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SPAGNA - Sanchez: "Piano da 5 miliardi per mitigare le conseguenze economiche del conflitto in Iran"
20.03.2026 14:33 di Napoli Magazine
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"Un piano contenente 80 misure con la mobilitazione di 5 miliardi di euro": è quello annunciato dal premier spagnolo, Pedro Sanchez, al termine del Consiglio dei ministri straordinario per mitigare le conseguenze economiche del conflitto in Iran. "Tre settimane fa Stati Uniti, Israele e Iran hanno cominciato una guerra dichiaratamente illegale, che in soli 20 giorni ha provocato migliaia di morti innocenti e 4 milioni di sfollati. Nessuno sa come evolverà questo conflitto, se durerà mesi o anni", "neanche i tre Paesi che si scambiano bombardamenti lo sanno", ha rilevato Sanchez. Il premier ha rinnovato il 'no alla guerra', un conflitto che "non hanno voluto gli spagnoli, non ha voluto questo governo, non ha voluto l'Unione europea", ma i cui "effetti potrebbero trasformarsi in una grave crisi". Il presidente del governo ha ribadito che la Spagna "è meglio preparata" per affrontare "lo shock energetico" provocato dalla guerra, grazie alla sua "scommessa su un modello energetico molto diverso da quello del 2018", basato sulle energie rinnovabili e la transizione pulita. Come esempio Sanchez ha indicato: "da inizio del 2026, l'evoluzione del prezzo del gas ha marcato l'evoluzione del prezzo dell'elettricità in Spagna solo un 15%, mentre in Italia lo ha fatto per il 90% e in Germania per il 40%. Significa che la crisi che verrà ci colpirà, ma che, se altri possono resistere, noi possiamo resistere anche meglio", ha aggiunto.

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SPAGNA - Sanchez: "Piano da 5 miliardi per mitigare le conseguenze economiche del conflitto in Iran"

di Napoli Magazine

20/03/2026 - 14:33

"Un piano contenente 80 misure con la mobilitazione di 5 miliardi di euro": è quello annunciato dal premier spagnolo, Pedro Sanchez, al termine del Consiglio dei ministri straordinario per mitigare le conseguenze economiche del conflitto in Iran. "Tre settimane fa Stati Uniti, Israele e Iran hanno cominciato una guerra dichiaratamente illegale, che in soli 20 giorni ha provocato migliaia di morti innocenti e 4 milioni di sfollati. Nessuno sa come evolverà questo conflitto, se durerà mesi o anni", "neanche i tre Paesi che si scambiano bombardamenti lo sanno", ha rilevato Sanchez. Il premier ha rinnovato il 'no alla guerra', un conflitto che "non hanno voluto gli spagnoli, non ha voluto questo governo, non ha voluto l'Unione europea", ma i cui "effetti potrebbero trasformarsi in una grave crisi". Il presidente del governo ha ribadito che la Spagna "è meglio preparata" per affrontare "lo shock energetico" provocato dalla guerra, grazie alla sua "scommessa su un modello energetico molto diverso da quello del 2018", basato sulle energie rinnovabili e la transizione pulita. Come esempio Sanchez ha indicato: "da inizio del 2026, l'evoluzione del prezzo del gas ha marcato l'evoluzione del prezzo dell'elettricità in Spagna solo un 15%, mentre in Italia lo ha fatto per il 90% e in Germania per il 40%. Significa che la crisi che verrà ci colpirà, ma che, se altri possono resistere, noi possiamo resistere anche meglio", ha aggiunto.