Calcio
IL COMMENTO - Ramella: "Napoli, Allegri ha già lasciato il segno, Gabriel Jesus profilo ideale"
27.08.2026 17:01 di Napoli Magazine
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Nel corso del suo intervento ai microfoni di Radio Punto Nuovo, il giornalista di Radio TV Serie A Nicolò Ramella ha analizzato l’esordio del Napoli di Massimiliano Allegri, soffermandosi sulle ambizioni degli azzurri, sulle possibili operazioni di mercato e sulla sfida contro il Como.

"Napoli? L’abbiamo seguito insieme a Monica Bertini e Rolando Bianchi e alla fine del primo tempo ci siamo detti: vuoi vedere che Allegri ha colto muso? Secondo me ha colto muso e colto musino. Mi aspettavo che il Genoa si abbassasse un po’ di più nella ripresa, invece ho visto un Napoli molto solido dietro. Il Genoa è stato intenso e aggressivo, ha cercato di riempire gli spazi e attaccare i portatori di palla, ma il Napoli non ha subito così tanto. Questo è già un primo marchio di fabbrica di Allegri.

Chi si aspetta un Napoli simile a quello della scorsa stagione, secondo me, si sbaglia di grosso. Questa è un’altra rosa e Allegri sa allenare e gestire giocatori di qualità. Ha a disposizione una squadra che può fare calcio offensivo e per questo sono molto fiducioso. Non credo neanche che il Napoli abbia bisogno di fare un grande mercato: ha una rosa molto forte e profonda, praticamente due squadre. Il problema della scorsa stagione sono stati soprattutto gli infortuni e non bisogna avere la compulsività di fare mercato per forza.

Gabriel Jesus? Credo che sia il profilo ideale. Dal punto di vista fisico non dà grandissime garanzie, anche se, guardando il suo curriculum, non ha avuto così tanti infortuni gravi, a parte quello al ginocchio. È un giocatore molto utile alla squadra e questo per Allegri è fondamentale. È un po’ come Milik nella scorsa stagione: magari non segnava, ma l’allenatore lo mandava comunque in campo perché contribuiva tantissimo alla costruzione del gioco.

Gabriel Jesus ha esperienza internazionale, ha giocato Champions League e ha un’intensità diversa rispetto al calcio italiano. Per me dovrebbe essere l’alternativa ideale a Højlund, anche perché Højlund non può giocare cinquanta partite in una stagione. Può essere titolare in alcune occasioni e far rifiatare il danese in altre.

La Premier League? Non credo che la bolla inglese sia destinata a esplodere a breve. È molto più facile che possa succedere in altri campionati. In Inghilterra stanno lavorando benissimo da tanti anni sul settore giovanile, sui diritti televisivi, sull’esportazione del prodotto, sulle proprietà, sugli stadi e sulle strutture. Ci sono basi troppo solide per pensare a una crisi imminente.

L’Inghilterra ci fa ancora invidia perché può permettersi valutazioni di mercato che per noi sono difficili da comprendere. In certi casi riesce addirittura a creare valori di mercato molto elevati per giocatori che magari da noi sarebbero considerati di medio livello. È un sistema che funziona e che permette alle società inglesi di avere una forza economica enorme.

Como-Napoli? Sarà interessante vedere come Fabregas affronterà Allegri. Il Como potrebbe anche provare a non costruire sempre dal basso e sfruttare il portiere come regista aggiunto, cercando palloni veloci e tesi sugli esterni alle spalle dei terzini del Napoli. Potrebbe essere una soluzione per mettere in difficoltà Allegri.

Credo però che Fabregas, per la sua idea di calcio, cercherà comunque di fare la partita e non si snaturerà troppo. Questo potrebbe essere un vantaggio per il Napoli, perché gli azzurri hanno una qualità individuale enorme. Nei singoli il Napoli non ha nulla da invidiare a nessuno, nemmeno all’Inter.

Allegri? Non è soltanto un risultatista. È molto bravo a valorizzare la qualità dei singoli e soprattutto a lasciare libertà ai giocatori offensivi. Il Napoli ha calciatori che devono essere messi nelle condizioni di inventare. Questa potrebbe essere proprio la chiave della stagione: da una parte il gioco di squadra e il possesso del Como, dall’altra la capacità del Napoli di sfruttare la qualità individuale".

