Paolo Condò, opinionista di Sky ed editorialista del Corriere della Sera, commenta sul quotidiano Turchia-Italia 1-4: "Dopo quattro mesi di languori, la prima Italia di Roberto Mancini sbocciò all'improvviso in Polonia - era l'ottobre del 2018 - in una partita di Nations vinta in extremis ma dominata dall'inizio alla fine. Naturalmente è presto per dire che questa squillante vittoria di Bursa sia l'atto di nascita della seconda Italia di Mancini, però la boccata d'ossigeno è stata presa a pieni polmoni, e ce n'era bisogno dopo l'asfissia col Belgio. Nell'undici di partenza Mancini ha conservato soltanto tre dei titolari di venerdì, e fra turni di riposo e scelte tecniche stavolta ha centrato la formazione migliore. Usciamo dallo stadio a forma di coccodrillo senza le temute lacrime, ma con due reti (la seconda e la terza) di fattura squisita. Se poi Bursa 2026 sarà l'equivalente di Chorzow 2018, beh, ci è tornata la voglia di scoprirlo".
di Napoli Magazine
29/09/2026 - 10:57
Paolo Condò, opinionista di Sky ed editorialista del Corriere della Sera, commenta sul quotidiano Turchia-Italia 1-4: "Dopo quattro mesi di languori, la prima Italia di Roberto Mancini sbocciò all'improvviso in Polonia - era l'ottobre del 2018 - in una partita di Nations vinta in extremis ma dominata dall'inizio alla fine. Naturalmente è presto per dire che questa squillante vittoria di Bursa sia l'atto di nascita della seconda Italia di Mancini, però la boccata d'ossigeno è stata presa a pieni polmoni, e ce n'era bisogno dopo l'asfissia col Belgio. Nell'undici di partenza Mancini ha conservato soltanto tre dei titolari di venerdì, e fra turni di riposo e scelte tecniche stavolta ha centrato la formazione migliore. Usciamo dallo stadio a forma di coccodrillo senza le temute lacrime, ma con due reti (la seconda e la terza) di fattura squisita. Se poi Bursa 2026 sarà l'equivalente di Chorzow 2018, beh, ci è tornata la voglia di scoprirlo".