo europeo per la pace (Epf), il Programma europeo per l'industria della difesa (Edip) e l'Ukraine Support Instrument (Usi), nonché i pertinenti strumenti Nato".

Si prevede poi l'intenzione di "continuare e, ove possibile, ampliare" il sostegno di Italia e Germania "alle infrastrutture energetiche critiche dell'Ucraina e, attraverso il Meccanismo di Tallinn, per il supporto informatico civile, riconoscendo il loro ruolo essenziale nel rafforzare la resilienza nazionale e garantire la protezione e il benessere della popolazione civile".