Ai microfoni di Napolità si è gentilmente concesso Eduardo Chiacchio, avvocato specializzato in diritto e giustizia sportiva.
Come giudica la decisione del Giudice Sportivo riguardo l’episodio del petardo ad Audero ?
"Partiamo dai fatti. Il petardo lanciato in campo colpisce il calciatore, ma il soggetto continua la partita fino alla fine senza problemi. Rimane sicuramente il fatto che laddove il giocatore si fosse fatto male o non avesse potuto continuare la partita la sanzione sarebbe stata diversa. La sconfitta a tavolino non esiste più, è una leggenda; al massimo l’Inter avrebbe perso i punti guadagnati sul campo, senza vantaggi per la Cremonese".
L’atteggiamento "particolarmente collaborativo" dell’Inter ha fatto la differenza? Il Giudice Sportivo ha scritto così nel rapporto ufficiale.
"In primis è stata data un’ammenda di 50.000 euro che è la sanzione massima. Quando si verificano episodi del genere la società ha delle attenuanti: la prima è l’atteggiamento della stessa e questo ha fatto la differenza. L’Inter si è costituita parte civile nel procedimento penale, e si tratta è un’attenuante rilevantissima. Non succede quasi mai".
Cosa rischia il soggetto identificato?
"Un’altro elemento da considerare è sicuramente il fatto che si tratta di un singolo tifoso, immediatamente identificato. Sono stati gli stessi tifosi accanto a lui a portarlo dalle forze dell’Ordine; un atteggiamento che ha evitato la chiusura del settore. Non rischia granché perché Audero non ha subito danni, ma con ogni probabilità sarà condannato ai domicilari".
Il Napoli ha subìto un divieto di trasferta fino al termine della stagione per scontri tra ultras. Giusta una sanzione così severa per fatti accaduti fuori dallo stadio?
"Questa sanzione è più grave perché è un provvedimento di ordine pubblico dato da un Prefetto, non da un Giudice Sportivo. Non mi permetto di giudicare, ma sicuramente si stanno indirizzando le pubbliche autorità verso pene molto severe. Alla fine si tratta solo di 7 trasferte (ride, ndr)".
Le parole di Gravina fanno da apripista in questo senso...
"Condivido pienamente la posizione del presidente Gravina. Sono eventi assolutamente da condannare. Il Codice della Giustizia Sportiva Italiana è un’eccellenza, visto che prevede un ventaglio di pene che vanno dall’ammenda fino alla squalifica dal campionato. Le pene ci sono, devono solo essere erogate e questo è compito dei giudici".
di Napoli Magazine
08/02/2026 - 12:57
Ai microfoni di Napolità si è gentilmente concesso Eduardo Chiacchio, avvocato specializzato in diritto e giustizia sportiva.
Come giudica la decisione del Giudice Sportivo riguardo l’episodio del petardo ad Audero ?
"Partiamo dai fatti. Il petardo lanciato in campo colpisce il calciatore, ma il soggetto continua la partita fino alla fine senza problemi. Rimane sicuramente il fatto che laddove il giocatore si fosse fatto male o non avesse potuto continuare la partita la sanzione sarebbe stata diversa. La sconfitta a tavolino non esiste più, è una leggenda; al massimo l’Inter avrebbe perso i punti guadagnati sul campo, senza vantaggi per la Cremonese".
L’atteggiamento "particolarmente collaborativo" dell’Inter ha fatto la differenza? Il Giudice Sportivo ha scritto così nel rapporto ufficiale.
"In primis è stata data un’ammenda di 50.000 euro che è la sanzione massima. Quando si verificano episodi del genere la società ha delle attenuanti: la prima è l’atteggiamento della stessa e questo ha fatto la differenza. L’Inter si è costituita parte civile nel procedimento penale, e si tratta è un’attenuante rilevantissima. Non succede quasi mai".
Cosa rischia il soggetto identificato?
"Un’altro elemento da considerare è sicuramente il fatto che si tratta di un singolo tifoso, immediatamente identificato. Sono stati gli stessi tifosi accanto a lui a portarlo dalle forze dell’Ordine; un atteggiamento che ha evitato la chiusura del settore. Non rischia granché perché Audero non ha subito danni, ma con ogni probabilità sarà condannato ai domicilari".
Il Napoli ha subìto un divieto di trasferta fino al termine della stagione per scontri tra ultras. Giusta una sanzione così severa per fatti accaduti fuori dallo stadio?
"Questa sanzione è più grave perché è un provvedimento di ordine pubblico dato da un Prefetto, non da un Giudice Sportivo. Non mi permetto di giudicare, ma sicuramente si stanno indirizzando le pubbliche autorità verso pene molto severe. Alla fine si tratta solo di 7 trasferte (ride, ndr)".
Le parole di Gravina fanno da apripista in questo senso...
"Condivido pienamente la posizione del presidente Gravina. Sono eventi assolutamente da condannare. Il Codice della Giustizia Sportiva Italiana è un’eccellenza, visto che prevede un ventaglio di pene che vanno dall’ammenda fino alla squalifica dal campionato. Le pene ci sono, devono solo essere erogate e questo è compito dei giudici".