Direttamente dal Viola Park, Mateo Pellegrino ha fatto il punto sui suoi primi mesi in maglia viola. L'attaccante della Fiorentina, intervenuto ai microfoni di Sky Sport durante la sosta per le nazionali, ha affrontato diversi temi: dall'inizio di stagione della squadra alla pesante eredità lasciata da Moise Kean, fino al feeling con i nuovi compagni Beto e Mastantuono e all'impatto del nuovo allenatore.
I primi passi a Firenze hanno richiesto un fisiologico periodo di adattamento, di pari passo con l'andamento della squadra: "L'ambientamento procede bene - ha spiegato l'attaccante - stiamo meglio, anche se non abbiamo cominciato nel miglior modo. Sono contento di essere qui". Un arrivo, il suo, che lo pone inevitabilmente a confronto con un predecessore ingombrante. Sostituire un giocatore che ha lasciato il segno porta con sé delle responsabilità, ma Pellegrino non si nasconde: "È un po' una pressione, ma bella, mi fa piacere. Sapere che chi c'era prima ha fatto bene è una cosa positiva: voglio fare come lui o, se posso, meglio".
Alla ricerca dei motivi del difficile avvio stagionale, l'argentino prova a dare una spiegazione, esaltando il cambio di marcia arrivato in panchina: "Nel calcio ci sono cose che a volte non si possono spiegare, le cose vanno male e non si sa il perché, capita e basta. Con Vanoli c'è un'altra energia, siamo più freschi, si vede la voglia di cambiare la situazione e migliorare la Fiorentina". Un processo di crescita che passa dal lavoro in campo: "Dobbiamo tenere i piedi per terra e mettere il focus sul lavoro quotidiano. Con il tempo vedremo i veri obiettivi, ora dobbiamo stare tranquilli e aiutare la squadra".
Oltre al connazionale, c'è un feeling speciale con il nuovo talento Mastantuono, fresco di chiamata in Nazionale: "Abbiamo un rapporto molto bello, siamo diventati amici in poco tempo. Può farmi fare tanti gol, speriamo sia così, che segni anche lui per portare soddisfazione alla Fiorentina. Si merita l'Argentina. Io penso prima a fare bene qui, poi la Nazionale è un sogno per cui lavoro".
Spazio infine alla convivenza tecnica con Beto, un dualismo vissuto in modo estremamente costruttivo: "È una persona top, mi aiuta tantissimo. Ha più esperienza di me e mi fa piacere. Tutti e due abbiamo bisogno dell'altro per migliorare. Se possiamo fare bene entrambi, è meglio per il club. Io devo ancora migliorare tantissimo: sono giovane, devo crescere come calciatore e come persona".
di Napoli Magazine
30/09/2026 - 20:27
Direttamente dal Viola Park, Mateo Pellegrino ha fatto il punto sui suoi primi mesi in maglia viola. L'attaccante della Fiorentina, intervenuto ai microfoni di Sky Sport durante la sosta per le nazionali, ha affrontato diversi temi: dall'inizio di stagione della squadra alla pesante eredità lasciata da Moise Kean, fino al feeling con i nuovi compagni Beto e Mastantuono e all'impatto del nuovo allenatore.
I primi passi a Firenze hanno richiesto un fisiologico periodo di adattamento, di pari passo con l'andamento della squadra: "L'ambientamento procede bene - ha spiegato l'attaccante - stiamo meglio, anche se non abbiamo cominciato nel miglior modo. Sono contento di essere qui". Un arrivo, il suo, che lo pone inevitabilmente a confronto con un predecessore ingombrante. Sostituire un giocatore che ha lasciato il segno porta con sé delle responsabilità, ma Pellegrino non si nasconde: "È un po' una pressione, ma bella, mi fa piacere. Sapere che chi c'era prima ha fatto bene è una cosa positiva: voglio fare come lui o, se posso, meglio".
Alla ricerca dei motivi del difficile avvio stagionale, l'argentino prova a dare una spiegazione, esaltando il cambio di marcia arrivato in panchina: "Nel calcio ci sono cose che a volte non si possono spiegare, le cose vanno male e non si sa il perché, capita e basta. Con Vanoli c'è un'altra energia, siamo più freschi, si vede la voglia di cambiare la situazione e migliorare la Fiorentina". Un processo di crescita che passa dal lavoro in campo: "Dobbiamo tenere i piedi per terra e mettere il focus sul lavoro quotidiano. Con il tempo vedremo i veri obiettivi, ora dobbiamo stare tranquilli e aiutare la squadra".
Oltre al connazionale, c'è un feeling speciale con il nuovo talento Mastantuono, fresco di chiamata in Nazionale: "Abbiamo un rapporto molto bello, siamo diventati amici in poco tempo. Può farmi fare tanti gol, speriamo sia così, che segni anche lui per portare soddisfazione alla Fiorentina. Si merita l'Argentina. Io penso prima a fare bene qui, poi la Nazionale è un sogno per cui lavoro".
Spazio infine alla convivenza tecnica con Beto, un dualismo vissuto in modo estremamente costruttivo: "È una persona top, mi aiuta tantissimo. Ha più esperienza di me e mi fa piacere. Tutti e due abbiamo bisogno dell'altro per migliorare. Se possiamo fare bene entrambi, è meglio per il club. Io devo ancora migliorare tantissimo: sono giovane, devo crescere come calciatore e come persona".