Calcio
GAZZETTA - Bello che gli allenatori aprano il dibattito sul regolamento, ma non devono farlo solo quando hanno perso
11.02.2026 11:08 di Napoli Magazine
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La Gazzetta dello Sport si sofferma sulla battaglia, a detta della rosea nobile, degli allenatori contro il regolamento del calcio: "Nemico del calcio come lo abbiamo sempre conosciuto, nemico del calcio che ci ha fatto innamorare: uno sport che prevede il contatto, nel quale un leggero sfioramento sulla caviglia non è rigore, così come non lo è un tocco quasi impercettibile con il polpastrello. Hanno ragione loro: sono regole che trasformano il calcio in qualcosa di diverso e peggiore, pensate probabilmente da chi a calcio non ha giocato nemmeno nel campetto sotto casa. Bisogna mettere in chiaro un paio di cose, però. Numero uno: dobbiamo distinguere tra gli errori arbitrali (quelli ci sono sempre stati) e le storture del regolamento; se gli arbitri applicano bene regole sbagliate, non sono loro a fare male al calcio ma – appunto – quelle norme e chi le ha ideate e introdotte. Numero due: è bello che gli allenatori aprano il dibattito, che dovrebbe allargarsi a tutto il calcio, ma non devono farlo soltanto quando hanno perso o ritengono di avere subito un’ingiustizia. Altrimenti non vogliono salvare il calcio, ma solo se stessi".

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GAZZETTA - Bello che gli allenatori aprano il dibattito sul regolamento, ma non devono farlo solo quando hanno perso

di Napoli Magazine

11/02/2026 - 11:08

La Gazzetta dello Sport si sofferma sulla battaglia, a detta della rosea nobile, degli allenatori contro il regolamento del calcio: "Nemico del calcio come lo abbiamo sempre conosciuto, nemico del calcio che ci ha fatto innamorare: uno sport che prevede il contatto, nel quale un leggero sfioramento sulla caviglia non è rigore, così come non lo è un tocco quasi impercettibile con il polpastrello. Hanno ragione loro: sono regole che trasformano il calcio in qualcosa di diverso e peggiore, pensate probabilmente da chi a calcio non ha giocato nemmeno nel campetto sotto casa. Bisogna mettere in chiaro un paio di cose, però. Numero uno: dobbiamo distinguere tra gli errori arbitrali (quelli ci sono sempre stati) e le storture del regolamento; se gli arbitri applicano bene regole sbagliate, non sono loro a fare male al calcio ma – appunto – quelle norme e chi le ha ideate e introdotte. Numero due: è bello che gli allenatori aprano il dibattito, che dovrebbe allargarsi a tutto il calcio, ma non devono farlo soltanto quando hanno perso o ritengono di avere subito un’ingiustizia. Altrimenti non vogliono salvare il calcio, ma solo se stessi".