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IL COMMENTO - Ramella: "Napoli, Allegri ha già lasciato il segno, Gabriel Jesus profilo ideale"

di Napoli Magazine

27/08/2026 - 17:01

Nel corso del suo intervento ai microfoni di Radio Punto Nuovo, il giornalista di Radio TV Serie A Nicolò Ramella ha analizzato l’esordio del Napoli di Massimiliano Allegri, soffermandosi sulle ambizioni degli azzurri, sulle possibili operazioni di mercato e sulla sfida contro il Como.

"Napoli? L’abbiamo seguito insieme a Monica Bertini e Rolando Bianchi e alla fine del primo tempo ci siamo detti: vuoi vedere che Allegri ha colto muso? Secondo me ha colto muso e colto musino. Mi aspettavo che il Genoa si abbassasse un po’ di più nella ripresa, invece ho visto un Napoli molto solido dietro. Il Genoa è stato intenso e aggressivo, ha cercato di riempire gli spazi e attaccare i portatori di palla, ma il Napoli non ha subito così tanto. Questo è già un primo marchio di fabbrica di Allegri.

Chi si aspetta un Napoli simile a quello della scorsa stagione, secondo me, si sbaglia di grosso. Questa è un’altra rosa e Allegri sa allenare e gestire giocatori di qualità. Ha a disposizione una squadra che può fare calcio offensivo e per questo sono molto fiducioso. Non credo neanche che il Napoli abbia bisogno di fare un grande mercato: ha una rosa molto forte e profonda, praticamente due squadre. Il problema della scorsa stagione sono stati soprattutto gli infortuni e non bisogna avere la compulsività di fare mercato per forza.

Gabriel Jesus? Credo che sia il profilo ideale. Dal punto di vista fisico non dà grandissime garanzie, anche se, guardando il suo curriculum, non ha avuto così tanti infortuni gravi, a parte quello al ginocchio. È un giocatore molto utile alla squadra e questo per Allegri è fondamentale. È un po’ come Milik nella scorsa stagione: magari non segnava, ma l’allenatore lo mandava comunque in campo perché contribuiva tantissimo alla costruzione del gioco.

Gabriel Jesus ha esperienza internazionale, ha giocato Champions League e ha un’intensità diversa rispetto al calcio italiano. Per me dovrebbe essere l’alternativa ideale a Højlund, anche perché Højlund non può giocare cinquanta partite in una stagione. Può essere titolare in alcune occasioni e far rifiatare il danese in altre.

La Premier League? Non credo che la bolla inglese sia destinata a esplodere a breve. È molto più facile che possa succedere in altri campionati. In Inghilterra stanno lavorando benissimo da tanti anni sul settore giovanile, sui diritti televisivi, sull’esportazione del prodotto, sulle proprietà, sugli stadi e sulle strutture. Ci sono basi troppo solide per pensare a una crisi imminente.

L’Inghilterra ci fa ancora invidia perché può permettersi valutazioni di mercato che per noi sono difficili da comprendere. In certi casi riesce addirittura a creare valori di mercato molto elevati per giocatori che magari da noi sarebbero considerati di medio livello. È un sistema che funziona e che permette alle società inglesi di avere una forza economica enorme.

Como-Napoli? Sarà interessante vedere come Fabregas affronterà Allegri. Il Como potrebbe anche provare a non costruire sempre dal basso e sfruttare il portiere come regista aggiunto, cercando palloni veloci e tesi sugli esterni alle spalle dei terzini del Napoli. Potrebbe essere una soluzione per mettere in difficoltà Allegri.

Credo però che Fabregas, per la sua idea di calcio, cercherà comunque di fare la partita e non si snaturerà troppo. Questo potrebbe essere un vantaggio per il Napoli, perché gli azzurri hanno una qualità individuale enorme. Nei singoli il Napoli non ha nulla da invidiare a nessuno, nemmeno all’Inter.

Allegri? Non è soltanto un risultatista. È molto bravo a valorizzare la qualità dei singoli e soprattutto a lasciare libertà ai giocatori offensivi. Il Napoli ha calciatori che devono essere messi nelle condizioni di inventare. Questa potrebbe essere proprio la chiave della stagione: da una parte il gioco di squadra e il possesso del Como, dall’altra la capacità del Napoli di sfruttare la qualità individuale".